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D’Ovidio, rallenta la demolizione: dentro ci sono ancora studenti. “Ruspe ferme per ora, ma il cantiere sarà allestito”

Il vicesindaco e assessore all’Edilizia scolastica garantisce che fino a quando i bambini faranno lezione alla D’Ovidio non potrà iniziare l’abbattimento vero e proprio dei due edifici. Si potrà allestire il cantiere che è comunque una operazione lunga nella speranza che nel frattempo termini la risistemazione dei locali dell’ex Avvocatura di via Garibaldi. Rassicurazioni anche per i piccoli dell’infanzia spostati a via Berlinguer vicino a una antenna: “Nessun pericolo per la loro salute”

Il ritorno a scuola dopo la pausa natalizia per gli studenti della scuola D’Ovidio di piazza della Repubblica è stato segnato da importanti novità: i ragazzi delle medie sono stati trasferiti al Pilla di via Veneto grazie a un accordo (e relativa risistemazione degli spazi) che il Comune di Campobasso, accollandosi le spese, ha stipulato con la Provincia di Campobasso. Quelli dell’infanzia – che arrivavano già da un precedente trasferimento (precisamente dagli asili di via Tiberio e via Iezza) – sono finiti in via Berlinguer, al piano terra di un condominio che è stato riadattato (grazie a una variante di destinazione d’uso dei locali) per accogliere la giovane popolazione studentesca (oltre 80 bambini). Sono rimasti alla D’Ovidio, ma sul lato di via Gorizia, gli studenti delle elementari per i quali i locali dell’ex Avvocatura di via Garibaldi che avrebbe dovuto accoglierli non sono ancora ultimati.

Se per i più grandicelli (180 persone) i disagi sono contenuti, per i piccoli dell’infanzia in queste ore c’è stata più di una polemica: molte famiglie hanno avuto l’ufficialità del trasferimento solo pochi giorni fa e si sono dovute riorganizzare. Qualcuno si è lamentato della vicinanza dello stabile con un antenna per la telefonia mobile che si trova sul tetto di una vicina casa in costruzione.
Va ricordato che questo spazio è stato individuato dall’Amministrazione Forte perché è sfumata l’ipotesi della scuola ponte a Selvapiana a cui aveva lavorato il Movimento 5 Stelle dell’ex sindaco Roberto Gravina: l’accordo con il proprietario – lo stesso imprenditore dei locali di via Garibaldi – prevede una locazione di tre anni da centomila euro (l’anno).

Colucci

Per l’assessore all’Edilizia scolastica Piero Colucci (Costruire Democrazia) quella di via Berlinguer resta la migliore soluzione possibile: l’edificio è nuovissimo, antisismico “e – a detta dell’assessore – l’antenna non crea problemi per la salute dei bambini, è un’opera in regola con i limiti delle emissioni e rispetta la distanza dai luoghi sensibili”.
Una rassicurazione necessaria considerando che in questo edificio i bambini dovranno passarci parecchio tempo. Anche quando sarà ultimato l’asilo di via Tiberio (occorrono ancora dei mesi e non è escluso che si potrà utilizzare per il prossimo anno scolastico 2025/2026) non è detto che chi era lì potrà farvi ritorno giacché inizieranno i lavori di ricostruzione dell’asilo di via Iezza (già approvato il progetto definitivo).

scuola infanzia via Berlinguer

Ma le novità più importanti riguardano probabilmente la demolizione stessa della scuola Francesco D’Ovidio: a causa di ritardi nei lavori di manutenzione dell’ex Avvocatura, che beneficia di una variante urbanistica temporanea (Colucci conferma che “c’è ancora da risistemare la scala antincendio, fare dei divisori e rimettere mano ai bagni per rendere gli uffici di via Garibaldi più conformi alle esigenze scolastiche”) anche l’abbattimento procederà con un passo meno spedito.
“Nelle prossime settimane – ha detto ancora l’assessore – sarà impiantato il cantiere ma la demolizione vera e propria non comincerà fino a quando ci saranno ancora bambini dentro le aule, i lavori non dovranno interferire in alcun modo con l’attività didattica e la loro sicurezza sarà per noi una priorità”.
Sarebbe inimmaginabile cominciare a far entrare le ruspe in azione mentre c’è ancora chi studia lì dentro sebbene – e questo va ricordato – la D’Ovidio è composta da due corpi staccati e gemelli. Uno affaccia su piazza della Repubblica, l’altro su via Gorizia. Il che è un piccolo vantaggio per poter iniziare almeno a recintare l’area e allestire il cantiere.

“O immaginare – ma questo lo deciderà la scuola – se spostare gli studenti in aule diverse e più lontane possibili dall’area del cantiere. Ma di demolire coi bambini ancora dentro non se ne parla”.   (AD)