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Degrado, lavori mai ultimati e ora anche i topi alle case popolari di via Umbria. Gli inquilini: “Iacp faccia disinfestazione”

L’istituto commissariato delle case popolari non ha mai risposto alle pec degli inquilini del civico 5 di via Umbria che si sono ritrovati un topo nell’appartamento entrato dal balcone: tanti gli interventi incompiuti nelle palazzine del quartiere San Giovanni dove più di otto anni fa è partita una riqualificazione mai ultimata.

Torniamo a parlare delle case popolari di via Umbria dove i lavori mai ultimato dallo Iacp hanno generato una situazione di diffuso malcontento tra gli affittuari. Ma soprattutto, e di questo loro sono convinti, un evidente degrado e una serie di problemi di carattere igienico e sanitario.
L’ultima segnalazione arrivata al protocollo dell’Istituto, oggi commissariato con la guida dell’ex vicesindaco di Termoli Vincenzo Ferrazzano, riguarda la presenza di roditori nell’appartamento della famiglia Santoro, al civico numero 5. Si tratta della stessa palazzina in cui, tra novembre e dicembre scorso, gli scarichi ostruiti avevano portato a galla acqua putrida e maleodorante che rendeva impossibile la vita agli inquilini. Specie alla signora Di Tota che quel pozzetto ce l’ha proprio sotto il balcone e che ci aveva segnalato la situazione risolta dallo Iacp pochi giorni prima di Natale.

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Purtroppo i disagi non sono finiti: a raccontarlo a primonumero stavolta sono i coniugi Santoro che si sono ritrovati un grosso topo in cucina e ora vorrebbero una disinfestazione esterna e interna al condominio perché convinti che quel roditore non si sarebbe intrufolato in casa loro se Iacp avesse terminato il suo intervento. Hanno inviato delle pec i primi di gennaio ma a quanto ci riferiscono Iacp non ha mai risposto.
Da anni, almeno otto, via Umbria è interessata da una riqualificazione che si è conclusa solo in parte.
Il civico 21 – e anche di questo avevamo avuto segnalazioni – convive con i ponteggi da sei anni. Al civico 5, dove solo in teoria i lavori sono conclusi, le ringhiere dei balconi sono solamente poggiate, l’ascensore di fatto non è utilizzabile, le verande sono state smontate, il portone è in pessime condizioni e anche l’esterno, rivestito con le piastrelle, non ha la fascia sottostante alle mattonelle facilitando l’ingresso degli animali.

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Insomma, oltre ai lavori fognari ci sarebbe altre cose da dover concludere e la presenza del roditore (che dal 4 gennaio non c’è più grazie alle trappole che ne hanno permesso la cattura) potrebbe essere il risultato di questa situazione. I signori Santoro – che in via precauzionale e anche per ragioni di salute hanno dovuto chiedere ‘asilo’ in casa della figlia – ci hanno spiegato che il ratto si è intrufolato dalla griglia di areazione del balcone. Era lì che per giorni hanno sentito strani rumori fino al ritrovamento degli escrementi in casa che non ha più lasciato spazio ai dubbi.
Una disinfestazione e la conclusione di tutti gli interventi è la richiesta degli inquilini.   (AD)