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Caos a Roccaraso, quando la tiktoker ‘sotto accusa’ portava il trash a Campitello

I video di Rita De Crescenzo, e le agenzie low cost, hanno contribuito a portare un’ondata fuori misura di caotici turisti di giornata nella stazione abruzzese che è andata in tilt. Potrebbe succedere ovunque, anche sul Matese. La regina del trash sulle piste ha fatto… rumore pure a Campitello in inverno e in estate.

E’ stata vista fare il suo show trash pure sulle piste di Campitello Matese, Rita De Crescenzo, la tiktoker che domenica scorsa ha contribuito a ‘dirottare’ migliaia di turisti della domenica sulle piste di Roccaraso. La stazione turistica abruzzese è stata invasa da circa 260 pullman con oltre 10mila turisti last minute che hanno mandato in tilt la gestione del traffico e delle stesse piste. Una situazione non sostenibile che ha creato diversi disagi, tanto è vero che oggi, i sindaci dei comuni interessati, per evitare il caos, hanno deciso per la soluzione delle targhe alterne nei prossimi weekend.

La De Crescenzo con il suo stuolo di familiari e seguaci, i suoi video, spesso virali, e le sue trovate folkloristiche da “vaiassa postmoderna” ha frequentato negli ultimi anni anche Campitello, sia in inverno che in estate. In foto la vediamo ai piedi del Miletto con alcuni familiari il 31 dicembre 2021.

Non che la stazione matesina non abbia bisogno di pubblicità ma è chiaro che, se una situazione stile Roccaraso dovesse verificarsi a Campitello, sarebbe un disastro per la gestione delle presenze, dei parcheggi e dei frequentatori delle piste che, agli sci, preferiscono i bob, o le buste della spazzatura per scivolare, e i picnic, come se fosse sempre Ferragosto.

Soltanto dieci giorni fa a Campitello, quattro pullman hanno creato un imbuto sull’ultima rampa che porta ai 1460 metri circa della stazione. Immaginate se ne arrivassero a centinaia.

Il problema ora non si pone, perché purtroppo c’è poca neve. Ieri gli impianti erano chiusi, la speranza è che faccia freddo per usare i cannoni dell’innevamento artificiale.

Quello che è successo a Roccaraso, con spostamenti a prezzi stracciati, che ha contribuito a creare il fenomeno ‘migratorio’ di giornata, potrebbe succedere ovunque ci fossero neve e impianti aperti. Anche in Campania a Laceno c’è stato un grande afflusso che non si ricordava da decenni, ma non ci sono stati altri problemi.

Il sistema è quello delle agenzie low cost e del tam tam mediatico creato da annunci sui social e dalle Rita De Crescenzo di turno, la quale non si sente responsabile dei disagi creati e annuncia che il prossimo weekend di turisti ‘mordi e fuggi’ ne arriveranno il doppio: “Il sindaco dovrebbe impegnarsi a gestire meglio la situazione e migliorare l’organizzazione per accogliere i turisti” ha detto. Temeraria, pure.

La questione è che Roccaraso, è una stazione che non può accogliere tutta quella gente, è ben organizzata, con tante piste, quasi sempre innevate grazie all’innevamento artificiale che copre tutte le aree, non come a Campitello dove gli impianti di innevamento con i cannoni si fermano alle piste basse e non coprono le piste oltre i 1700 metri, e questa è una grave carenza per una stazione invernale che si rispetti. Roccaraso nasce per un turismo un po’ diverso, certamente di grandi numeri ma non a quei livelli. Se si va oltre è caos, sarebbe così anche a Campitello dove i turisti napoletani (questa per la maggior parte la provenienza di quelli giunti in massa in Abruzzo) arrivano con la foga di valanghe improvvise, spesso non sciano perché non sanno sciare, ma si godono la montagna in un altro modo, il pranzo prima di tutto: “Casatiell, peparuol ‘mbuttunat, guantier e’ parmigiana” e poi si buttano sul manto bianco, camminando o scivolando via sulle piste a bordo di bob o con qualsiasi altro mezzo, a volte dove non si può, cioè sulle piste da sci.

Quanto ai numeri, chi vi scrive ricorda una domenica negli anni Ottanta di bel tempo a Campitello, con tantissima neve. C’erano la bellezza di 164 pullman che arrivavano fino alle Pianelle, praticamente tre chilometri di mezzi pesanti. Al tempo la stazione funzionava molto bene, perché c’erano anche più risorse umane a lavorare. Cosa succederebbe oggi se dovessero salire 164 pullman a Campitello? Ne parleremo con il sindaco Leggieri per capire come si organizzerebbe.

Intanto l’influencer napoletana non molla l’osso: “Sono stata brava con i miei video”. I suoi follower la seguono in massa e il trash spesso deborda sulle piste. Oggi funziona così. Marketing fuori misura in tutti i sensi. Meglio prevenire e non sottovalutare il fenomeno con il suo… irresistibile refrain “o’ bacin o’ culett, o’ tacatà”.