Cimitero di Campobasso
|Una città che non sa più dove mettere i propri morti: sale mortuarie inagibili e case funerarie assenti
Le camere mortuarie del cimitero sono inagibili e fungono da deposito per bare già sigillate in attesa di sepoltura nei campi che sono saturi. Il presidente del Consiglio comunale Varra annuncia che c’è un progetto per realizzare nuovi spazi per l’inumazione e sollecita l’Asrem a mettere a disposizione le ‘sue’ sale nell’ospedale Cardarelli. A Campobasso oggi non ci sono ancora case funerarie o del commiato private
A Campobasso non esistono ancora case funerarie o del commiato. La sala mortuaria del cimitero cittadino è inagibile e di fatto inutilizzabile. Non c’è un tempio per la cremazione e i campi per l’inumazione sono saturi.
Insomma, è una città che non sa più dove mettere i suoi defunti.
Qualche giorno fa sull’argomento è intervenuto il consigliere comunale Gianluca Maroncelli (Noi Moderati) il quale ha parlato di “una vergogna inaccettabile” e chiesto ai vertici dell’Amministrazione (sindaco e assessore) di riferire in Consiglio su quanto accade al cimitero “sempre più allo sbando”.
Maroncelli ha denunciato la situazione delle salme in attesa di sepoltura “che giacciono per giorni e a volte anche mesi” in quello che oggi non può essere considerato più di un deposito per le bare: le camere mortuarie, infatti, sono inaccessibili ai parenti dei deceduti che non hanno ancora una lapide su cui depositare un fiore o raccogliersi in preghiera.
Come è possibile che Campobasso si trova in questa condizione?
Un’idea piuttosto precisa se l’è fatta il presidente del Consiglio comunale Giovanni Varra che prima di essere eletto a Palazzo San Giorgio, qualche mese fa, era una dipendente comunale proprio negli uffici adibiti ai servizi cimiteriali.
“Il capoluogo non può non avere una sala mortuaria, ma una soluzione ci sarebbe ed è quella che stiamo cercando di definire con l’Asrem che, purtroppo, non ha ancora dato risposte esaustive sulla possibilità di attivare una convenzione tra noi e loro per l’utilizzo delle camere mortuarie dell’ospedale. La proposta è stata più volte sollecitata, non vorrei ritrovarmi a dover coinvolgere la Prefettura su una convenzione che potremmo siglare a stretto giro per superare questa emergenza”.
Al momento sono una quindicina le salme in attesa di sepoltura, ma anche i campi per l’inumazione sono al limite e nessun privato, tra le tante agenzie di onoranze funebri della città, offre questo tipo di servizio. Anche se qualche novità a breve ci sarà sicuramente.
“Gli uffici preposti stanno preparando una gara per procedere alla realizzazione di nuovi spazi già individuati nei terreni alle spalle del convento e della parrocchia di San Giovanni Battista (a San Giovanni dei Gelsi, dunque). La situazione è tale – spiega ancora il presidente Varra – perché nonostante le salme vengano esumate dopo 13 anni, nell’ottanta per cento dei casi la loro mineralizzazione non è completa e questo ci impedisce di spostarle nell’ossario (o tumularle nelle tombe di famiglia quando ci sono, ndr)”.
Non si crea posto e quello che c’è non basta più, ecco perché servono nuovi campi per seppellire i defunti. Ed ecco perché gli stessi a volte restano settimane (in bare sigillate) in attesa di una degna sepoltura nelle camere mortuarie inagibili del cimitero cittadino. Non è raro che per un periodo (a volte anche lungo anni) si individui un loculo temporaneo tra quelli realizzati dalla ditta Dondi (l’impresa che ha costruito gran parte dei nuovi spazi di sepoltura nella zona più recente del camposanto). Ammesso che poi si possa raggiungere perché l’ascensore che dovrebbe portare ai piani più elevati non è ancora in funzione.
“E anche questo sollecito è stato più volte fatto” conclude il presidente Varra. (AD)



