Un viaggio nel passato
|A Mirabello il presepe vivente è dei bambini, protagonisti di una magia senza tempo
Il presepe vivente del 28 e 29 dicembre ha trasformato il paese in un villaggio della Natività, con bambini e ragazzi protagonisti assoluti
Un weekend da ricordare, quello del 28 e 29 dicembre 2024, a Mirabello Sannitico, dove il presepe vivente ha incantato grandi e piccini, riportando in vita la magia della Natività grazie ai veri protagonisti: i bambini.
L’evento, organizzato dal Gruppo Donatori di Sangue “Fratres” e dall’associazione “L’isola che non c’era”, ha trasformato il cuore del paese in un villaggio fiabesco. Tra il suggestivo Palazzo Spicciati e le antiche case di Largo Fontana e Piazza Vittorio Veneto, i giovani figuranti, dai 4 ai 14 anni, hanno dato corpo e anima a una rappresentazione che resterà impressa nella memoria di chi ha partecipato.
La scena iniziale è un colpo d’occhio: soldati romani con armature scintillanti, un censore intento a scrivere su pergamene con una penna d’oca, e poi, varcata la soglia del portone, un vero e proprio salto indietro di duemila anni.
Si passa tra locande, sartorie, stalle con pastori e un mercato vivace: falegnami, fabbri, pescatori, venditori di spezie e gioielli, tutti impegnati nei loro mestieri. Ogni dettaglio è stato curato da volontari che, per oltre tre mesi, hanno lavorato senza sosta per creare costumi, scenografie e un’atmosfera che definire magica sarebbe riduttivo.
Uno degli angoli più toccanti è stato quello dedicato alla scuola, dove un giovane maestro, interrogato sul significato della parola “Fratres”, ha risposto con una semplicità disarmante: “Fratres significa fratelli. Vorrei che questa parola diventasse realtà per tutti i bambini che soffrono sotto le bombe o per la fame. Il dono più grande per il 2025 sarebbe la pace in Ucraina, a Gaza e in tutti i Paesi colpiti dalle guerre. Quando sarò maggiorenne, voglio donare sangue per salvare vite.”
La Natività, ambientata nel cortile di un’antica dimora, ha lasciato senza parole. Maria, interpretata con grazia da una giovane ragazza, ha lanciato un messaggio forte: fratellanza, pace e rispetto per il creato. Alle sue spalle, angioletti sospesi sembravano vegliare su di lei e sul bambino Gesù, mentre i Re Magi, accompagnati da un maestoso dromedario, si preparavano a rendere omaggio al Salvatore.
A sottolineare la profondità di questo evento, il professor Giuseppe Lembo ha voluto ricordare con forza una verità spesso dimenticata: “La guerra è il peggior crimine dell’umanità. I bambini di Mirabello, con il loro entusiasmo e il messaggio di fratellanza, ci insegnano che la pace è possibile. Dobbiamo ringraziare le mani generose dei volontari, che hanno saputo trasformare un presepe in un simbolo di speranza.”







