Sanità e scadenze, Romano: “Per avere i 90 milioni di euro della Meloni la Regione dovrà tagliare altri servizi essenziali”
La legge di Stabilità 2025 ha subordinato l’assegnazione del contributo straordinario di 90 milioni di euro all’approvazione, da parte della Regione, del piano di copertura del disavanzo pregresso entro il 31 gennaio 2025. “Ma la Giunta non ha ancora prodotto atti, il Consiglio regionale non conosce i dettagli mentre sappiamo già che per creare economie taglieranno sui servizi essenziali”. Lunedì in Prefettura c’è la Commissione bicamerale sui Lep: “Cosa gli racconterà Roberti?”
Sono a rischio ancor prima di arrivare nelle casse regionali i 90 milioni di euro concessi a titolo di contributo straordinario dal governo della filiera istituzionale per rimettere in sesto i disastrati conti della sanità molisana.
E’ il rischio ventilato dal consigliere regionale Massimo Romano che ha già protocollato una interrogazione urgente al presidente Francesco Roberti latitante sugli adempimenti da compiere per avere questi soldi “che – parole del governatore – sono il segno della vicinanza alla Regione Molise del Governo Meloni”.
L’esponente di Costruire Democrazia ha ricordato a Roberti che il contributo da 45 milioni di euro per il 2025 e altri 45 milioni per il 2026 per la chiusura delle perdite pregresse del servizio sanitario regionale (sulla spesa rilevata al 31 dicembre 2023) sarà dato se entro il 31 gennaio 2025 verrà predisposto dalla Regione Molise un piano di copertura del disavanzo pregresso “con l’indicazione delle modalità e dei tempi di attuazione da recepire nel Programma operativo 2025-2027” come leggiamo nell’interrogazione del consigliere Romano.
Insomma, parliamo di denaro subordinato alla predisposizione e all’attuazione, da parte della struttura commissariale che lavora al piano di rientro del Programma operativo che dev’essere approvato dai ministeri competenti e dal tavolo tecnico. Per i 90 milioni di euro – diciamolo chiaramente – la Regione deve spiegare quali azioni intende compiere per garantire il riassetto della gestione del servizio ma ad oggi “non risulta adottato alcun atto da parte della Giunta regionale”. Una omissione che per Romano “rischia di vanificare la possibilità di accedere al contributo pubblico straordinario”.
Ecco perché ha depositato questa interrogazione chiedendo se e quando sottoporranno al Consiglio regionale il piano oppure se vogliono almeno chiedere una proroga per non pregiudicare i tanto sbandierati 90 milioni di euro.

Lunedì 27 gennaio in Prefettura a Campobasso – e vale la pena ricordarlo oggi – si riunirà la Commissione parlamentare per le Questioni Regionali (Bicamerale) per un ciclo di audizioni itineranti sui Livelli Essenziali delle Prestazioni, i Lep, i servizi essenziali che vanno garantiti a tutti ovunque in Italia.
Si tratta di una vera e propria indagine conoscitiva agganciata alla riforma dell’Autonomia Differenziata che i parlamentari italiani fanno per eliminare le disparità tra le regioni superando il precedente criterio della spesa storica.
All’incontro ci sarà, naturalmente, anche il governatore Roberti “consapevole del fatto che se vuole ottenere davvero i 90 milioni di euro dovrà ridurre o addirittura eliminare una serie di servizi per creare delle economie che ci portino fuori dal disavanzo. Un disavanzo – questa è la battaglia politica di Romano – mai riappianato dai commissari individuati dai vari governi nazionali che li hanno spediti in Molise negli ultimi 15 anni”.
Insomma, ammesso pure che la Regione ottemperi nei tempi ai suoi doveri, cosa potrà mai dire sui Lep se non ammettere che gli stessi saranno ancora più compromessi da una riorganizzare che per i molisani si tradurrà in una ulteriore stangata sulla sanità pubblica? (AD)


