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Si apre una voragine al Mercato coperto: “Non la ripariamo, ristrutturiamo tutto. Gara a gennaio, lavori in primavera”

La grossa buca all’ingresso dell’edificio di via Monforte sarà solamente messa in sicurezza perché tra qualche mese dovrebbe partire il maxi cantiere da 12 milioni di euro per il recupero urbanistico del Mercato coperto. “Sarà centro commerciale e di aggregazione con ristorante, cinema e parcheggi tra i banchi di frutta e verdura”

C’è una voragine che si è aperta all’ingresso del Mercato Coperto di Campobasso. Da qualche giorno una transenna cinge la buca che il Comune ha deciso di non riparare: “L’intervento costerebbe troppo, sarà messa in sicurezza perché una transenna, in effetti, potrebbe non essere sufficiente, ma non vale la pena spendere dieci o ventimila euro quando stiamo per andare a gara e ristrutturate, interamente, il Mercato”.

voragine mercato coperto

Sono le parole del vice sindaco e assessore ai Lavori pubblici Piero Colucci che annuncia anche i tempi di questo intervento che, dalla primavera 2025, riscriverà la storia dell’edificio costruito nel 1957 sul progetto dell’architetto Enrico Mandolesi.

“A metà gennaio la gara per l’assegnazione dell’appalto, gestita da Invitalia, sarà bandita: 12 milioni di euro, all’incirca, è l’importo che si prevede di spendere. Non sarà applicato il criterio del massimo ribasso, ma quello del maggior beneficio per l’ente”.

Insomma, si spenderà fino all’ultimo centesimo per una riqualificazione di cui si avrà una percezione più concreta e tangibile tra qualche mese quando, salvo imprevisto, partirà il cantiere in via Monforte.

Sul progetto è stato già scritto molto: il Mercato coperto dovrebbe diventare una sorta di Boqueria spagnola. Continueranno a esserci i venditori con i loro banchi di frutta, verdura e generi alimentari, ma ci sarà spazio anche per punti ristoro, un cinema e dei nuovi parcheggi.

“Del resto il mercato si trova in un punto strategico della nostra città: è una cerniera tra centro storico e murattiano che vuole diventare spazio di aggregazione oltre che commerciale attraverso un forte recupero urbanistico che non stravolgerà l’impianto visivo immaginato negli anni Cinquanta da Mandolesi, ma lo conserverà”.

Colucci