Servizi sociali, Forte lancia l’allarme privatizzazione: “Pubblico va affiancato non sostituito”. Scricchiola la sua giunta
Due assessori di Costruire Democrazia (Fraracci e Marcheggiani) hanno votato contro la delibera che riorganizza la macchina amministrativa ravvisando profili di illegittimità della proposta. Forte, nella lettera inviata ai 24 sindaci dell’Ambito sociale, ha spiegato che i dirigenti devono adeguarsi all’indirizzo politico dell’Amministrazione capofila: “Contrasteremo ogni forma di privatizzazione dei servizi sociali e l’idea di un Consorzio pubblico-privato per la futura gestione dei servizi di ambito”.
Il Comune di Campobasso sta riorganizzando la sua macchina amministrativa e l’operazione non sembra essere indolore. Con una delibera approvata ieri (la 332 del 20 dicembre) la giunta municipale ha dato il via alla rotazione del personale così come previsto anche dalla normativa anti corruzione. Che poi è quella citata da Marialuisa Forte nella premessa della lettera inviata a tutti i 24 colleghi sindaci dell’Ats, l’Ambito Territoriale Sociale di Campobasso che si occupa delle persone più fragili.
La delibera in questione non è stata votata dagli assessori di Costruire Democrazia: nè dal vice sindaco Piero Colucci (che oggi era assente), né, soprattutto, da Angelo Marcheggiani (Politiche sanitarie) e Adele Fraracci (presenti e contrari) che hanno mosso una pesante accusa alla sindaca sostenendo che il parere negativo espresso non ha nulla a che vedere con l’obiettivo “di attuare un meccanismo di rotazione a maggiore garanzia dei principi di imparzialità e trasparenza dell’Amministrazione in conformità alle norme anticorruzione”. Ciò che i due civici hanno contestato ha molto più a che fare con “profili di illegittimità della proposta pervenuta il 19 dicembre 2024 senza congruo preavviso relativi all’assenza di una necessaria previa comunicazione alle organizzazioni sindacali ovvero all’assenza di tali meccanismi di rotazione anche ai RUP, con conseguenti rischi di contenziosi e consistenti pregiudizi anche e non soltanto erariali”.
Insomma, dettagli burocratici e giuridici che potrebbero mettere seriamente in discussione l’intera operazione riorganizzativa che Forte ha avviato anche per un’altra ragione: evitare la privatizzazione dei servizi sociali.
“Non intendiamo in alcun modo mortificare il grande lavoro svolto nel settore delle politiche sociali negli ultimi venti anni – ha detto la sindaca – al contrario, l’obiettivo è di proporre soluzioni che salvaguardino la natura totalmente pubblica di qualunque entità associativa che decideremo insieme di fare nascere. Vogliamo garantire che il patrimonio di know-how sviluppato nel delicatissimo settore del welfare rimanga nella disponibilità delle Amministrazioni comunali, che devono essere strutturate e competitive indipendentemente da chi, a seguito delle aggiudicazioni dei Servizi e/o delle progettazioni o co-progettazioni, verrà chiamato a tradurre in concreto le scelte adottate dai Comuni in forma associata”.
La sindaca ha poi ribadito che la coalizione progressista al governo del Comune di Campobasso crede fermamente che il privato, nel welfare come in altri settori quali la scuola e la sanità, sia un partner indispensabile per realizzare servizi efficienti e di qualità. Tuttavia, il privato non deve e non può sostituire il pubblico.
“Questo è l’indirizzo politico che vogliamo dare e che – sottolinea in uno dei passaggi della lettera inviata ai sindaci dell’Ats – pretendiamo sia attuato da chi opera a livello dirigenziale”. Poi va al sodo della questione senza perifrasi: “Contrasteremo ogni forma di privatizzazione, più o meno esplicita, dei Servizi Sociali e l’idea di un Consorzio pubblico-privato per la futura gestione dei Servizi di Ambito, poiché è quanto di più lontano possa esserci dalla visione che la mia Amministrazione ha”.
Nella missiva inviata ai colleghi amministratori, la sindaca Forte conclude rinnovando l’impegno suo e della Giunta a lavorare nel superiore interesse delle cittadine e dei cittadini dell’Ats, intervenendo con slancio su tutto ciò che può essere ulteriormente migliorato. Evidenziato l’importanza di collaborare con tutte le Amministrazioni comunali dell’Ambito per trovare soluzioni che garantiscano che il know-how sviluppato nel settore del welfare rimanga patrimonio delle Amministrazioni comunali e che queste siano strutturate e competitive.


