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Scontro sulle luminarie, Pilone: “Affidamento senza bando”, Fraracci: “Fino a 150mila euro è legittimo”

Il capogruppo di FDI critica l’amministrazione per l’affidamento diretto delle luminarie natalizie senza bando, definendolo una gestione poco trasparente. L’assessore ribatte, spiegando che la procedura è pienamente legittima grazie alla normativa nazionale che consente affidamenti fino a 150mila euro, sottolineando inoltre l’uso di fondi giubilari regionali. La questione sarà discussa in commissione consiliare, dove si preannuncia uno scontro acceso

Scoppia la polemica sull’affidamento diretto delle luminarie natalizie. Francesco Pilone, capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Campobasso, ha duramente criticato la procedura adottata dall’amministrazione di Marialuisa Forte, denunciando presunte irregolarità nella gestione. “Montare luminarie senza evidenza pubblica, senza bando di gara, è inaccettabile – afferma Pilone –. La delibera è stata fatta lunedì 2 dicembre, ma i lavori sono iniziati già sabato mattina. Chi ha autorizzato questa ditta senza un atto amministrativo formale stilato per tempo? Con una cifra così importante, 130 mila euro, era doverosa una valutazione più approfondita”.

Pilone insiste sul rispetto delle regole amministrative: “Il sindaco non può gestire la cosa pubblica come fosse casa sua. Le procedure vanno seguite: serve una manifestazione d’interesse, si valutano le offerte e si sceglie la proposta migliore”. A supporto della sua denuncia, il consigliere ha annunciato sia una richiesta di chiarimento in commissione consiliare sia un’interrogazione in Consiglio comunale.

A smorzare l’attacco di Pilone è intervenuta prontamente l’assessore Adele Fraracci, che ha fornito una spiegazione dettagliata sulla scelta amministrativa. “Innanzitutto – spiega Fraracci – il pacchetto delle luminarie rientra in un percorso giubilare che il Comune sta organizzando in collaborazione con la Regione Molise. Ciò implica scelte mirate e specifiche richieste anche da parte della Regione, che ha stanziato anche propri fondi regionali”.

L’assessore ha poi chiarito l’aspetto normativo, facendo riferimento al quadro legislativo nazionale: “Vorrei ricordare che, con il Governo Meloni, l’affidamento diretto è consentito fino alla soglia di 150 mila euro. Non c’è stata alcuna irregolarità procedurale”.

Botta e risposta dunque. Ora resta da vedere se le spiegazioni fornite dall’assessore saranno sufficienti a placare le polemiche. La questione verrà affrontata in sede di commissione consiliare, dove Pilone promette battaglia per garantire la trasparenza amministrativa. E non esclude un’interrogazione anche in consiglio comunale.