Rubano un’auto a Termoli, la ritrovano grazie ad un’app sul telefono: era in un parcheggio di Foggia
Una Peugeot 208 è stata ritrovata grazie a un AirTag nascosto nel veicolo. Questo caso mette in luce il metodo dei ladri foggiani: rubare, attendere un paio di giorni per evitare controlli, e smontare i veicoli per alimentare il mercato nero dei ricambi
Un furto d’auto si è consumato nella notte tra il 10 e l’11 dicembre a Termoli. Una Peugeot 208, ultimo modello, è stata rubata in zona Parco. Il proprietario, tuttavia, grazie a un’applicazione di iPhone collegata a un AirTag nascosto nel veicolo, è riuscito a individuare l’auto in un parcheggio condominiale a Foggia, luogo che si è rivelato cruciale per le successive indagini.
Si tratta di un modus operandi tipico della criminalità foggiana. Le auto rubate nelle zone confinanti al territorio pugliese, vengono lasciate parcheggiate per uno o due giorni in aree sicure per evitare i controlli delle forze dell’ordine. Solo successivamente, se non vengono recuperate, i veicoli vengono smontati e i pezzi inviati a garage gestiti dalla criminalità organizzata per alimentare il mercato nero dei ricambi.
Foggia è tristemente nota per questi episodi, che talvolta si intrecciano anche con il racket del “cavallo di ritorno,” ovvero la richiesta di denaro per restituire il veicolo al proprietario.
In questo caso, il proprietario della Peugeot ha scelto di affidarsi alla tecnologia. Utilizzando un AirTag, un piccolo dispositivo tracciabile collegato all’iPhone, ha potuto individuare l’auto che gli è stata rubata. Questi strumenti, sebbene progettati per scopi quotidiani come il ritrovamento di chiavi o bagagli, si stanno dimostrando efficaci anche contro i furti di veicoli. Tuttavia, gli esperti avvertono: è fondamentale che l’AirTag sia nascosto in modo strategico, poiché i ladri possono facilmente rimuoverlo se lo individuano. Inoltre, la possibilità di tracciamento dipende dalla presenza di dispositivi Apple nelle vicinanze che possano trasmettere la posizione.
Le forze dell’ordine, intanto, continuano a lavorare per contrastare queste reti criminali, ma il problema richiede anche una maggiore collaborazione da parte dei cittadini e l’adozione di strategie innovative per la prevenzione.


