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Concorsi irregolari al Conservatorio Perosi, il Tar li blocca. “Così volevano lottizzare le cattedre”

Secondo i giudici amministrativi ci sarebbero delle irregolarità nella procedura, in particolare nella scelta delle cattedre da mettere a concorso e nella valutazione delle esigenze didattiche. Per l’avvocato Papa, che ha difeso una ricorrente, l’ordinanza del Tar ha stoppato la lottizzazione delle cattedre e tende a ribadire che non si può agire in modo arbitrario

Il Tribunale amministrativo regionale del Molise ha sospeso tre concorsi (su sette), per altrettante cattedre, al Conservatorio statale di musica Lorenzo Perosi di Campobasso. Secondo i giudici di via San Giovanni ci sarebbero delle irregolarità nella procedura, in particolare nella scelta delle cattedre da mettere a concorso e nella valutazione delle esigenze didattiche.

Il caso è esploso dopo che la professoressa Chiara Bonzagni – difesa dallo studio legale bojanese Giallonardi, Papa e partners – ha fatto ricorso chiedendo l’annullamento di alcune delibere e decreti del Conservatorio relativi alla pubblicazione di cattedre vacanti e ai bandi di concorso per copertura a tempo indeterminato.

Il Tar ha accolto parzialmente la richiesta di sospensione, bloccando l’iter dei concorsi per tre cattedre: Clavicembalo e tastiere storiche, Accompagnamento pianistico e Violino. In più ha ordinato al Conservatorio di fornire copia di tutte le domande di iscrizione degli studenti per l’anno accademico 2023/2024, (previa anonimizzazione dei dati personali), in risposta alla richiesta di accesso agli atti avanzata dalla ricorrente.

A far percepire questa ordinanza del Tar come una anticipazione di sentenza (si entrerà nel merito della controversi il 7 maggio prossimo) favorevole alla ricorrente, sono proprio le parole utilizzate nel dispositivo. Il documento, infatti, getta ombre inquietanti sull’operato del Consiglio Accademico (nella foto in basso) che avrebbe individuato ben tre delle sette cattedre da coprire mediante procedura concorsuale in favore di soggetti cd. riservatari “senza valutare adeguatamente le esigenze didattiche dell’istituzione stessa”.

Consiglio accademico conservatorio Perosi

La procedura per l’individuazione delle cattedre di Clavicembalo e tastiere storiche, Accompagnamento pianistico e Violino, infatti, “non risulta esser stata preceduta – secondo quanto dedotto dalla ricorrente, e senza che sul punto sia stata mossa alcuna puntuale controdeduzione dalla difesa pubblica (cioè, non hanno provato manco a difendersi, ndr) – da una conforme indicazione da parte dei competenti dipartimenti: il che già vale a far emergere seri dubbi sul fatto che la scelta delle suindicate tre cattedre sia avvenuta sulla base di una ponderata valutazione delle sopra richiamate esigenze didattiche, atteso che i Dipartimenti stessi sono le strutture meglio in grado di conoscere le esigenze didattiche del rispettivo ambito di appartenenza”. E non è tutto perchè sempre i giudici amministrativi evidenziano pure che “non appare persuasiva l’affermazione del Consiglio accademico, rinvenibile nel verbale del 31 luglio 2024, di aver ‘verificato’, ai fini della individuazione delle cattedre da destinare a concorso, la presenza di ‘un adeguato numero di iscritti’. Considerato difatti che, per ciò che concerne la cattedra di Clavicembalo e tastiere storiche, sembra cogliere nel segno il rilievo della ricorrente per cui non emergerebbero, per il relativo insegnamento, elementi tali da giustificare la sua inclusione tra quelli da destinare a concorso: la ricorrente ha infatti documentato che negli anni 2021/22 e 2022/23 non risulta alcuna richiesta di iscrizione al suddetto corso accademico”.

L’avvocato Giacomo Papa, difensore della ricorrente, ha parlato di una vera e propria “lottizzazione delle cattedre” che ora è stata parzialmente stoppata con la sospensione di alcuni dei concorsi pubblici in cui il Tar ha già ribadito che “l’individuazione deve avvenire sulla base delle esigenze didattiche e non in modo arbitrario. Siamo felici di aver contribuito a far riacquistare fiducia nella giustizia ad una persona che si sentiva l’ennesima vittima del sistema”.