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Fermate killer lungo la Bifernina, Di Pardo: “Un problema da risolvere senza strumentalizzazioni”

Dopo il confronto con le organizzazioni sindacali, Di Pardo ha evidenziato la necessità di affrontare la questione senza strumentalizzazioni, coinvolgendo Anas, Motorizzazione e il collega Marone. Tra le possibili soluzioni, si pensa a navette e altre misure di sicurezza, ma l’intervento richiede tempo e un aggiornamento normativo del contratto di lavoro che non avviene dal 1989

Il consigliere regionale delegato ai Trasporti, Roberto Di Pardo, sta lavorando in sinergia con la struttura regionale per affrontare la questione delle “fermate killer” lungo la Bifernina, un problema che da anni interessa la sicurezza degli utenti e che è stato oggetto del confronto con le organizzazioni sindacali.

di pardo fanelli presidio tpl

Secondo Di Pardo, queste fermate sono presenti da oltre trent’anni e non hanno subito modifiche significative nell’ultimo periodo perché il Codice della Strada non ne ha subite. “È sicuramente un problema che va risolto, ma non in maniera strumentale”, afferma con fermezza il consigliere. Questo non significa, però, che non ci sia la volontà di intervenire: “Le riflessioni su cosa fare e come, sono in corso. La struttura regionale – continua Di Pardo – si sta interfacciando anche con Anas e Motorizzazione, e ho coinvolto anche il collega Marone, perché il tema riguarda le infrastrutture e quindi serve una visione condivisa”.

Il dibattito su come intervenire si fa più articolato quando si considera che la questione si lega anche al “secondo livello” dell’accordo che non viene aggiornato dal lontano 1989. “Molto dipende da questo accordo, che non viene rivisitato da decenni. Certo, stiamo parlando di una situazione che va rivista, ma non bisogna alimentare allarme e preoccupazione in maniera strumentale”, spiega Di Pardo, evidenziando la necessità di un intervento che non crei ingiustificato panico tra la popolazione.

Nel Piano Economico Ambientale (Pea), le fermate sono ufficialmente autorizzate, ma risultano non a norma. “Le fermate ci sono, sono autorizzate, ma non sono a norma. Ci impegneremo con delle navette, ad esempio, ma non sono escluse anche altre soluzioni. Se c’è la volontà reale di affrontare tutto, si fa. Dove si può mettere in sicurezza, lo faremo. Concordo con le preoccupazioni, ma ci vuole il tempo utile per intervenire”. In queste dichiarazioni, Di Pardo sottolinea come il lavoro in corso, che per quanto lo riguarda è iniziato da un mese e mezzo, non possa dar luogo a soluzioni immediate, ma la strada intrapresa prevede un piano articolato e condiviso.

Il tema delle fermate lungo la Bifernina tocca diversi aspetti: da quello infrastrutturale a quello della sicurezza, fino alla necessità di un aggiornamento normativo del contratto di lavoro.  La questione, dunque, sembra destinata a rimanere al centro dell’agenda politica regionale, in attesa di trovare soluzioni adatte senza cedere alla tentazione di interventi frettolosi o eccessivamente allarmisti.