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Un fiume di denaro per un palazzo che fa acqua da tutte le parti: il Consiglio Regionale del Molise si sveglia dopo 40 anni

Il Consiglio regionale del Molise è pronto a dire addio a Palazzo D’Aimmo, la sua sede fatiscente di via IV Novembre, dopo 40 anni di affitto a cifre astronomiche. Con riscaldamenti spesso fuori uso, infissi traballanti e acqua piovana che si fa spazio negli uffici, la situazione è diventata insostenibile. Ora si cerca una nuova casa: imminente la pubblicazione dell’avviso esplorativo.

Finalmente, dopo quattro decenni di affitto a peso d’oro, il Consiglio regionale del Molise sembra essersi accorto che Palazzo D’Aimmo, la sede storica di via IV Novembre a Campobasso, è più adatto a un film di fantasmi che a ospitare i lavori istituzionali. Un riscaldamento che si rifiuta di collaborare, infissi che ballano il tip-tap al minimo alito di vento, bagni che sembrano usciti da un film anni ’80 (e non nel senso nostalgico del termine) e persino una colonna in sala consiliare che ostacola la vista: il tutto per la modica cifra di 12mila euro al mese. Se aggiungiamo i 1.700 euro per l’autorimessa, è chiaro che i molisani si stanno pagando il biglietto per questo show grottesco da 40 anni.

Il contratto, siglato nel lontano 1987 con i fratelli Moffa, garantiva un assegno quadrimestrale anticipato da circa 55mila euro, che puntualmente finisce nelle tasche dei proprietari, lasciando invece l’edificio in un degrado sempre più marcato. L’acqua piovana, evidentemente più efficiente della manutenzione, si è presa libertà di fare irruzione in alcune stanze, mentre l’ascensore ha deciso di interpretare il ruolo di trappola per i più temerari.

Palazzo daimmo via IV Novembre Palazzo daimmo via IV Novembre Palazzo daimmo via IV Novembre Palazzo daimmo via IV Novembre

Ma ora, miracolo dei miracoli, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale si è messo in moto per cercare una nuova sede. Una manifestazione di interesse sarebbe infatti in arrivo per individuare un immobile più adeguato, che non solo costi meno, ma magari abbia anche quelle piccole comodità moderne come infissi che si chiudono e riscaldamenti funzionanti.

Palazzo D’Aimmo continua a crollare – letteralmente – sotto il peso degli anni e della sua cattiva gestione. I tre fratelli Moffa, eredi dello stabile, non si sono mai messi d’accordo su chi dovesse sborsare per i lavori urgenti, con il risultato che la struttura è rimasta una perfetta incarnazione del detto “chi fa da sé fa per tre”, ma in negativo. Tra acqua che entra, calore che scappa e soldi che volano, il Consiglio regionale sembra aver finalmente capito che cambiare sede è l’unica soluzione.

E la Giunta regionale? Anche loro si sono lanciati nella caccia all’immobile perfetto, ma con un tocco di mistero in più. La manifestazione di interesse in questo caso impone che la nuova sede degli uffici amministrativi sia a massimo tre chilometri dall’attuale Palazzo Vitale. Un vincolo che ha già fatto alzare più di un sopracciglio, come quello di Angelo Primiani del Movimento 5 Stelle, che ha definito la scelta “inspiegabile”. Che si tratti di un esperimento di urbanistica a chilometro zero o piuttosto di una prescrizione ‘necessaria’ per favorire i soliti noti?