Torna l’incubo terremoto in Basso Molise: sopralluoghi in corso, non risultano danni. Sorvegliati speciale la diga e il “Ponte dello Sceriffo”
I sindaci dei comuni interessati, tra cui Montecilfone, Palata e Larino, hanno subito avviato i controlli su scuole e strutture pubbliche ma al momento non risultano danni. Particolare attenzione è rivolta ai viadotti del Liscione e a quello che collega le aree interne del Basso Molise con la Fondovalle del Biferno
Un sussulto improvviso ha interrotto il sonno della popolazione molisana: nella notte, all’una e 51 minuti, un terremoto di magnitudo 4.0 ha colpito la zona compresa tra Larino, Guardialfiera e Montecilfone. La scossa, percepita anche in Puglia e in Abruzzo, ha fatto risuonare vecchie paure: decine di persone sono scese in strada, qualcuna ha scelto di passare la notte in auto, anche se la maggior parte ha fatto ritorno a casa dopo qualche ora.
Il sindaco di Montecilfone, Giorgio Manes, ha coordinato i primi sopralluoghi, in collaborazione con la Protezione Civile e la Prefettura, per verificare possibili danni alle strutture pubbliche e private. “Abbiamo avviato subito le verifiche nelle strutture più strategiche, tra cui le scuole e la casa di riposo,” ha dichiarato Manes, specificando che, al momento, non sono stati riscontrati danni evidenti. “Per fortuna la scossa è stata breve e, pur essendo avvertita, non sembra aver causato criticità rilevanti”.
A Termoli, dove il sisma è stato avvertito soprattutto ai piani alti, il sindaco Nicola Balice ha subito predisposto il controllo degli edifici scolastici e delle strutture di proprietà del Comune di Termoli. Il personale allertato si è riunito alle 9 di questa mattina mettendosi subito al lavoro con i successivi sopralluoghi che hanno portato ad indagini visive e speditive tali da attestare che “L’evento sismico odierno non ha comportato danneggiamenti al patrimonio dell’Ente e che tutti i plessi visionati sono agibili”.
Anche la sindaca di Palata, Maria Di Lena, ha rassicurato la popolazione, informando che sono in corso i sopralluoghi in tutto il territorio comunale. “La scossa è stata percepita distintamente da alcuni, mentre altri non l’hanno nemmeno avvertita. Stiamo verificando con i tecnici anche se non sono pervenute segnalazioni” ha riferito Di Lena.
Al centro delle preoccupazioni c’è un’infrastruttura particolarmente delicata: il “Ponte dello Sceriffo”, un’opera fondamentale per i collegamenti tra le aree interne del Basso Molise e la Bifernina, ma già nota per le sue criticità strutturali. La scossa ha riacceso il dibattito sulla sicurezza del ponte, che ogni giorno sostiene il passaggio di numerosi veicoli ma che è vietato ai mezzi pesanti ormai da sei anni, proprio dopo il terremoto dell’agosto 2018. Pino Puchetti, sindaco di Larino e presidente della Provincia, è stato tra i primi a mobilitarsi sul posto insieme ai tecnici provinciali.
“Questa infrastruttura è strategica, ma fragile. Già da tempo il ponte presenta problemi strutturali, e la scossa di stanotte impone ulteriore attenzione,” ha spiegato Puchetti. “Era stato annunciato che il ponte sarebbe passato sotto la gestione dell’Anas, ma dopo oltre un anno siamo ancora in attesa di aggiornamenti concreti. Ora, con i tecnici della Provincia, stiamo eseguendo verifiche approfondite per accertare che non vi siano peggioramenti causati dal terremoto”.
Antonio Cardillo, responsabile della Protezione Civile regionale, ha spiegato le modalità di intervento: “In casi come questi, dove la magnitudo supera il livello 4, attiviamo automaticamente le procedure standard di monitoraggio del fenomeno. Tuttavia, si tratta solo di osservazioni visive, per verificare eventuali variazioni strutturali, ma al momento non sono emerse criticità. Questo tipo di monitoraggio è osservativo, non strumentale.”
Cardillo ha aggiunto che la situazione rimane sotto controllo, e che sono stati già avvisati i sindaci dei comuni interessati e la prefettura: “Al momento, nessuno ha richiesto supporto esterno, il che conferma che non ci sono segni di emergenze o necessità di interventi straordinari.”
Un monitoraggio costante e attento resta comunque in corso, per garantire sicurezza e tranquillità alle comunità locali che, sebbene non abbiano registrato danni, restano in allerta.
“Un lavoro di squadra e sinergico di verifiche strutturali – il commento del Presidente della Giunta Regionale del Molise, Francesco Roberti – Possiamo dire, per fortuna, che c’è stato soltanto tanto spavento. Il ringraziamento va a tutti coloro che, durante la notte e la mattina, di oggi, sabato 9 novembre, con puntualità e collaborazione hanno lavorato, al fine di rassicurare la popolazione che il sisma di questa notte non ha lasciato danni. Con gli enti coinvolti, ovviamente, manterremo alta l’attenzione”.
Il terremoto di stanotte ha risvegliato la paura per le scosse del 2018, che, con un epicentro proprio nelle vicinanze di Montecilfone, avevano fatto tremare il Molise e le regioni vicine. Il 14 agosto prima e poi il 16 agosto di quell’anno, alcune scosse tra cui la più importante di magnitudo 5.1, seguita da altre di intensità minore, avevano causato paura e preoccupazione tra gli abitanti, anche se fortunatamente non si erano registrati feriti né danni significativi. E stanotte, molti hanno subito rivissuto quel terrore.
Mentre le verifiche tecniche proseguono senza sosta, i sindaci e le autorità locali restano in allerta, determinati a garantire sicurezza e tempestività d’azione in caso di nuove scosse. Nel frattempo, per il “Ponte dello Sceriffo” si preannuncia una relazione tecnica dettagliata, e sarà proprio il suo esito a stabilire se il Basso Molise potrà mantenere il collegamento o se dovrà fare i conti con un isolamento forzato.
Per il resto non si segnalano croiticità nè per quanto riguarda edifici pubblici nè edifici privati. I Vigili del fuoco non sono intervenuti perchè non hanno ricevuto richieste in relazione al sisma. Ma l’attenzione resta alta.

