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Topogate e vampiri: chiesto aumento dell’affitto di Palazzo D’Aimmo. Ma la Regione vuole andarsene

Nominata la commissione di valutazione che definirà tempi e modi del trasloco: entro dodici mesi al massimo va trovata una soluzione che metta in una sede unica tutti gli uffici del Consiglio regionale. Il proprietario dell’immobile fuorilegge e pieno di topi ha chiesto un aumento del canone di locazione che la Regione non intende accordargli

Oggi il Consiglio regionale del Molise si riunirà in modalità telematica: l’aula delle sedute in cui è esploso il Topogate è ancora inagibile. Oltre alla disinfestazione, ci sono operai al lavoro per chiudere ogni possibile accesso ai roditori che avevano nidificato sotto i listelli del parquet della stanza in cui si riunisce l’assemblea regionale.

Quello dei ratti, però, non è l’unico problema di Palazzo D’Aimmo: “numerose criticità” sono state riscontrate durante i sopralluoghi. Per di più la sede di via IV Novembre non rispetta le norme sulla sicurezza tanto che il suo proprietario è stato diffidato affinché ripristini “entro 30 giorni delle condizioni di sicurezza dello stabile”. Del fatto era stato informato il presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante il quale aveva sollecitato una soluzione “per il corretto utilizzo di un immobile a destinazione pubblica” suggerendo pure, nel caso in cui non ci fossero le condizioni per continuare a utilizzare quei locali, di “avviare una risoluzione del contratto di locazione in essere”.

pallante

Qualche giorno prima di questa comunicazione, esattamente il 23 ottobre scorso, il proprietario dell’immobile aveva chiesto un aumento del canone di locazione. Che, è evidente, la Regione non intende accordargli.

Vale la pena ricordare che il Consiglio regionale paga l’affitto ai fratelli Moffa dal 1987 per una cifra che oscilla attorno ai 14 mila euro al mese. E considerando lo stato fatiscente in cui si trova, anche senza topi che ballano sotto i piedi dei nostri rappresentati politici, vien da sé che una alternativa va trovata e subito. Anzi, andava già trovata.

Ed è esattamente ciò che si sta facendo, possibilmente avendo una sede unica (ad oggi gli uffici del Consiglio regionale, entrambi in locazione, sono dislocati tra via IV Novembre e via Colitto) che rispetti la normativa in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro. Dodici mesi è il tempo massimo per “individuare utili e definitive soluzioni per risolvere la problematica”.

E’ tutto scritto nella determina segretariale numero 51 del 27 novembre con cui il segretario generale del Consiglio regionale Claudio Iocca ha individuato una Commissione “che possa definire modalità, tempistiche e ogni altro aspetto preliminare e connesso al celere e soddisfacente superamento della problematica”. Oltre a se stesso ne fanno parte la dirigente Gabriella Santoro e il funzionario Luigi Sabella.