Strade dissestate e strette, poca illuminazione e scarsi controlli: quando la periferia grida aiuto e resta inascoltata
Situazione sempre più critica: strade dissestate, come quella di contrada Calvario, rendono pericolosi gli spostamenti e penalizzano famiglie e attività economiche. I residenti denunciano l’assenza di manutenzione e interventi, chiedendo attenzione per aree che pagano le stesse tasse del centro urbano ma restano abbandonate
Campobasso non è solo centro urbano, vie principali e piazze centrali. È anche un intreccio di contrade, frammenti di territorio che custodiscono storie, famiglie e attività economiche ma che, troppo spesso, sembrano dimenticate. È una questione annosa, un problema che i residenti non si stancano di denunciare: scarsa attenzione istituzionale, mancanza di servizi essenziali e un degrado infrastrutturale che peggiora ogni giorno di più.
Tra le lamentele principali, i residenti sottolineano un elemento comune: “Noi paghiamo le stesse tasse degli altri cittadini, ma qui manca ogni genere di attenzione”. Un’affermazione che risuona come un grido di esasperazione, soprattutto quando si parla di sicurezza e viabilità.
Molte delle contrade di Campobasso vivono letteralmente al buio. L’assenza di illuminazione pubblica, persino lungo le arterie principali, non solo mette a rischio la sicurezza stradale, ma facilita anche la vita a chi si sposta “in trasferta” per compiere furti. I residenti lamentano da anni i pochi controlli e denunciano un senso di abbandono che li rende facili bersagli della criminalità.
E le infrastrutture. Al riguardo, un esempio emblematico di questa situazione è contrada Calvario, dove la strada principale si presenta come un mosaico di rattoppi e dislivelli. “È una vergogna”, commentano i residenti, che ogni giorno si trovano a percorrerla rischiando non solo di danneggiare i propri veicoli, ma anche di provocare incidenti.
In alcuni tratti, la carreggiata è talmente stretta che due auto che procedono in direzioni opposte non possono transitare contemporaneamente. L’unica soluzione è infilarsi, con non poca fatica e rischio, nelle cunette laterali, spesso danneggiando gomme o carrozzeria. Gli automobilisti raccontano di ritorni a casa con pneumatici bucati e fiancate rigate, quando non si rischia di trovarsi coinvolti in un incidente.
Il problema, tuttavia, non si limita agli spostamenti quotidiani dei residenti. Le pessime condizioni della viabilità creano disagi anche alle attività economiche presenti nella zona. Aziende che subiscono un danno indiretto ma tangibile: clienti scoraggiati, fornitori che evitano percorsi accidentati e una reputazione che lentamente si logora.
Le segnalazioni, a quanto pare, non sono mai mancate. I cittadini hanno più volte denunciato lo stato delle contrade, chiedendo interventi urgenti. Ma a fronte delle promesse, i fatti non sono mai arrivati. E così, anno dopo anno, la situazione si è incancrenita, trasformando la periferia di Campobasso in un esempio lampante di disuguaglianza territoriale.
Di fronte a un quadro così desolante, i residenti chiedono interventi concreti e immediati. Una manutenzione seria delle strade, l’installazione di un’adeguata illuminazione pubblica e un rafforzamento della sicurezza attraverso controlli più frequenti sono le prime richieste. Ma serve soprattutto una visione che riconosca il valore delle contrade, non solo come “margini” della città, ma come parti integranti del suo tessuto sociale ed economico.








