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Sanità, il Nas vuole vederci chiaro sulle liste d’attesa. Ma rischia di esplodere il caso degli ‘esami inutili’ al Neuromed

Si tratterebbe di prestazioni tecnicamente inappropriate eseguite nella clinica privata accreditata di Pozzilli e rimborsate dal pubblico. I Nas, che hanno già avviato una indagine sulle liste di attesa, acquisiranno la documentazione a breve grazie ai controlli del Nucleo ispettivo dell’Asrem, che ha segnalato il caso e che ora rischia di essere ‘mutilato’. Sul tavolo dei vertici Asrem infatti ci sarebbe l’atto che elimina tre componenti scomodi. Gli stessi già finiti nel mirino della sanità privata per la questione della radioterapia al Gemelli che resta, assieme al Neuromed, la più importante struttura convenzionata della nostra regione. Intanto la magistratura contabile ha bocciato i conti del Molise, ma secondo la struttura commissariale i privati vanno ringraziati per la mobilità attiva.

C’è una indagine sulle liste d’attesa condotta dai carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazione e sanità) di Campobasso. I controlli riguardano i tempi drammatici di attesa per le prestazioni sanitarie in Molise, diventati di nuovo un caso nazionale dopo l’arrivo delle telecamere del programma Fuori dal Coro di Rete 4.
Qualche esempio: una mammografia monolaterale in classe di priorità ‘P’ (programmata), che dovrebbe essere effettuata entro 120 giorni, richiede ora in media 187 giorni, segnando un’impennata rispetto ai 33 giorni del bimestre precedente. Non va meglio per un’ecografia monolaterale della mammella, con attese di 207 giorni, pur ridotte di 54 giorni rispetto al terzo bimestre. Consapevole dell’inammissibilità di attese tanto lunghe, la struttura commissariale è corsa ai ripari il 30 ottobre scorso, cinque giorni fa, nominando, con proprio decreto, Bruno Carabellese (già direttore sanitario dell’Asrem), come Responsabile unico regionale per l’assistenza sanitaria (Ruas). Carabellese ha il compito di applicare misure urgenti per ridurre i tempi delle liste d’attesa, come richiesto dal decreto legge 73/24.

Le verifiche in corso vanno anche nella direzione di evidenziare l’iniquità degli investimenti per la riduzione delle liste stesse. E – come ovvia conseguenza – mettono in risalto il ricorso obbligato dei pazienti alle strutture private accreditate che offrono prestazioni con tempi di attesa decisamente più brevi del pubblico, pur essendo a carico del sistema sanitario nazionale.

E’ proprio in questo senso che l’attività di indagine si è incrociata con i controlli operati dal Nucleo ispettivo dell’Asrem. Questo Nucleo, che monitora tutte le strutture sanitarie della nostra regione, siano esse pubbliche che private, alcuni mesi fa ha relazionato sull’inappropriatezza di esami diagnostici in particolare all’interno del Neuromed. Centinaia di esami eseguiti negli anni a cavallo tra il 2020 e il 2022 (e rimborsati coi soldi pubblici) che potevano essere evitati, stando almeno a quanto constatato dai componenti dell’organismo di verifica. Nello specifico si tratta di una infinita serie di Tac eseguite al Neuromed e sovrapposte alle Pet.

pet neuromed

Ora, precisiamo che si tratta di esami diagnostici che aiutano a vedere dentro il corpo, pur funzionando in modo diverso. La Tac (Tomografia Assiale Computerizzata) utilizza raggi X per creare immagini molto dettagliate delle strutture interne, come ossa e organi. Serve per capire bene la forma e la posizione di parti del corpo e viene usata spesso per individuare fratture, tumori o problemi agli organi. La Pet (Tomografia a Emissione di Positroni), invece, si concentra più sulla funzione che sulla struttura: rileva l’attività metabolica dei tessuti utilizzando una sostanza radioattiva iniettata nel corpo. Questo è utile per vedere dove c’è maggiore attività cellulare, come nelle cellule tumorali. In sintesi, la Tac mostra come sono fatte le parti del corpo, mentre la Pet mostra come funzionano.

La spesa pubblica per le Tac al Neuromed è importante, e non è un caso se anche il Nas ha cominciato a interessarsi della questione. A breve dovrebbe essere acquisita la documentazione prodotta dal Nucleo ispettivo, che è arrivata sulla scrivania del direttore generale dell’Asrem Giovanni Di Santo.
Il contenuto della relazione ispettiva è stato contestato in più parti, ma i componenti del Nucleo (lo stesso che, lo ricordiamo, fece scoppiare il caso dei rimborsi milionari per la radioterapia al Gemelli) non sarebbero disposti a rivedere le loro posizioni, lavorando a delle controdeduzioni che confermerebbero le irregolarità riscontrate nella documentazione degli esami diagnostici della clinica di Pozzilli. Nonostante le giustifiche fornite dal Neuromed (e poi arrivate sulla scrivania non sappiamo se dell’Asrem, del servizio Salute della Regione o di entrambe), si sta scavando nella mobilità passiva delle prestazioni di Tac-pet per la cura dei tumori. Un caso che richiama alla memoria quanto già accaduto dieci anni fa, quando  il primario dell’ospedale di Pescara aveva segnalato ai carabinieri del Nas presunti esami inutili alla clinica Neuromed di Pozzilli, legata alla famiglia dell’europarlamentare Aldo Patriciello, con un costo aggiuntivo di 254 mila euro per la sanità regionale. L’indagine dei Nas, in quell’occasione, aveva rilevato che più di 700 pazienti abruzzesi si erano sottoposti a esami Tac-Pet in Molise, per una spesa superiore ai 780mila euro, evidenziando un afflusso anomalo verso la Neuromed rispetto ad altre regioni italiane.

Ora il Nucleo Ispettivo Asrem avrebbe trovato una situazione simile, il cui costo pesa sulle tasche della Regione Molise e di altre regioni per esami che in parte sarebbero inappropriati. Per esami inappropriati si intendono quelli che vengono prescritti o eseguito senza una reale necessità clinica, cioè senza che i benefici per il paziente superino i rischi, i costi o il dispendio di risorse.

La fase istruttoria è ancora in corso, ma circolano voci molto insistenti su una imminente delibera del vertice dell’azienda sanitaria regionale per sostituire alcuni componenti del Nucleo ispettivo, nello specifico quelli determinati a perseguire sulla strada di un controllo capillare delle prescrizioni fatte e non disposti a ‘piegarsi’ a pressioni esterne.
Antonella Oriunno, Pierpaolo Oriente e Costantina Mascio: sono loro i personaggi scomodi nel Nucleo che rischierebbero l’epurazione per essere sostituiti dai direttori di distretto. Di Santo non ha ancora firmato alcun atto, comunque, e non è detto che vada fino in fondo.
Tra polemiche sulle liste di attesa, indagini dei Nas e relazioni del Nucleo che sicuramente disturbano la più importante struttura privata accreditata del Molise, anche il dg è in una posizione scomoda. Resa ancor più complicata dall’ultimo giudizio di non parifica della Corte dei Conti sul Rendiconto 2022 che, lo sintetizziamo all’estremo, è stato bocciato sopratuttto per i debiti della sanità. Il Fatto Quotidiano proprio ieri ha dedicato spazio ai conti bocciati del Molise e a quella “zavorra di debiti da pagare a Patriciello”, l’europarlamentare e ras della sanità privata del Molise che dopo una lunga militanza in Forza Italia ha scelto la Lega di Matteo Salvini di cui è stato recentissimamente nominato coordinatore regionale.

E’ anche in quest’ottica che va interpretata la lunga lettera della struttura commissariale giunta ieri (pura coincidenza?) nelle redazioni, in cui Ulisse Di Giacomo e Marco Bonamico, rispettivamente sub commissario e commissario ad acta per il piano di rientro, hanno celebrato quel saldo positivo di mobilità che vale 25 milioni di euro e che andrà a sommarsi al Fondo sanitario nazionale che per l’anno 2024 – anche se non ancora ufficiale – ammonta a circa 660 milioni di euro. Secondo la struttura commissariale quest’anno il Molise “riceverà 25 milioni di euro in più rispetto a quanto stabilito dal reparto nazionale e il fondo sanitario regionale non subirà alcuna decurtazione”. Un ‘miracolo’ possibile grazie alle prestazioni fornite dalle strutture private convenzionate con la Regione Molise che attirano pazienti che non risiedono in Molise. Intanto domattina alle 10 e 30 ci sarà una conferenza stampa dell’Asrem sulla questione delle liste di attesa. Ma rischia di esplodere un altro caso nella sanità e nel complesso rapporto pubblico-privato del Molise.