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Sanità, dibattito infiammato in Consiglio: opposizioni attaccano, ma la Commissione speciale non passa

Tre ore di dibattito serrato in aula, tra accuse reciproche e scambi al vetriolo. Greco e le opposizioni accusano la maggioranza di avere argomenti tabù, Di Pardo non si tiene: se uno vale uno, anche il mio voto è libero come il vostro. Pensarla diversamente non significa che voi abbiate ragione! Durissimo il sottosegretario Niro: ma possono mai i componenti di commissione disporre controlli sulle cartelle cliniche, sulle dimissioni, sulla qualità delle prestazioni?

L’avvio di giornata senz’acqua al centro di una interrogazione urgente sull’ emergenza idrica che sta soffrendo Campobasso, ancora ostaggio di chiusure notturne e, appunto, di mancate riaperture nell’orario previsto. Altro che cinque del mattino: in alcune zone del capoluogo l’acqua è tornata ad uscire dai rubinetti che erano le 8 con tutti gli evidenti disagi che ne conseguono. Motivo per il quale il consigliere Gravina ad inizio seduta del Consiglio regionale presenta una interrogazione urgente con la quale, oltre a chiedere chiarezza circa lo stato dei fatti che smentirebbero quanto invece annunciato nei giorni scorsi, intende conoscere se la Regione abbia estinto il debito come promesso, lo stato della fornitura a Benevento che” mi risulta, ha le stesse perdite di Campobasso ma non è soggetta ad interruzioni notturne. Chiedo di conoscere chi è il responsabile della interruzione odierna che in alcuni quartieri si è protratta rispetto all’orario”. Insomma, Gravina ne chiede l’iscrizione immediata e la discussione: “i tempi sono ormai maturi per ripristinare fornitura notturna”, avverte.

Ma il primo punto all’ordine del giorno è il tema ‘caldissimo’, soprattutto alla luce di quanto accaduto nelle ultime settimane, dalla vetrina mediatica nazionale alla ‘guerra’ senza esclusione di colpi tra governance Asrem e struttura commissariale. Arriva in Aula la proposta di legge, di iniziativa dei consiglieri Greco, Primiani e Gravina, concernente l’istituzione di una Commissione consiliare di carattere temporaneo, di studio e approfondimento su appalti dell’Asrem e sui contratti di accreditamento dei privati, sull’organizzazione del servizio sanitario regionale e sul rispetto del Piano regionale del governo delle liste di attesa.

La parola al consigliere Sabusco che ne è relatore. La sintesi del suo ragionamento, a valle del parere contrario espresso già in Quarta Commissione: la materia è fuori dalle competenze del Consiglio visto che siamo in piano di rientro ormai dal 2007. In più: la struttura commissariale ha già predisposto una equipe con il supporto dei privati accreditati per risolvere la questione delle liste d’attesa come i consiglieri sanno a seguito delle audizioni tenute con i vertici Asrem. Tutte le questioni, però, possono essere discusse e affrontate in Quarta Commissione. Un luogo esiste già, nei fatti.
Il consigliere Greco, a differenza dei rubinetti cittadini ormai a secco, è un fiume in piena. “I nostri regolamenti consentono di istituire commissioni straordinarie, nell’ambito delle materie di spettanza. Il Consiglio ha dei precisi compiti e doveri anche di sorveglianza rispetto all’operato della macchina amministrativa. Da qui abbiamo preso le mosse, dopo anni di commissariamento: una legge che consenta al Consiglio di fare luce sulle dinamiche che affliggono la regione, e cioè le liste d’attesa, i contratti con privati accreditati e gli appalti Asrem. Credo che non solo ne abbia la facoltà ma il dovere di occuparsene”.

“I magistrati contabili – aggiunge – hanno sottoscritto quanto abbiamo sostenuto in aula per lunghi anni, in pratica, su varie fattispecie: ultima, la possibilità data ai privati accreditati, Neuromed e Responsible, di splafonare i limiti di budget. Secondo la Corte dei Conti crea un problema di serio disallineamento dei fondi a livello nazionale. I commissari ad acta, poi, hanno fatto una ultima uscita pubblica qualche giorno fa in cui provano a smentire la Corte dei Conti: un corto circuito istituzionale pazzesco che mi fa vergognare. Una requisitoria contro i magistrati contabili ma altro che saldo attivo: permaniamo in piano di rientro per quelle dinamiche”.

Greco insiste sulla necessità di una commissione speciale e parlando delle liste d’attesa sottolinea che solo il 2% dei fondi disponibili è stato utilizzato, lasciando il Molise fanalino di coda a livello nazionale. Spiega che i privati, nonostante abbiano erogato prestazioni, non siano stati pagati da gennaio e le loro agende non siano integrate nel sistema di prenotazione pubblico (CUP). Caldeggia una Commissione di studio per indagare su queste problematiche e “difendere i 26mila molisani che rinunciano alle cure e il diritto alla salute di tutta la popolazione regionale”.

Il consigliere Romano interviene con toni di certo più concilianti ragionando su quanto questo atto abbia un valore simbolico: “monitoraggio e controllo sono utili a tutti, anche a chi potrebbe accusarci di non aver controllato quello che invece noi dovremmo conoscere -rimarca – è in corso uno scontro istituzionale con il Governo che mette nel mirino la Regione Molise sulla questione delle spese obbligatorie e che rischia di legarci le mani. Siamo per il 15esimo anno consecutivo in piano di rientro: aumentiamo le tasse, subiamo gli effetti ma non facciamo valere la clausola della decadenza automatica dei vertici della Sanità? Spese obbligatorie bloccate fino a 2025, avremo tutto bloccato e abbiamo una possibilità che cerca di mettere un punto. Non deve essere una proposta di bandiera ma un modo per riappropriarci delle nostre prerogative: interesse comune per essere interlocutori di una partita che rischia di vederci vittime”.

La consigliera Fanelli richiama l’attenzione sull’urgenza della situazione sanitaria e sul suo impatto sul bilancio regionale. “La sanità è la causa del disavanzo e dei blocchi istituzionali” e via a sottolineare l’importanza di istituire una commissione per garantire il controllo su questioni centrali, come previsto dalla legge di bilancio. “Entro fine anno dobbiamo esprimere valutazioni su una ventina di punti, ma non c’è nessun organismo che possa farlo”, avverte Fanelli, aggiungendo che l’erogazione dei contributi è subordinata a queste valutazioni. Chiede ai consiglieri di “ridare senso al rapporto con il Governo e la Corte dei Conti” anziché evitare il confronto diretto.

Per la consigliera Salvatore, “è una bella occasione per sgomberare il campo dall’idea che ci siano argomenti che in questo Consiglio non possano essere affrontati. Parlare di rapporti con Neuromed e Responsible non è argomento tabù, questa è l’occasione per dimostrare che non è così. Ci sono argomenti di fronte ai quali evitare l’approfondimento potrebbe essere letto come un reato di lesa maestà nei confronti dell’onorevole Patriciello, ad esempio. Non è così, ovviamente. Notizie di queste ultime ore riguardano le attività del Nas proprio rispetto all’argomento: provate a rivedere la vostra posizione – l’appello alla maggioranza – e dimostrate che non esistono argomenti tabù in questo Consiglio regionale”.

Consiglio regionale

Il consigliere Primiani attacca subito con verve. “In questi minuti è in corso la conferenza stampa del dg Asrem alias il guerriero sannita, così come è stato definito da parte della stampa e non vorrei che si offendesse qualcuno… Di Santo ha aperto dicendo che il Molise è regione virtuosa su gestione liste d’attesa: io mi sento preso in giro come tutti i molisani! Il sub commissario Di Giacomo ha detto tutt’altro, dichiarazioni gravissime e sufficienti per approfondire la questione. Il rimpallo di responsabilità non è più accettabile come non lo è bollare la situazione con un servizio di “Fuori dal coro”: noi stiamo chiedendo chiarimenti dalla scorsa legislatura, il 10 ottobre lo abbiamo denunciato per l’ultima volta. Dei 4 milioni e 800 stanziati per abbattere le liste d’attese, ne abbiamo impegnate solo 500mila. Impegnate, non spese. Il progetto chiuderà fra due mesi e quei soldi restano lì. Ma per Asrem, il Molise è regione virtuosa per la gestione per le liste d’attesa! Ma il subcommissario Di Giacomo deve chiamare il Cup per scoprire quello che già sappiamo da tempo: non è integrato tra pubblico e privato e le agende non sono completamente aperte. In tutto questo, per ben due volte, il dg Asrem per ben due volte non è venuto in Commissione formalmente invitato. A differenza del direttore sanitario, Di Santo non si è nemmeno degnato di giustificare la propria assenza. Un fatto grave, molto grave. Già solo questo, il Consiglio tutto, dovrebbe istituire una commissione di approfondimento per dare risposte ai molisani tutti. Consigliere Sabusco, cosa dirà ai cittadini quando le chiederanno cosa non funziona visto che bisogna attendere 180 giorni per una ecografia? E poi – incalza Primiani – le poche notizie che filtrano le dobbiamo apprendere dalla stampa (nei fatti, primonumero.it, ndr): 14 milioni di euro di prestazioni sanitarie contestate, sostituzione del Nucleo ispettivo Asrem a fronte di queste contestazioni. E noi ci giriamo dall’altra parte? Con quale coraggio parlerete con chi vi ha dato fiducia? Vi invito a riflettere, ne va del buon nome del Consiglio regionale”.

Consiglio regionale

Il consigliere Gravina chiude il fuoco di fila che la minoranza ha esploso in Aula. “Sembriamo quasi una regione governata dalla Campania – attacca l’ex sindaco – su sanità, risorse idriche, e poi la stretta collaborazione tra Unimol e Asrem per le nomine dei primariati: inizio a dubitare dell’autonomia regionale. Mi chiedo che senso abbia discuterne ancora se tutto viene deciso altrove. Ora, qui, non c’è nessuno della maggioranza. Solo tre anime pie – dice, ripreso subito dal presidente Pallante che gli fa notare la presenza di consiglieri e di assessori della Giunta regionale – e qualcuno dovrebbe insegnare al dg Asrem ad avere maggiore rispetto del suo ‘datore di lavoro’: non si può convocare una conferenza stampa nella stessa ora in cui si tiene il Consiglio regionale. Qui parliamo ancora della torre Covid, facciamo ridere: non si tratta di puntare il dito contro qualcuno ma di ripristinare la verità fattuale”.

Tocca al consigliere Di Pardo smontare le due ore di discussione: un dibattito sereno, ammette, “anzi il mio orologio non ha mai superato i livelli di alert” ironizza l’esponente di maggioranza. “Ora ragioniamo delle vostre specifiche sulle motivazioni per le quali dovremmo votare: questa proposta di legge istituisce una Commissione di studio che non risolve il tema delle liste d’attesa abbattendo i giorni. Io voterò no, come ho fatto in Commissione: alcuni argomenti sono di competenza della Quarta Commissione, convocata proprio per lunedì con audizioni specifiche con struttura commissariale e dirigenza Asrem su questi argomenti! Appalti, privati convenzionati e liste d’attesa. Su extra budget vorrei specificare che il Consiglio di Stato, sui limiti, ha sancito cose diverse, occorre ricordarlo. Voi date per verità assoluta quello che dice Mario Giordano a “Fuori dal coro”? Non dimentichiamo quello che è accaduto nel 2013-2018 con consiglieri regionali sbugiardati da una trasmissione (Le Iene sulla vicenda portaborse, ndr) che fa audience e poi? Tutto una bolla di sapone! Parliamo di cifre: per abbattere le liste d’attesa è stata destinata una somma pari a 1 milione e 300mila euro e non i 4 milioni e 800mila sentiti prima. Il 54%è stato impegnato, una percentuale bassissima? Diciamo di sì ma i numeri vanno dati con esattezza, dopo che ci siamo documentati! Non facciamo passare il concetto che la nuova Commissione risolva il problema: le commissioni ci sono già, non riusciamo ad incastrarci con quelle istituite da regolamento! Facciamo bene quello che è già previsto, usando le Commissioni che ci sono. Lunedì ci saranno tutti in audizioni, Asrem e struttura commissariale: mi auguro partecipazione che non sempre c’è”.
La proposta di legge viene votata per articolo. Ne sono tre. E nessuno passa. Il dibattito si rinnova con le dichiarazioni di voto finali.

Per Greco, che ‘minaccia’ altre azioni ovviamente politiche per le quali occorrerà fermarlo fisicamente, la maggioranza con il voto contrario “scrive la pagina più triste di questa legislatura in un Molise che non vuole sopravvivere ma vivere. Politicamente non siete liberi, su certi argomenti questo Consiglio non può vedere, non può sentire e non può parlare. È squalificante”. Romano rilancia le conseguenze politiche del voto contrario, ipotizza diktat arrivati dall’esterno sulla bocciatura.

Di Pardo rilancia: “Non avevo alcun dubbio sul mio voto contrario ma se uno solo può aver sfiorato un mio neurone, lo ha fugato proprio Greco quando ha rimarcato di aver voluto audire in Quarta Commissione il dg Di Santo e la struttura commissariale”. Di fatto ammettendo che un luogo dove studiare il caso c’è, quindi. “Mi ha convinto Greco, il mio voto sarà contrario – attacca Di Pardo il cui orologio forse ha emesso qualche alert nel frattempo -. Il silenzio della maggioranza? Il consigliere dovrebbe sapere che in Commissione ci siamo tutti espressi, non c’è stata una seduta unica: basta leggere gli atti, il verbale. Respingo al mittente, poi, le accuse di non essere liberi: credo di poter parlare a nome della maggioranza, non abbiamo alcuna catena e che non passi il concetto che se la pensi come me sei libero, se non la pensi come me c’è qualcuno che ti costringe. Noi non prendiamo ordini, caro Greco: il suo voto vale come il mio, l’uno vale uno, a voi tanto caro, facciamolo valere sempre e riconosciamoci libertà reciproca. Non passi il concetto che ci siano azionisti di maggioranza, io non lo accetto!”

Si arriva al voto nominale dopo tre ore di discussione i cinque minuti di sospensione richiesti dal presidente della Quarta Commissione, Nicola Cavaliere, che sornione irrompe nella querelle. Non è dato sapere il motivo della sospensione e l’argomento affrontato.
Fatto sta che il sottosegretario Niro, a sorpresa, mette la pietra tombale sulla proposta di legge, con toni che avranno fatto scattare l’alert rumore sul telefono di Di Pardo. “Questa non è una commissione di studio ma d’inchiesta – tuona -; facciamo finta che stamattina abbiamo fatto una discussione per aprire ad altro e mi dispiace che dopo 24 anni in quest’aula ci sia qualcuno che si permette di dire che ci sono mani legate, padroni. Molti di quelli che facevano queste chiacchiere, non ci sono oggi: chi va dietro a questi strumenti non porta nulla a vantaggio dei cittadini. Forse è questo il motivo per il quale sono ancora qui: le mie mani sempre libere. Ma possono mai i componenti della commissione speciale disporre controlli sulle cartelle cliniche, sulle dimissioni, sulla qualità delle prestazioni?”. Domanda evidentemente retorica.
La proposta di legge dei consiglieri del Movimento 5 Stelle non passa. Undici no, tre assenti. Ovviamente la minoranza vota sì. La Commissione di studio non si farà ma tutti potranno dare seguito al mandato elettorale in Quarta Commissione, lunedì prossimo, per interrogare Asrem e struttura commissariale. Le domande si porranno lì. Il luogo istituzionale esiste già.