Morti sul lavoro, Piazza Prefettura come un cimitero: 102 bare per ricordare le vittime e chiedere azioni concrete
Flash mob dal forte impatto visivo ed emotivo. Hanno partecipato la segretaria regionale Tecla Boccardo e Ivana Veronese, segretaria confederale della Uil. Presente anche il governatore Francesco Roberti che ha sottolineato l’importanza di agire sulla prevenzione, formazione e sensibilizzazione per contrastare il fenomeno, ormai in continua crescita
Un impatto emotivo forte. Le bare adagiate in Piazza Prefettura sono state un pugno allo stomaco. E’ il contraccolpo della protesta che porta la firma della Uil contro le morti sul lavoro e che è arrivata anche a Campobasso. Questa mattina, in piazza sono state adagiate 102 bare per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tragica realtà delle vittime sul lavoro, un bilancio che, purtroppo, continua a crescere.
L’iniziativa, un flash mob dal significato potente, non ha avuto colori né simboli distintivi, ma solo il bianco, “come le morti che non possiamo più accettare”, come spiegato dalla segretaria regionale della Uil, Tecla Boccardo. Un gesto semplice, ma carico di significato, che ha voluto ricordare chi, alla fine della giornata, non ha più fatto ritorno a casa.
Oltre a Tecla Boccardo, erano presenti rappresentanti nazionali dell’Ita Uil, il patronato Uil, che si occupa quotidianamente di seguire i drammi legati agli infortuni sul lavoro, e Ivana Veronese, segretaria confederale della Uil con delega alla salute e sicurezza. Il governatore Francesco Roberti ha preso parte all’iniziativa, ribadendo l’importanza di affrontare un problema che continua a segnare il nostro Paese.
I numeri sono impressionanti: negli ultimi dieci anni, la media di decessi per incidenti sul lavoro è stata di circa 1.200 all’anno. Solo nel 2023, più di 580.000 persone hanno denunciato un infortunio sul lavoro, di cui 1.041 mortali. Di queste vittime, il 65% proviene dall’estero, un dato che mette in luce anche il crescente numero di lavoratori stranieri a rischio.

“Prevenzione, formazione e sensibilizzazione sono le tre azioni fondamentali per combattere questo fenomeno inaccettabile,” ha sottolineato il governatore Francesco Roberti. “Vogliamo che l’attenzione sul tema non si esaurisca, e un grazie particolare alla UIL che non smette di portare avanti questa battaglia.”
La protesta della Uil, che da mesi sta attraversando l’Italia, è solo una delle tappe di una campagna che cerca di porre l’attenzione su una problematica sempre più urgente e che coinvolge tutte le categorie di lavoratori, senza distinzione di settore.
Tecla Boccardo ha aggiunto: “Per fermare questa strage, bisogna innanzitutto garantire la sicurezza sul posto di lavoro attraverso controlli più severi e investimenti in formazione. La sensibilizzazione, poi, deve partire dalla base, coinvolgendo le famiglie e le scuole per educare alla cultura della prevenzione. Non possiamo più permetterci che ogni anno si contino così tante vittime.”

Anche Ivana Veronese ha messo in luce un aspetto fondamentale: “Serve un cambiamento nella mentalità collettiva: la sicurezza sul lavoro non deve essere vista come un costo, ma come un investimento fondamentale per il benessere dei lavoratori e per la crescita delle imprese. È ora di mettere in atto azioni concrete che rispondano alle vere esigenze di tutela.”
L’iniziativa di oggi, in piazza Prefettura, rappresenta non solo una denuncia ma anche un monito: è necessario intervenire con azioni concrete per fermare una strage silenziosa che continua a mietere vittime ogni giorno.





