Molise, cresce il numero di imprese in difficoltà finanziaria: allarme insolvenze
Il report della Cgia di Mestre registra un +4,2% di casi rispetto al 2023, con un preoccupante incremento del 9,3% nella provincia di Isernia. Le imprese segnalate perdono l’accesso al credito bancario, rischiando chiusure o il ricorso all’usura. Necessari interventi urgenti per sostenere il tessuto economico locale
In Molise aumenta il numero delle imprese che scivolano nell’area dell’insolvenza, entrando nella cosiddetta “black list” della Centrale dei Rischi della Banca d’Italia. È un fenomeno preoccupante che colpisce in particolare artigiani, commercianti e piccoli imprenditori, categorie storicamente pilastri del tessuto economico locale.
A lanciare l’allarme è la Cgia di Mestre, che nel suo ultimo report fotografa una situazione in peggioramento: al 30 giugno 2024, le imprese segnalate come insolventi erano 669, con un incremento di 27 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari a un +4,2%.
Tra le due province molisane, quella di Isernia è quella che registra l’aumento più significativo. Le imprese in difficoltà finanziaria sono passate da 183 a 200 in un solo anno, un incremento del 9,3% che non può essere ignorato. Le ragioni di questa impennata potrebbero risiedere nella fragilità del tessuto economico isernino, caratterizzato da una prevalenza di microimprese spesso meno strutturate per affrontare periodi di crisi prolungata.
A Campobasso la situazione appare meno critica, anche se non priva di segnali d’allarme. Nella provincia, infatti, il numero delle imprese insolventi è passato da 459 a 469, con un incremento del 2,2%.
“Finire nella black list della Centrale dei rischi comporta conseguenze gravissime per le imprese”, spiega la Cgia. Una volta segnalati, gli imprenditori perdono quasi completamente la possibilità di accedere a nuove forme di credito bancario. Questo limita fortemente le opzioni per tentare una ripresa economica e, nei casi più gravi, espone le imprese al rischio di chiusura o, peggio ancora, di cadere nella rete dell’usura.
Il problema non è solo finanziario, ma anche sociale. La chiusura di imprese significa perdita di posti di lavoro, impoverimento del territorio e un aumento della vulnerabilità economica di intere famiglie.
Per affrontare questa emergenza, la Cgia suggerisce misure concrete: un sostegno più incisivo per i piccoli imprenditori attraverso la facilitazione dell’accesso al credito, piani di ristrutturazione del debito e interventi di formazione finanziaria per aiutare le imprese a gestire meglio le proprie risorse.
Le istituzioni locali, insieme al sistema bancario e alle associazioni di categoria, sono chiamate a collaborare per invertire la tendenza. Una risposta rapida ed efficace è necessaria per evitare che il fenomeno dell’insolvenza diventi strutturale, minando ulteriormente il già fragile sistema economico molisano.
Intanto, i numeri parlano chiaro: l’insolvenza non è un problema isolato, ma un segnale di una crisi più profonda che richiede attenzione e interventi mirati.


