La “Casa” di Michele Cermele, che trasforma le idee geniali in opportunità di lavoro per le startup
Con il ritorno di Michele Cermele in Molise prende avvio il progetto della CTEMolise, un polo innovativo che aiuta startup locali e non solo a crescere e farsi strada nel mondo del business tecnologico per il quale il Comune di Campobasso (sindaco Gravina) ha ottenuto un finanziamento di circa 10 milioni di euro con fondi PNRR. Dalla sartoria digitale all’intelligenza artificiale alle idee per smart city, la Casa delle Tecnologie Emergenti di Campobasso sta trasformando il territorio in un laboratorio di idee e opportunità impensabili fino a pochi anni fa.
C’è chi lascia il Molise in cerca di fortuna altrove e poi c’è chi, come Michele Cermele, torna per creare qualcosa di rivoluzionario. Dopo aver venduto la sua azienda, Cermele non ha scelto la via più facile. È tornato a Campobasso, tra paesaggi familiari e una sfida inedita che gli è stata proposta e che ha accettato con determinazionea: dirigere la Casa delle Tecnologie Emergenti del Molise, un centro che mette insieme innovazione e sviluppo, supportando startup in un territorio dove, fino a pochi anni fa, parlare di tech sembrava fantascienza.
Quello che sta succedendo alla Casa delle Tecnologie Emergenti (CTEMolise) ha quasi dell’incredibile, soprattutto se pensiamo che siamo a Campobasso, non a Milano o Londra. Attualmente, sono circa 20 le startup che partecipano al programma, provenienti non solo dal Molise, ma anche da altre regioni italiane. “L’innovazione non ha confini”, dice Michele Cermele, con l’entusiasmo di chi sa bene cosa significa portare un’idea nel mondo reale. Le startup che partecipano al progetto non si limitano a sognare: ricevono un aiuto concreto attraverso programmi di formazione targati EY (Ernest Young), uno dei giganti della consulenza mondiale. Ogni fase della vita di una startup è seguita con cura, dal primo vagito fino all’ingresso sul mercato.
Ma non finisce qui. Il vero punto di forza di CTEMolise è che le startup molisane, e non solo, non si limitano a lavorare in una “bolla”. Vengono portate in giro per l’Europa, partecipando a fiere e eventi di settore, dove possono incontrare potenziali investitori. “Ho portato una startup di Larino a Parigi e ne porto un’altra a Lisbona a novembre”, racconta Cermele. Insomma: Larino e Parigi nello stesso discorso, con il Molise che si apre al mondo grazie all’innovazione.

Tra le storie di successo nate all’interno della Casa delle Tecnologie c’è per esempio quella di Caprice Bespoke, una startup sartoriale che unisce la tradizione dei maestri sarti con l’intelligenza artificiale. Attraverso una semplice foto, chiunque può inviare le proprie misure e ricevere abiti confezionati su misura. Certo, non ci si può aspettare un miracolo per ogni idea di start up, ma almeno crederci fino in fondo e fare di tutto per raggiungere l”obiettivo.
“Non tutte le idee diventeranno la nuova Apple”, ammette Cermele con realismo, “ma stiamo mettendo i giovani nella condizione di giocarsi la loro partita”. E non è poco, perché ogni impresa che nasce qui contribuisce a creare nuove opportunità di lavoro e a cambiare la narrazione di un territorio che spesso si trova ai margini delle grandi dinamiche economiche.
Michele Cermele è il direttore della CTE Molise, e ha seguito il progetto dall’inizio. Un progetto “che ha richiesto del tempo per essere messo in piedi, inclusi l’allestimento della sede e la stipula dei contratti con i partner” spiega. La Casa delle Tecnologie Emergenti è stata ufficialmente inaugurata all’inizio della primavera con due eventi principali: uno di inaugurazione e un altro che ha coinvolto le altre 12 Case delle Tecnologie italiane.
Tra le venti startup attualmente coinvolte nel programma, vi sono realtà che partecipano da remoto, come il caso di Mario, un imprenditore lucano che ogni settimana è presente online per partecipare alle attività formative. L’obiettivo “è creare un ambiente inclusivo e stimolante, in cui le nuove imprese possano crescere e confrontarsi”.
Il programma di CTEMolise si concentra su due ambiti principali: le tecnologie per il benessere e la salute e le tecnologie per le smart cities. Tuttavia, l’approccio resta aperto a nuove idee e progetti innovativi, anche al di fuori di questi settori. “Se arriva qualcuno che vuole fare un videogame, cerchiamo comunque di aiutarlo”, aggiunge Cermele, evidenziando la flessibilità del progetto.

A dimostrazione che alla Casa delle Tecnologie non si mettono limiti all’innovazione, di recente è stata ospitata una tavola rotonda dedicata al fenomeno degli Esport, un settore in forte crescita che trasforma il gaming in una vera e propria professione. L’evento, dal titolo Esport: Passione e Performance, ha visto la partecipazione di esperti del settore, pronti a esplorare le opportunità che questo mondo in continua espansione offre, soprattutto ai giovani.
Gli Esport sono competizioni professionali di videogiochi, dove i giocatori si sfidano in ambienti virtuali, seguiti da un pubblico di spettatori sia dal vivo che online. “Non si tratta solo di gioco”, afferma Cermele, “ma di un settore che può generare inclusione sociale e opportunità economiche”. Di sicuro l’incontro ha rappresentato un’occasione unica per capire come anche l’Italia, e persino il Molise, possa diventare protagonista di questa rivoluzione digitale. E chi lo sa? Magari, tra i giovani che parteciperanno, ci sarà il prossimo campione mondiale di Esport.
Michele Cermele, che in Molise è nato e cresciuto e che qui ha i genitori accanto ai quali ha scelto di tornare, lo sa bene: non tutte le startup avranno successo, ma il solo fatto che queste idee possano nascere, crescere e confrontarsi con il mondo reale è già una vittoria. In un territorio che per anni ha visto i giovani andarsene, CTEMolise rappresenta una ventata di aria fresca, un’opportunità per far sì che i sogni non restino chiusi in un cassetto, ma prendano vita in luoghi dove fino a qualche anno fa tutto questo sembrava impensabile.
CTE Molise – cosa fa la Casa delle Tecnologie Emergenti con sede a Campobasso
Accompagnamento formativo: Le startup vengono supportate con programmi di formazione strutturati, grazie alla collaborazione con EY (Ernest Young). Il programma copre tutte le fasi della vita di una startup, fornendo un percorso di crescita e sviluppo.
Accompagnamento al mercato: Oltre alla formazione, la Casa delle Tecnologie aiuta le startup a ottenere visibilità e opportunità di mercato, partecipando a fiere e eventi internazionali. Un esempio è la partecipazione di una startup di Larino a Parigi e un’altra a Lisbona.
Focus tecnologico: Le startup supportate operano in due ambiti principali: tecnologie per il benessere e la salute, e tecnologie per le smart cities. L’approccio è inclusivo e aperto a idee innovative anche in altri settori.
Integrazione tra tradizione e innovazione: Un caso interessante è quello di una startup sartoriale, Caprice Bespoke, che utilizza l’intelligenza artificiale per confezionare abiti su misura, mostrando come l’innovazione tecnologica possa essere integrata anche in settori tradizionali.
Nessun finanziamento diretto: Il programma non prevede aiuti economici diretti alle startup, ma offre comunque opportunità di crescita attraverso formazione e networking.


