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Inchiesta Drug Market, parte due: nessuno degli indagati parla davanti al giudice

Il campobassano al vertice dell’organizzazione, rimane recluso a Campobasso, la donna in quello di Lecce. Difesi da diversi avvocati, alcuni hanno chiesto misure alternative. L’inchiesta dei carabinieri, durata oltre sei mesi, ha smantellato un mercato della droga attivo h24, collegato alla Puglia, che incassava fino a 2.000 euro al giorno

Nessuno dei dodici indagati dell’inchiesta “Drug Market II” ha voluto rispondere alle domande del gip Veronica D’Agnone, che, dalla scorsa settimana, ha convocato i sospettati per gli interrogatori di garanzia. Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mantenendo una linea di silenzio che ha accomunato sia i detenuti in carcere sia i soggetti sottoposti a misure meno restrittive.

C.D.V., considerato il leader dell’organizzazione e proprietario dell’appartamento nel quartiere San Giovanni a Campobasso, presunta base operativa del gruppo, rimane in custodia nel carcere cittadino. Accanto a lui, reclusa nel carcere femminile di Lecce, si trova F.D., altra figura chiave. Entrambi sono difesi dall’avvocato Alessio Verde, il quale ha dichiarato: “Voglio documentarmi con attenzione prima di chiedere misure alternative”.

Anche gli altri due detenuti, assistiti dagli avvocati Costantino D’Angelo e Stefano Sabatini, hanno scelto di non rispondere. Sabatini ha presentato, al termine dell’interrogatorio, una richiesta per la concessione degli arresti domiciliari. La stessa procedura è stata seguita dai soggetti sottoposti a divieto di dimora, alcuni dei quali difesi dall’avvocato Silvio Tolesino, che ha richiesto, in almeno un caso, un’attenuazione della misura cautelare. La decisione del gip è attesa nei prossimi giorni.

Intanto, le difese si confrontano con un voluminoso fascicolo d’indagine, che delinea ruoli e responsabilità dei coinvolti, supportato da prove fotografiche, intercettazioni e video raccolti dai carabinieri, sotto la guida della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda). Il blitz, eseguito all’alba del 5 novembre, ha visto coinvolte le città di Campobasso, Lucera, Brindisi e San Bartolomeo in Galdo, portando all’esecuzione di 12 misure per altrettante persone: cinque sono finite in carcere, due agli arresti domiciliari, mentre per altre cinque è stato disposto il divieto di dimora in Molise.

Le accuse vanno dall’associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga alla detenzione e spaccio di stupefacenti. Un’indagine durata oltre sei mesi – avviata a novembre 2022 – che ha permesso di disarticolare un’organizzazione radicata nel capoluogo molisano, attiva nello spaccio di cocaina, eroina e hashish, con un canale di rifornimento stabilito in Puglia, principalmente a San Severo.

I numeri dell’inchiesta sono impressionanti: circa 4.300 episodi documentati e oltre 11 chili di stupefacenti immessi sul mercato locale. Il “market della droga”, operativo h24, garantiva la disponibilità della merce per una clientela fissa che, in alcuni casi, arrivava a presentarsi anche tre volte al giorno. Secondo le stime investigative, il capo dell’organizzazione incassava tra i 1.500 e i 2.000 euro al giorno, confermando l’entità e la pervasività del giro di affari.