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Il dg Di Santo si difende: “Asrem è virtuosa nelle liste d’attesa”. Poi mostra la lettera di minacce: “Vado avanti malgrado questa”

Il direttore generale dell’Azienda sanitaria del Molise Di Santo ha difeso i risultati ottenuti nella riduzione delle liste d’attesa, oggetto di recente polemica mediatica. “Abbiamo trovato una situazione disastrosa, senza codici di priorità o controllo sulle prenotazioni. Ora, con il nostro impegno e la collaborazione dei privati, i tempi si stanno accorciando. Nonostante le minacce ricevute contro di me e la mia famiglia, non ci fermiamo”.

La riorganizzazione delle liste di attesa al centro della conferenza stampa di questa mattina all’interno della ASREM.

“Il Molise è tra le regioni più virtuose d’Italia per quanto riguarda un problema diffuso in tutta Italia. Sono state falsità comunicative quelle passate sulle reti nazionali, ma possiamo dimostrarvi con i dati alla mano che il lavoro fatto dal nostro gruppo, con la struttura commissariale, con la quale c’è un’interlocuzione continua, e assieme a questa bellissima squadra con la quale lavoriamo sette giorni su sette permetterà di accorciare ancora di più i tempi di attesa per visite ed esami”. Esordisce così Giovanni Di Santo, da poco più di un anno direttore generale dell’azienda sanitaria, rimasto colpito in maniera negativa dal servizio andato in onda su Rete 4 nella trasmissione Fuori dal coro, che ha sollevato un polverone dentro e fuori gli uffici di via Ugo Petrella.

Di Santo ha ricevuto anche delle minacce e ha mostrato la lettera indirizzata a lui e alla sua famiglia: “Ma io vado avanti senza paura” ha detto. Per Di Santo, quella trasmissione ha creato un danno all’immagine “non solo dell’Asrem ma dell’intero Molise”.

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Il direttore generale ha puntato il dito contro chi lo ha preceduto, spiegando che “quando siamo arrivati c’era il nulla, abbiamo trovato 300 agende personalizzate (ognuna facente capo ad un medico), circa 70.000 prenotazioni, non esistevano i codici di priorità (U per le urgenti, B per le brevi, D le differite, P per le programmate), si facevano sospensioni ‘ad horas’ e tante volte la gente veniva e non trovava i medici”.

Una delle prime misure adottate dal direttore generale – che ha tenuto la conferenza stampa anche assieme al direttore sanitario Bruno Carabellese e la direttrice amministrativa Grazia Matarante) è stata la creazione di una cabina di regia nata proprio con lo scopo di lavorare sulla riduzione delle liste di attesa. Altre delibere hanno fatto seguito a quella prima dell’11 ottobre del 2023, compresa la quella che ha creato il nucleo per l’appropriatezza prescrittiva a cui è seguita la nascita della commissione HTA, che verifica l’appropriatezza degli acquisti di attrezzature sanitarie.

Di Santo ha anche parlato del ‘tempario per le prestazioni’ (strumento utilizzato in ambito sanitario per stabilire i tempi standard necessari per eseguire specifiche prestazioni mediche), sviluppato in collaborazione con i medici di specialistica ambulatoriale. “Naturalmente questa regione ha un problema molto serio che riguarda la carenza di medici” ha precisato, sottolineando che “se non ci sono, ad esempio, pneumologi, ci saranno difficoltà a ottenere prestazioni per quella branca”.

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Precisazioni sono arrivate anche sulla spesa per la riduzione delle liste di attesa: “Per il loro recupero abbiamo calcolato che servono circa 1,2 milioni di euro; noi ne abbiamo spesi circa 600 mila euro, quindi siamo al 50%, altro che 2 per cento della spesa”.

La parola è poi passata a Raffaele Malatesta, (responsabile dei sistemi informativi aziendali) che ha descritto e raccontato i dati in possesso della Asrem, specificando, ad esempio, che esiste un contratto con i privati accreditati per la riduzione delle liste, grazie al quale Asrem ha potuto far anticipare a una percentuale dei suoi utenti visite, esami e prestazioni per 648.000 euro.

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Ma sulla graticola sono finiti anche i medici di base, “che probabilmente dietro pressioni dell’utente – come hanno spiegato dallo staff del dg – non inseriscono il giusto codice di priorità sull’impegnativa”.

Per i cittadini molisani che necessitano di una visita medica, tuttavia, le lunghe attese rimangono una realtà difficile da affrontare, e i segnali di miglioramento sembrano ancora timidi. L’Asrem ha spiegato che finora sono stati spesi circa 650 mila euro, una cifra che rappresenta poco più della metà dei 1,2 milioni di euro ritenuti necessari per affrontare efficacemente il problema.  L’analisi dei dati mostrati dai vertici Asrem ha rivelato alcuni segni di miglioramento nei tempi di attesa per specifiche prestazioni, come le visite cardiologiche. Ma restano molte criticità, soprattutto per la carenza di medici in alcune specializzazioni, tra cui pneumologia.

“Quanto al privato accreditato – ha continuato Di Santo – è presente già da mesi nelle nostre agende. Queste ultime, a volte, risultano sature e se capita di non riuscire ad offrire delle visite all’utenza molisana è perché mancano specialisti. È il caso, ad esempio, della ecografia muscolo tendinea, prestazione che forse effettua qualche radiologo, ma che di fatto non rientra neanche nelle 69 traccianti delle liste di attesa e che non risulterebbe neppure mai richiesta presso il Cup. Questione affrontata dalla trasmissione Fuori dal Coro che, ancora una volta, ha voluto mettere alla berlina la sanità molisana. Quanto ai pazienti neoplastici li prendiamo direttamente in carico, con una priorità assoluta. Tutto questo non vuol dire che non abbiamo criticità, ma con fermezza possiamo affermare di aver raggiunto risultati importanti. Tante prestazioni prima non erano incluse nelle agende, ora sono presenti ed erogate nei tempi giusti”.

Confermato – come era stato anticipato ieri da Primonumero – che c’è una indagine del Nas sulle liste di attesa: “La scorsa settimana i carabinieri sono venuti qui ad acquisire della documentazione. E’ accaduto anche in passato – hanno spiegato dell’Asrem – e noi siamo sempre stati collaborativi”.