D’Ovidio verso la demolizione: per i tecnici la nuova sede della primaria non è sicura. L’assessore Colucci: “Criticità superabili”
Dopo il sopralluogo la commissione di valutazione ha bocciato i locali dell’ex Avvocatura dove sono destinati ad andare i ragazzi della Primaria della scuola D’Ovidio dopo le vacanze di Natale. Pur essendo economicamente vantaggiosi non hanno tutte le carte in regola dal punto di vista della sicurezza. Ma il vicesindaco, nonché assessore all’Edilizia scolastica, ha parlato di “criticità superabili” dicendo che l’Amministrazione non rinuncerà al progetto di demolizione e ricostruzione del centralissimo istituto di piazza della Repubblica “che ha comunque requisiti costruttivi e di staticità molto superiori a quelli dell’edificio in questione”
Non c’è pace per gli studenti della primaria della scuola Francesco d’Ovidio di Piazza della Repubblica: la sede individuata dal Comune di Campobasso per il tempo della demolizione e ricostruzione (tre anni) non rispetta i requisiti di sicurezza per ospitare la popolazione scolastica. E così adesso si dovrà cercare una alternativa per il trasferimento, inizialmente previsto durante le ormai vicine vacanze di Natale, come aveva annunciato l’assessore all’Edilizia scolastica, nonché vicesindaco di Campobasso, Piero Colucci.
A bocciare quella che sembrava una soluzione certa è stata la commissione di valutazione (composta dal dirigente Vincenzo De Marco, il funzionario tecnico ingegnere Gaetano Di Niro, il geometra Pasquale Di Monaco e l’architetto Stelvio Bagnoli), come leggiamo sulla determina dirigenziale a firma di Giuseppe Giarrusso 4200 del 14 novembre scorso.
Ma da Palazzo San Giorgio rassicurano: “Non rinunceremo alla ricostruzione della D’Ovidio, provvederemo a rimediare alle modeste criticità riscontrate” così ancora l’assessore Colucci.

Era stata la sindaca Marialuisa Forte ad annunciare la soluzione per la primaria della D’Ovidio (quelli delle medie andranno invece nei locali del Pilla di via Veneto, mentre i piccoli dell’infanzia saranno ospitati in via Berlinguer) in occasione dell’anniversario del terremoto di San Giuliano di Puglia. Anche l’assessore Colucci, seppur con una certa cautela, confermava l’indirizzo dell’Amministrazione nel voler trasferire le elementari a Natale nei locali di proprietà dell’imprenditore Di Lisio (suo l’immobile di via Garibaldi, come pure quello di via Berlinguer dove andranno i piccoli dell’asilo).
Ma quando la commissione ha fatto il sopralluogo, l’11 novembre scorso “per verificare lo stato dei luoghi dell’edificio corrispondente alla proposta formulata a palazzo San Giorgio” sono stati confermati i dubbi già espressi in un precedente verbale di valutazione del 4 novembre: se lo stabile proposto ha le carte in regola da un punto di vista economico, non ce l’ha per la sicurezza in quanto non rispetta alcuni criteri del decreto ministeriale del 18/12/75, quello che ha scritto nel norme relative agli edifici scolastici.
Toccherà ora all’Amministrazione comunale – questo scrive Giarrusso nella determina – ogni eventuale provvedimento “che la stessa ritenga opportuno adottare nell’interesse generale e collettivo in virtù della mutata e sopravvenuta esigenza”.
Ma cosa dice esattamente la commissione che ha ispezionato i locali? Intanto che non ci sono spazi dedicati all’educazione fisica, che gli uffici per la direzione didattica sono inadeguati e che non c’è un refettorio per la mensa (ma spazi così, per onestà va detto, non ci sono neppure in molte altre scuole di Campobasso, tanto che i pasti vengono somministrati nelle stesse aule in cui si fa lezione). Ma soprattutto dice che le vie di fuga sono pericolose perché la scala che conduce al secondo piano non ha pianerottoli intermedi “e pertanto si presenta molto ripida unitamente ad una larghezza della rampa pari a 101 cm” quando dovrebbe essere di almeno 120 centimetri”. A essere troppo basse, poi, sono anche le altezze interne dei primi due piani (“circa 2,78 m e di conseguenza inferiori al limite minimo di 3 metri). Ecco perché la commissione ha dato parere negativo ‘scaricando’ ogni responsabilità sull’Amministrazione che si dice certa di poter risolvere questi problemi. “L’immobile di via Garibaldi – ha spiegato l’assessore Colucci – ha comunque requisiti costruttivi e di staticità molto superiori a quelli dell’edificio che ospita attualmente la scuola d’Ovidio”.
Per la questione dell’antincendio “esiste la certificazione dell’ing. Pirone, rilasciata ai sensi del c.d. mini codice, che attesta la regolarità delle vie di fuga, atteso anche il numero ridotto di alunni collocato al piano secondo”. Saranno effettuati interventi sulla struttura per rimediare “alle modeste criticità riscontrate” mentre per quelle non rimediabili (la larghezza della scala inferiore di 19 cm rispetto ai 120 previsti dalla norma, ndr) “si agirà in deroga con apposito provvedimento adottato ai sensi di legge, trattandosi di un uso limitato nel tempo”. Insomma, il numero due di Palazzo San Giorgio conferma che non si rinuncerà al progetto anche perché in ballo ci sono un sacco di soldi che andrebbero persi. Ma l’Amministrazione dovrà assumersene la responsabilità di fronte al Consiglio d’Istituto e alle famiglie dei ragazzi della primaria.


