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Crisi idrica, il calo delle sorgenti impone solidarietà tra i Comuni. Sabusco: “Basso Molise chiuda l’acqua di notte”

Il tavolo tecnico sull’acqua è tornato a riunirsi: oltre alla questione debitoria tra Grim e Molise Acque si è deciso che Egam dovrà fare una comunicazione ai sindaci del Basso Molise “specie a quelli più reticenti” che non hanno raccolto gli appelli precedenti e che devono, come si fa a Campobasso, chiudere l’acqua di notte: “Solo le chiusure programmate possono bilanciare le perdite, evitiamo che la crisi diventi emergenza, l’inverno potrebbe essere asciutto”

Salvare Molise Acque dal fallimento è la missione del tavolo tecnico sull’acqua che è tornato a riunirsi alcuni giorni fa negli uffici di viale Elena, a Campobasso. Il coordinamento è stato affidato al consigliere regionale Massimo Sabusco, delegato dal governatore Francesco Roberti al Servizio idrico. Ancora una volta la questione debitoria, agganciata alla tenuta del sistema idrico regionale, è stata al centro dell’incontro i cui si continuano a fissare date e paletti dei pagamenti che Grim, il gestore e riscossore delle fatture idriche per conto dei Comuni aderenti, deve all’azienda regionale di via De Pretis.

Ma c’è stato anche un invito – stavolta più perentorio – alla solidarietà tra i Comuni per evitare il collasso di un sistema che soffre a causa del calo delle sorgenti, per la dispersione e per gli altissimi costi energetici che Molise Acque sostiene per portare acqua nello nostre case.

Ma andiamo con ordine partendo dalla questione debiti: la bozza dell’accordo sottoscritto tra Massimo Saluppo (presidente del Cda Grim) e Stefano Sabatini (presidente di Molise Acque) stabilisce che il pagamento delle fatture emesse fino al 30 settembre scorso ammonta a oltre 11mila euro (€ 11.397.855,32 per l’esattezza), ma dice anche che Grim non è pienamente in grado di estinguere questo enorme debito in un’unica soluzione impegnandosi a pagarne una quota consistente, 8,7 milioni di euro, entro l’inizio della prossima estate (in quattro tranche) e la restante parte in altre tre rate fino al 31 luglio 2025. Da ieri e fino alla fine del 2024 Grim si impegna anche a pagare 2,3 milioni di euro relativi alle fatture emesse da Molise Acque tra il 30 settembre a la sottoscrizione dell’accordo stesso: ieri, 31 ottobre, dovrebbe essere stata versata la prima rata da 350 mila euro.

Ma c’è anche la Regione Molise che deve ancora diversi milioni di euro a Molise Acque: 4,7 per l’esattezza che ha incassato dal Ministero delle infrastrutture anni fa per i lavori sull’Acquedotto molisano destro anticipati coi soldi dell’azienda regionale. La Regione tiene ‘in ostaggio’ quel finanziamento in una apposita voce del suo bilancio. E non li ha ancora sbloccati a causa delle osservazioni della Corte dei Conti.

“Ma si tratta di un avanzo vincolato – spiega il consigliere Sabusco – e non appena la Regione riuscirà ad ottemperare alle osservazioni della magistratura contabile la somma sarà trasferita a Molise Acque”. Sembra più facile a dirsi che a farsi: anche quest’anno il giudizio di non parifica ha comportato la bocciatura il Rendiconto, quindi la missione dell’assessore al Bilancio Gianluca Cefaratti non è delle più semplici. Ma Sabusco è fiducioso, tanto che nella bozza di accordo è già prevista una delibera di giunta regionale e che impegna la Regione Molise a versare 4,7 milioni di euro a Molise Acque “entro la prima decade di novembre”. Se poi la maggioranza di cui lo stesso Sabusco fa parte non dovesse deliberare in questo senso lo schema rischia di crollare e con lui anche i delicati equilibri politici nel centrodestra.

Durante il tavolo Molise Acque avrebbe fornito anche dati sul livello delle sorgenti di approvvigionamento: “Il livello non è ancora risalito e se l’inverno dovesse essere asciutto bisognerà correre ai ripari. Per questa ragione – spiega Sabusco – Egam si farà portavoce coi sindaci del basso Molise, specie quelli più reticenti, affinché anche loro collaborino iniziando a chiudere i serbatoi di notte come facciamo a Campobasso. L’unico modo per bilanciare le perdite sono le chiusure programmate: è vero che centri come Termoli hanno reti più efficienti e possono attingere anche al potabilizzatore del Liscione (che a quanto riferisce Sabusco è attualmente in uso) ma bisogna pensare in prospettiva per evitare che una criticità oggi si trasformi in emergenza domani”. 

Stavolta l’Ente di governo – quello impegnato sulle nuove tariffe che saranno aumentate – dovrà inviare comunicazione a chi, fino a oggi, non ha raccolto appelli e inviti al buonsenso.