Campobasso
|Chiusure idriche, ultimatum della sindaca Forte: “Se non cambia tutto andremo in tribunale”
Il Comune di Campobasso ha diffidato Grim e Molise Acque perché non c’è trasparenza sui dati, non vengono fatte comunicazioni tempestive sulle chiusure e non si riescono a individuare le responsabilità rispetto a casi eclatanti come quello del 5 novembre scorso quando l’addetto ai serbatoi comunali non ha riattivato il servizio pubblico. Inascoltato anche l’appello della sindaca a evitare interruzioni nel weekend per i danni economici lamentati dalle attività di ristorazione e intrattenimento notturno. Sabatini (Molise Acque) ha addossato le responsabilità sui predecessori della Forte che non hanno fatto interventi per evitare la dispersione.
Ha il sapore di un ultimatum la diffida che il Comune di Campobasso ha fatto a Grim e Molise Acque per la crisi idrica che sta creando, da mesi, disagi alla popolazione e danni economici alle attività commerciali. In una conferenza stampa oggi 13 novembre la sindaca Marialuisa Forte ha formalizzato questo atto annunciando che se non seguiranno fatti concreti è “sono pronta ad adire alle vie legali”.
Le continue chiusure dei serbatoi comunali dalle 23 alle 5 del mattino, diventate ormai la quotidianità, sono il risultato di un razionamento che secondo l’azienda speciale Molise Acque è inevitabile a causa della riduzione della portata delle sorgenti che alimentano gli acquedotti.
Il presidente Stefano Sabatini proprio oggi, ai microfoni di Rai Tre Molise, ha ribadito che la colpa di questa situazione è da imputare alle “inefficienze di chi ha amministrato nei Comuni come Campobasso che ha una dispersione che sfiora il 70 per cento nonostante abbia il triplo di acqua di quella che dovrebbe avere”.
La replica della prima cittadina, accusata anche di non aver capito granché su compiti e responsabilità di Grim e Molise Acque, ha spiegato che, sulla faccenda della dispersione, ha tutta l’intenzione di reperire finanziamenti nazionale ed europei (“parliamo di milioni di euro che il Municipio non ha”), per investire sulle condutture colabrodo.
Ma soprattutto ha colto la palla al balzo per chiedere a Sabatini (e a Massimo Saluppo, il presidente di Grim) quei chiarimenti che non sono ancora arrivati.
La diffida di Palazzo San Giorgio, infatti, non è tanto volta a impedire i razionamenti della risorsa idrica (quelli, purtroppo, sembrano inevitabili per la siccità e la dispersione) quanto a ottenere “comunicazioni tempestive, certe, puntuali, accurate e univoche” rispetto a un fenomeno “assolutamente inconsueto e singolare per la città”.
Il caso dell’operaio di Molise Acque (a quanto pare ‘prestato’ dall’azienda speciale alla Grim per la gestione di alcune chiavi di serbatoi che non sarebbero ancora passate al gestore) che non si è svegliato il 5 novembre scorso lasciando la città a secco fino alle 7 e 30 non può restare impunito. Come pure il caso altrettanto grave del 20 settembre scorso quando senza preavviso la città è rimasta senz’acqua dal pomeriggio. Si tratta di due episodi eclatanti capaci di narrarci qualcosa anche sui difficili rapporti tra il gestore Grim e Molise Acque.
Forte ha poi detto di aver chiesto, a tutela dei titolari di bar, pub e ristoranti (e della loro clientela), di non chiudere più dalle 23 “almeno nel weekend”. Ma a quanto pare la sua istanza è stata respinta.
Ha sollecitato di nuovo una maggiore solidarietà tra gli enti perché non tutti i comuni stanno operando le chiusure più volte raccomandate anche dai vertici regionali. Nè in Molise né nel beneventano.
C’è poi la questione dell’interruzione di pubblico servizio che si concretizzerebbe nel momento in cui la sindaca non viene informata “con ampio anticipo circa la effettiva necessità ed indispensabilità delle interruzioni delle forniture idriche”. Mancherebbero dati e dunque quella trasparenza più volte invocata “anche in rapporto e confronto con quelle degli altri Comuni, molisani e non, collegati alla rete acquedottistica molisana” per poter capire se davvero le decisioni emergenziali assunte siano giuste “e l’effettiva attuazione del principio di solidarietà che tali decisioni deve informare”.
Insomma, a oltre due mesi dallo scoppio della crisi idrica di Campobasso, la mancanza di responsabili, l’assenza di visione e una chiarezza maggiore sulle cause scatenanti stanno conducendo l’Amministrazione alla guerra giudiziaria. Questa diffida potrebbe esserne l’anticamera. (AD)


