Logo
Bifernina, studenti e pendolari rischiano la vita, ma non si interviene. Autisti multati decidono stop alle fermate

La Bifernina, arteria strategica del Molise, continua a essere teatro di gravi problemi di sicurezza per pedoni e passeggeri del trasporto pubblico. Fermate non autorizzate e prive di infrastrutture adeguate espongono studenti e pendolari a rischi inaccettabili, spesso aggravati da condizioni meteo avverse. Gli autisti, esasperati da multe e responsabilità legali, annunciano che dal 1° dicembre non effettueranno più fermate nei punti non a norma. 

La Statale 647 Bifernina continua a rappresentare un pericolo per chiunque la percorra: non solo per gli automobilisti ma anche per studenti, pendolari e lavoratori costretti a utilizzare fermate di autobus irregolari da sempre, mai regolamentate, molto spesso prive delle condizioni minime di sicurezza. Una situazione che, da anni, denuncia l’inerzia delle istituzioni e che ha portato gli autisti del trasporto pubblico locale ad annunciare lo stop, dal prossimo 1° dicembre, alle fermate non autorizzate. Una decisione presa “per tutelare la sicurezza di passeggeri e conducenti stessi, ormai esposti a rischi inaccettabili”, come affermano gli autisti nella loro formale comunicazione.

Lo scorso 8 novembre, la Polizia Stradale ha multato tre conducenti della Sati per essersi fermati in soste irregolari. Lo hanno fatto, come avviene da sempre, per far scendere e salire passeggeri lungo l’arteria vitale per il collegamento tra il capoluogo molisano e la costa. In un caso la multa è arrivata su una corsia di accelerazione al bivio di Guglionesi, dove il mezzo si è fermato per consentire a quattro passeggeri di scendere. Gli agenti hanno contestato al conducente la violazione delle norme del Codice della Strada, specificando che la fermata aveva messo in pericolo sia la viabilità sia la sicurezza delle persone. A pagare, però, è stato solo l’autista, che ha visto decurtati punti dalla patente e ha subito la sanzione. L’azienda era a conoscenza della situazione, come pure è a conoscenza della situazione la Regione, ma a rimetterci, sia in termini economici che di responsabilità legale, sono solo gli autisti.

Non è stata una situazione isolata. Nello stesso giorno, altri due autisti della Sati sono stati multati per aver effettuato fermate considerate pericolose lungo la Bifernina. Ogni volta che i bus si fermano in punti non a norma “rischiamo multe e responsabilità penali in caso di incidenti. Non possiamo più accettare che questa situazione vada avanti” denunciano gli autisti.

Bifernina

Tra le fermate più critiche  ci sono quelle al bivio di Guardialfiera e Guglionesi, dove non ci sono né piazzole di sosta né segnaletica adeguata. In alcuni casi, i passeggeri devono attraversare tratti di strada privi di strisce pedonali, spesso in condizioni di scarsa visibilità, come accade durante le giornate di nebbia. “Di notte, gruppi di studenti attraversano la strada con la nebbia o il buio per salire sui pullman. È una situazione assurda e pericolosissima” evidenziano i sindacati degli autisti.

Le fermate autorizzate lungo la Bifernina, invece, si contano sulle dita di una mano: Termoli, Morrone del Sannio e Lupara. Di queste, solo a Lupara esiste una pensilina e una segnaletica adeguata, ma solo nella direzione Termoli. Sul lato opposto, manca qualsiasi infrastruttura per garantire la sicurezza dei passeggeri.

Le fermate autorizzate sono competenza della Regione e delle ditte di trasporto, ha spiegato L’Anas in un servizio mandato in onda da Rai Tre Molise. Precisando: “A noi spetta l’installazione della segnaletica indicativa come previsto dal Codice della Strada. Ma senza richieste precise, non possiamo intervenire”.

Di fronte alla mancanza di interventi concreti da parte delle istituzioni, gli autisti hanno deciso di non fermarsi più nei punti non autorizzati. In una nota inviata alla Prefettura di Campobasso, al Servizio Trasporti della Regione Molise e alla Sati, i conducenti hanno dichiarato che dal 1° dicembre effettueranno solo le fermate regolarmente autorizzate. “Non possiamo mettere a rischio la nostra sicurezza e quella dei passeggeri. Le istituzioni devono intervenire, ma fino a quel momento noi non ci assumeremo più questa responsabilità”.

La decisione, presa anche alla luce di episodi tragici, punta a prevenire ulteriori tragedie. “Questa scelta non è una protesta, ma un atto di responsabilità” spiegano i lavoratori. “Siamo consapevoli dei disagi che ciò potrebbe causare, ma non possiamo continuare a rischiare la vita di chi viaggia con noi”.

La situazione della Bifernina però non è nuova. Da anni, sindacati e lavoratori denunciano la mancanza di infrastrutture adeguate lungo questa arteria strategica, senza ottenere risposte concrete. “È assurdo che in una Regione che ha celebrato i 60 anni della sua istituzione non si riesca a garantire una rete di trasporti sicura” commenta un rappresentante sindacale.

Un esempio della gravità della situazione è quello che accade a Guardialfiera: qui, i genitori spesso devono raggiungere le fermate con l’auto per prelevare i figli, che studiano a Campobasso, evitando che attraversino tratti di strada pericolosi. Gli spazi per creare piazzole di sosta ci sarebbero, ma nessuno si muove.

Il problema della sicurezza delle fermate è solo uno dei tanti che affliggono il sistema di trasporti molisano. La Bifernina, unica via di collegamento tra il capoluogo e la costa, è una strada pericolosa non solo per i pedoni, ma anche per chi la percorre in auto o in pullman. Incidenti, disagi e mancanza di infrastrutture adeguate sono il segnale di una gestione inefficiente che mette a rischio la vita di cittadini e lavoratori. Gli autisti e i sindacati chiedono interventi immediati: “Non vogliamo altro che poter lavorare in sicurezza, garantendo lo stesso ai passeggeri. Le istituzioni non possono più girarsi dall’altra parte”.