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Auto in fiamme in via Montegrappa: indaga la squadra mobile, si sospetta un avvertimento

Fondamentale l’acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza per chiarire la dinamica dell’accaduto e individuare eventuali responsabili. Gli inquirenti lavorano su testimonianze e possibili tracce lasciate sul posto, mentre si approfondiscono i legami del proprietario dell’auto, già noto alle forze dell’ordine

Erano circa le 22:00 quando in via Montegrappa a Campobasso è scattato l’allarme. Una telefonata al 115 segnalava un’auto avvolta dalle fiamme. In pochi minuti, alle 22:15, i vigili del fuoco di via Sant’Antonio dei Lazzari erano già sul posto per domare l’incendio, accompagnati da una pattuglia della squadra volante.

Le operazioni di spegnimento sono state rapide, ma gli accertamenti successivi hanno aperto a qualche dubbio sulla natura dell’incendio: l’auto, appartenente a un uomo con precedenti specifici, è stata seriamente danneggiata. Gli agenti, raccolte le prime informazioni, hanno coinvolto la squadra mobile, coordinata da Marco Graziano, per approfondire l’accaduto.

Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme non sembrano essere di origine accidentale. Le circostanze e il profilo del proprietario del veicolo lasciano ipotizzare che si possa trattare di un atto ritorsivo o, peggio, di un messaggio intimidatorio. Gli investigatori non escludono alcuna pista.

Per far luce sull’incendio, la Mobile ha chiesto l’acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona. Il materiale video potrebbe rivelarsi decisivo per identificare eventuali responsabili o per ricostruire movimenti sospetti nei minuti precedenti al rogo.

Sul luogo dell’incendio, gli investigatori stanno cercando di raccogliere testimonianze utili.

Il proprietario dell’auto potrebbe essere un elemento chiave per comprendere il movente dell’episodio. La squadra mobile sta scavando nei suoi rapporti personali e professionali, cercando possibili legami con quanto accaduto. Eventuali tensioni pregresse o situazioni conflittuali potrebbero offrire una spiegazione al gesto.

Al momento, l’indagine è ancora alle fasi preliminari. Gli agenti di Marco Graziano stanno lavorando senza sosta per mettere insieme i pezzi del  puzzle.