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Arrivano pioggia e primi fiocchi ma si continua a razionare l’acqua. “Serve tanta neve, sorgente Matese è dimezzata”

Una decina di comuni bassomolisani e anche Termoli invitati da Molise Acque a chiudere di notte i serbatoi. La causa è il dimezzamento della sorgente del Matese, la principale fonte di approvvigionamento idrico della regione. Ma i cittadini sono disorientati perché sta piovendo e comincia anche a nevicare. Sabatini: “Interruzioni inevitabili, servirebbero precipitazioni estese, durature e tanta neve”

Nel giorno in cui sono caduti i primi fiocchi di neve in montagna e una pioggia intensa si è abbattuta per ore sul settore centro orientale molisano, l’azienda speciale Molise Acqueha invitato i comuni di Guardialfiera, Larino, Ururi, San Martino in Pensilis, Portocannone, Campomarino, Montenero di Bisaccia, Petacciato, Termoli, Guglionesi e San Giacomo degli Schiavonia ridurre il flusso idrico.

Nella nota a firma del dirigente dei servizi tecnici Carlo Tatti si legge che “la portata immessa nell’acquedotto molisano centrale subirà una riduzione pari al 15% rispetto l’attuale flusso idrico per compensare il continuo, progressivo e significativo decremento dell’erogazione di acqua dalle sorgenti del Matese”. Da qui la richiesta ai sindaci in elenco “di voler adottare ogni possibile azione che possa consentire una corretta gestione del servizio in relazione alla diminuzione comunicata”.

Che tradotto in due parole vuol dire chiudere l’acqua di notte come accade da oltre due mesi nel capoluogo di regione e tenere costantemente monitorati i serbatoi.
A Montenero il Municipio ha fatto presente ai suoi cittadini che “questa misura ha già determinato una sensibile diminuzione dei livelli nei serbatoi comunali; pertanto, nelle prossime ore, potrebbe essere necessaria la sospensione dell’erogazione di acqua potabile sul territorio comunale”.
A molti, invece, l’avviso di Molise Acque è sembrato un paradosso: “Ma come, – la domanda è frequente – inizia a nevicare, piove a dirotto e dobbiamo stare senz’acqua anche ora che è quasi inverno?”

Sabatini

Ha risposto all’interrogativo il presidente dell’azienda speciale Stefano Sabatini: “Purtroppo non basta la pioggia di due giorni o un po’ di neve a far risalire il livello della sorgente del Matese. L’anno scorso alla metà di novembre la sorgente (che è unica e si chiama Riofreddo, viene alimentata anche da alcuni pozzi di Pietrecadute sempre in località di Bojano) forniva circa 3000 litri al secondo, quest’anno siamo intorno al 1400 litri al secondo. Insomma, la portata è più che dimezzata e ciò dipende dalle mancate precipitazioni. La prima neve caduta ieri in Alto Molise (Capracotta), poi, non ha collegamenti con questa sorgente e quella caduta sul massiccio del Matese è ininfluente perché è stata pochissima. Dobbiamo sperare che quest’anno ne faccia tanta sul Matese, altrimenti non ci resta che continuare a programmare le chiusure notturne per dare modo ai serbatoio comunali di riempirsi rispetto allo svuotamento diurno”.
Che una crisi idrica ci avrebbe colpito Molise Acque lo sapeva da molti mesi: già tra marzo e aprile iniziavano ad essere allertate le prefetture (comprese quelle campane, abruzzesi e pugliesi) “ma fino a quando non sono iniziati i disagi non è stato fatto nulla”.
La verità è che nessuno, “neppure i prefetti”, ha il potere giuridico di imporre le chiusure. Del resto non è questo di ieri il primo appello ai razionamenti idrici fatto ai Comuni molisani: “Qualcuno li ha recepiti, altri voltano la testa dall’altra parte”.

Chi non può esimersi è Campobasso che fa i conti con le chiusure notturne da oltre due mesi. “Eppure – spiega ancora il numero uno di Molise Acque – il capoluogo che tanto strilla (il riferimento è alla diffida fatta a Grim e Molise Acque dal Comune, ndr) prende 300 litri al secondo quando il suo fabbisogno, secondo il piano regionale delle acque, è di 120 litri. Gli stiamo fornendo più del doppio perché purtroppo Campobasso ha una dispersione di quasi il 70 per cento, a differenza di Termoli che è virtuosa e non spreca. So che rimettere mano all’intera rete è dispendioso (la sindaca Forte vuole reperire finanziamenti per questo) ma potrebbero almeno dotarsi di un piano per la ricerca delle perdite per ridurre gli sprechi Se siamo arrivati a questo punto non è colpa di Molise Acque, ma delle amministrazioni comunali che non hanno investito risorse preferendo i rifacimenti di asfalto, marciapiedi e villette alla loro rete colabrodo. L’azienda invece, con tutte le sue difficoltà finanziarie (Molise Acque paga 1 milione di euro al mese di energia elettrica per far funzionare le sue 35 centrali di sollevamento e deve avere circa 18 milioni di euro tra Grim e Regione Molise) gestisce una rete di condotte lunga 2200 km e 250 serbatoi.
Auspica, infine che il tavolo tecnico sull’acqua di lunedì 18 novembre possa assumere “decisioni adeguate all’emergenza e fornisca ai cittadini e alle imprese un resoconto chiaro su cosa sta accadendo e su quali azioni si intende intraprendere” Aldo Di Giacomo, presidente dell’associazione Cultura e Solidarietà.

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