Campobasso
|Vincono il concorso ma non possono essere assunti: rabbia e disservizi senza fine al Centro per l’impiego
Il personale in servizio e gli orari di apertura al pubblico non riescono a soddisfare le richieste dell’utenza che scarica sugli impiegati rabbia e frustrazione per le difficoltà di accesso a servizi pubblici. Telefoni che squillano a vuoto, locali sporchi e personale oberato di lavoro: a monte della situazione diventata insostenibile c’è il mancato potenziamento degli ex uffici di collocamento per i quali la Regione Molise ha bandito un concorso nel 2021. I suoi conti in disordine non permettono all’ente di attingere dalle graduatorie perché c’è il divieto di assunzione. Nel capoluogo la situazione più critica.
Aurora – nome di fantasia – ha 41 anni, due figlie minori e un marito disoccupato a carico: è laureata col massimo dei voti, ma come tanti ‘giovani’ della sua generazione ha un lavoro precario. Il suo Isee è basso e certifica la povertà del suo nucleo familiare che ‘mantiene’ con mille euro al mese, assegno per i figli compreso. Da neppure un anno incassa l’Assegno di inclusione (Adi) che ha fatto una enorme differenza nel far quadrare i conti con un budget così ridotto.
Servizi sociali, Inps, patronato sono le tappe obbligate per chiunque acceda alla misura di sostegno che ha preso il posto del Reddito di cittadinanza. E poi c’è il Centro per l’impiego (Cpi) che avrebbe dovuto contattare lei e suo marito e che non l’ha mai chiamata. Così, tre mesi fa, si è vista sospendere l’Adi. Ora è in attesa di una nuova convocazione dal Cpi per poter sottoscrivere quello che chiamano il Patto di servizio personalizzato che dovrebbe permettere la riattivazione del beneficio. Nel frattempo i debiti si sono accumulati.
Annamaria di 34 anni e Giovanni di 41 anni già alle 6 del mattino sono davanti all’ingresso degli uffici di Piazza Molise in attesa di prendere il biglietto per accedere ai servizi all’interno dell’ex Ufficio di collocamento. Ma per quanto si siano svegliati presto, già alle 5 e 30, ci sono altre persone che, come loro, hanno bisogno di certificati fondamentali. L’ufficio apre solo dalle 9 alle 12 e neppure tutti i giorni: lunedì, mercoledì e venerdì (più un rientro di un paio di ore) .
La situazione, per chi deve ottenere, per esempio, una Did (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro) o il C2 storico, è insostenibile. Annamaria e Giovanni raccontano come ottenere una risposta via mail o a telefono sia difficilissimo se non impossibile. Decisi, quindi, a risolvere la propria situazione, si sono recati di persona, ma hanno trovato code e una struttura ai limiti del degrado.
I muri sono scrostati, nelle stanze c’è disordine, i primi a lamentarsi della situazione sono i pochi, pochissimi, che ci lavorano. I quali ripetono a chiunque la stessa versione: “Non ce la facciamo, siamo in due in questo ufficio e le richieste sono tantissime”.
A Campobasso, infatti, il personale è davvero scarso tanto che le guardie giurate all’ingresso sembrano quasi degli impiegati che indirizzano, come possono, l’utenza. Ma non basta.
“Gli uffici sono sporchi, il personale è palesemente sotto pressione e le condizioni igieniche sono disastrose.” La rabbia di Giovanni è comprensibile: “Prima di arrivare qui, ho chiamato l’ufficio diverse volte, ma non ho mai ricevuto risposta. Sembra che per ottenere un certificato si debba passare la notte fuori dall’ufficio, altrimenti il rischio è di fare code interminabili.”
La ragione di questo disservizio è legata principalmente al mancato potenziamento del Centri per l’impiego: a dicembre del 2021, ricordiamolo, la Regione Molise ha bandito un concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di 35 persone. Quasi 5000 furono le domande arrivate e dopo una lunghissima fase istruttoria si sono svolte le prove (preselettiva, scritta e orale) fino alla pubblicazione delle graduatore dei vincitori. Che restano in attesa di una chiamata (ahimè, anche loro) che non arriva perché la Regione Molise ha il divieto di assunzione a causa delle bocciature della Corte dei Conti. Basti pensare che dopo l’ultimo giudizio di non parifica sul Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2022 il Consiglio regionale, a notte fonda, ha approvato una legge per prorogare le graduatorie dei concorsi pubblici della Regione Molise ma anche di enti strumentali, agenzie regionali e Asrem. Altrimenti i futuri nuovi impiegati dei Centri per l’impiego sarebbero ‘scaduti’ dopo aver superato un concorso che – almeno fino a ora – li ha illusi di aver trovato il posto fisso.
Se pure la Regione riuscisse a superare le sue criticità finanziarie sarà sempre necessario un ok da parte del Collegio dei revisori che deve dire, in parole povere, che i costi per assumere questi 35 soggetti nei Cpi di Campobasso, Termoli e Isernia non andranno ad impattare sugli equilibri pluriennali dei bilanci regionali. Insomma, non c’è nulla di scontato e nel frattempo a pagare lo scotto è l’utenza.
Gli uffici per l’impiego, infatti, dovrebbero rappresentare un punto di riferimento per l’inclusione e l’occupazione, ma sembrano lontani dal rispondere ai bisogni dei cittadini. L’assegno di inclusione, le opportunità di formazione e le speranze di trovare un impiego si infrangono su una burocrazia sofferente e inefficiente, sulla disattenzione e la negligenza degli amministratori sordi alle richieste della cittadinanza e per niente solerti a risolvere problematiche che li riguardano neanche sotto il profilo del lavoro e degli strumenti necessari per averlo.
“L’emblema di una regione in declino,” commenta Giovanni con amarezza. E mentre la fila continua a crescere, anche le speranze di Aurora, Annamaria e Giovanni si assottigliano, in una realtà che sembra non avere più niente da offrire. (AD/CN)


