La bozza dell'accordo
|Un piano di salvezza per Molise Acque da 11 milioni di euro per evitare il suo fallimento (e i nostri disagi)
Il tavolo tecnico sull’acqua torna a riunirsi domani: il governatore Roberti sarà garante dell’operazione che vede protagonisti Grim, Egam e la stessa Regione Molise che ha trattenuto 4,7 milioni di euro per i lavori sull’Acquedotto molisano destro. I conti dell’azienda speciale vanno riportati in ordine altrimenti sarà un disastro per gli utenti molisani (campani e pugliesi). Al gestore Grim il compito più arduo: riscuotere dai Comuni tutto il 2022. Ma anche Egam ha un ruolo chiave pur essendo in una posizione complicata.
C’è un piano per salvare Molise Acque dal fallimento: lo hanno studiato tutti quelli che devono soldi all’azienda speciale di via De Pretis e che non possono permettersi che l’ente pubblico che porta l’acqua nelle case di tutti i molisani (e in una fetta consistente di quelle di campani e pugliesi) finisca gambe all’aria.
Coprire i circa 11 milioni di euro di buco nei conti disastrati di Molise Acque significa, infatti, continuare a garantire la manutenzione delle reti idriche o il pagamento delle incredibili bollette energetiche che fanno funzionare le centrali di sollevamento.
Venerdì scorso, 11 ottobre, i vertici di Molise Acque (Stefano Sabatini che è il presidente e l’ingegnere Carlo Tatti) hanno incontrato i responsabili di Egam (Ente di Governo Ambito Molise, quello che ha il compito di pianificare gli interventi e determinare la Tariffa Unica per l’acquisto e la vendita dell’acqua), Regione Molise (presente il consigliere regionale delegato al servizio idrico Massimo Sabusco) e Grim. Quest’ultimo, il gestore delle risorse idriche del Molise che da giugno 2022 spedisce le bollette per i consumi in quei Comuni che hanno aderito, è una società consortile composta al 90 per cento dai Comuni e per un 10 per cento da Molise Acque. A rappresentare l’azienda speciale fino al 3 ottobre c’era Carlo Tatti che diversi giorni prima di questa riunione ha dato le dimissioni. Ora sarà sostituito.
Nessuno sa cosa lo abbia spinto a fare questo passo indietro. Ufficialmente è solo “mancanza di tempo” che non gli permetteva più di seguire adeguatamente le questioni idriche sul doppio fronte (Grim e Molise Acque) come ha fatto nell’ultimo anno.
Domani, martedì 15 ottobre, il tavolo tecnico dovrà aggiornarsi e sottoscrivere un accordo per il piano di salvezza. In questi giorni gli enti hanno discusso la bozza al loro interno per capire se è economicamente sostenibile sborsare tutti questi milioni di euro che dovranno salvare l’azienda speciale “tecnicamente già fallita” come ha detto pochi giorni fa il presidente della Regione Molise.
Sarà il governatore Francesco Roberti il garante dell’operazione. Nel verbale di accordo – che fino a domani potrebbe subire correzioni – è previsto che Grim, che ha già dato 5 milioni di euro a Molise Acque (prima il debito era di 16 milioni di euro) e a settembre scorso ha versato 900 mila euro, versi ulteriori 700 mila subito (entro domani, per l’appunto).
Grim, definita sempre dal governatore Roberti “un intermediario”, ha pagato in ritardo perché ha potuto iniziare a fatturare ai Comuni che avevano aderito solo dopo il loro passaggio. Ci sono alcuni enti (tipo Ferrazzano) che non formalizzano ancora il passaggio con Grim. E per riallineare i pagamenti passa del tempo tanto che, solo da pochi mesi, stanno arrivando le bollette per i consumi del secondo semestre 2022. La conseguenza è che Molise Acque (che prima non si serviva di Grim) ha accumulato debiti sempre più ingenti con chi le forniva energia elettrica (A2A ed Era Energia) perché le società hanno applicato la clausola di salvaguardia che, detto in soldoni, vuol dire continuare ad avere la corrente per le centrali di sollevamento ma pagarla molto di più.
Insomma, con questa clausola il cappio attorno al collo di Molise Acque si è stretto sempre di più.
Ma non è solo Grim che deve soldi a Molise Acque. Anche la Regione Molise ha contribuito al disastro finanziario trattenendo i 4,7 milioni di euro ottenuti dal Ministero delle Infrastrutture per i lavoro di ammodernamento dell’Acquedotto molisano destro. Questa somma enorme (iscritta come avanzo di amministrazione) andrà nel bilancio di Molise Acque solo dopo approvazione del Rendiconto 2023 della Regione. La liquidità – secondo la bozza di intesa – arriverà entro la prima metà di novembre. Nel frattempo Grim avrà spedito altre fatture per il primo semestre del 2023 versando, entro la fine dell’anno, 3,5 milioni di euro. E per la quota restante farà una rateizzazione con Molise Acque in cambio dell’abbandono dei giudizi pendenti al Tribunale di Campobasso per la questione dei decreti ingiuntivi.
Un ruolo chiave lo avrà anche Egam che dovrà convincere i Comuni a temporeggiare sui ristori per le somme anticipate per la manutenzione ordinaria. E la faccenda qui si complica per almeno due ottime ragioni. La prima: Egam è chiamata a rinnovare il suo vertice tra poco. Egam, questa è la seconda, è in mano al sindaco di Bojano Carmine Ruscetta, quello che, con Campobasso e Venafro, deve più soldi in assoluto a Molise Acque (debito accumulato anche prima della nascita di Grim). Quale autorevolezza può avere un sindaco che, anche per ragioni legittime dal suo punti di vista (il diritto all’uso civico delle sorgenti matesine), chiede a un collega (che magari ha sempre pagato per la fornitura di acqua) di aspettare nella richiesta di rimborso per gli interventi di manutenzione anticipati coi soldi dei cittadini? Ruscetta dovrà far leva sul buonsenso dei sindaci spiegando che solo così Grim avrà ossigeno per riportare in ordine i conti di Molise Acque.
Se tutto andrà per il verso giusto Molise Acque potrà riallineare i pagamenti nei confronti del nuovo fornitore di energia elettrica nel 2025.
Domani mattina nella sede dell’assessorato regionale ai Lavori Pubblici di viale Elena (dove c’è a che l’ufficio del settore idrico) si saprà se questa bozza di intesa si concretizzerà o se sarà solamente carta straccia.


