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Tacconi allo Juventus Club di Cercemaggiore: “L’affetto dei tifosi la miglior cura”

L’ex portiere ospite dell’ agriturismo “La Ginestra” ha ripercorso le tappe della sua carriera, incontrando tifosi e simpatizzanti

Oltre le parole. Oltre la storia degli uomini. Nei ricordi e nelle luccicanti fiabe dell’infanzia. Stefano Tacconi è il nome che sublima la semantica del mito, l’ancoraggio al sentiero dell’appartenenza, della passione, della fede sportiva. Per chi scrive, il simbolo di una parola ancestrale che significa soprattutto amore, attitudine, eredità familiare: una vocazione gelosamente custodita negli abissi più profondi dell’anima.

Tacconi Tacconi Tacconi

L’ex numero uno della Juventus, è stato ospite oggi – domenica 20 ottobre 2024 – del club  “JOFC Cercemaggiore Bianconera” e dell’agriturismo “La Ginestra”. Nel corso della giornata, Tacconi ha ripercorso la sua carriera. E non solo:

“Come tutti sapete ho passato un periodo non facile, ma ho avuto la fortuna di avere vicino la mia famiglia e l’affetto di tantissimi tifosi juventini come voi; sia ora che quando ero in ospedale. È stata quella la miglior cura possibile. Grazie”.

Carisma, stile, eleganza. E il racconto commosso di alcuni episodi di della sua epopea sportiva: “Tokyo il momento più bello, con la vittoria della Coppa Intercontinentale, perché in quella finale li parai due rigori ”. Poi un aneddoto legato all’avvocato Gianni Agnelli:  “Lo vedemmo arrivare a Villar Perosa in elicottero. Io e alcuni dei miei compagni di squadra  cercammo di nasconderci dietro agli alberi, lì vicino, per timore di incontrarlo…Perché sapevamo che quando l’avvocato posava una mano sulla tua spalla era sempre per farti una tirata di orecchie. Ma alla fine, mentre cercavo di non farmi notare, vidi la sua mano poggiarsi proprio su di me: ‘Mi hanno detto che le manca Zoff’ – mi disse. E aggiunse: ‘Sapesse quanto manca a noi’. Fu una gran legnata, ma capimmo presto che quando stroncava simpaticamente qualcuno era perché gli voleva bene”.

Tra sorrisi e condivisione, anche momenti di commozione sincera, dinanzi a quel proiettore puntato sulle prodezze di “capitan Fracassa” in maglia bianconera. Applausi, ancora applausi. Gli occhi lucidi di tutti, le lacrime di molti.

Infine, una battuta sulla gara giocata ieri dalla Vecchia Signora contro la Lazio, nell’anticipo dell’ultima giornata di serie A:

“Ho visto la partita, meno male che il gol alla fine sia arrivato e ci abbia permesso di prendere i tre punti. Al di là della vittoria è un grande piacere essere qui, oggi: questo affetto che sto raccogliendo significa che ho seminato bene”.

È stato un piacere anche per noi, Stefano. Il passato non muore, quando la sua eco ruggisce così forte da scuotere pure le maglie del presente.