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Renesys Energy scommette sull’Italia, 400 milioni di euro per 4 stabilimenti. Uno sarà a Termoli e porterà oltre 250 posti di lavoro

Il Consorzio Industriale di Termoli sarà il sito di uno dei quattro nuovi stabilimenti produttivi di Renesys Energy Inc., azienda statunitense specializzata nello sviluppo di batterie di nuova generazione. Il contratto per i terreni è già stato sottoscritto, grazie al lavoro di mediazione avviato dal governatore Francesco Roberti e da Pierdonato Silvestri e Roberto Di Pardo

Termoli diventa protagonista di un’importante operazione industriale. Renesys Energy Inc., azienda statunitense leader nello sviluppo di batterie di nuova generazione, ha annunciato un investimento di 400 milioni di euro in Italia per la costruzione di quattro nuovi stabilimenti produttivi.

Uno di questi sorgerà proprio nel cuore del Molise, nell’area del Consorzio industriale di Termoli. Lo conferma a Primonumero il Governatore del Molise Francesco Roberti. 

L’annuncio sull’investimento italiano è stato dato durante un incontro a Palazzo Piacentini, alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dei vertici dell’azienda americana, tra cui il Ceo Josuè Altomonte e il vicepresidente europeo Giuseppe Biesuz.

mimit urso renesys energymimit urso renesys energy

Il progetto prevede la creazione di oltre mille posti di lavoro diretti (oltre 250 per il Molise), ai quali si aggiungeranno quelli dell’indotto. Questo “contribuirà in modo significativo allo sviluppo economico del Molise,” ha sottolineato il governatore Francesco Roberti, che ha giocato un ruolo cruciale nella trattativa prima che arrivasse al Tavolo del Ministero.

Roberti ha spiegato come i contatti con Renesys siano stati avviati già tempo, sia con Pierdonato Silvestri che con Roberto Di Pardo rispettivamente presidente del Consorzio Industriale della Valle del Biferno e consigliere delegato alla Pianificazione territoriale, ex presidente del Cosib.

Sindaci roberti di pardo silvestri

“Abbiamo fatto la nostra parte,” ha aggiunto il presidente della Regione, confermando che “il contratto per i terreni è stato già sottoscritto”. I terreni si trovano nel perimetro del Cosib, principale motore produttivo del Molise. Vicino alla Stellantis, la ex Fiat dove invece sembra esere sfumato il progetto di una gigafactory ACC di produzione batterie elettriche.

Oltre al Molise, gli altri tre stabilimenti sorgeranno in Friuli-Venezia Giulia, Puglia e Sicilia. Questi siti saranno verticalmente integrati e concentrati sulle soluzioni di stoccaggio energetico più avanzate, rafforzando la capacità produttiva di Renesys in Europa.

L’investimento punta a fare dell’Italia uno dei poli strategici per le tecnologie energetiche all’avanguardia, in un momento cruciale per la transizione ecologica del paese.

La scelta delle quattro regioni non è casuale: il progetto punta a valorizzare le caratteristiche territoriali, facilitando l’accesso alle risorse necessarie per la produzione e il trasporto dell’energia. In particolare, il Molise si distingue per la sua posizione strategica e le opportunità di sviluppo industriale, e Roberti ha annunciato ulteriori novità: “In cantiere ci sono anche altre cose per il Molise, ma dirò soltanto a cose fatte.”

L’investimento di Renesys si inserisce in una fase di rinnovato interesse per il settore delle energie rinnovabili e dello stoccaggio energetico in Italia. Il nostro Paese mira a consolidare la propria posizione in questo ambito, e la creazione di infrastrutture moderne, come quelle promosse da Renesys, è essenziale per sostenere un sistema energetico più sostenibile e resiliente. Le nuove tecnologie di stoccaggio consentiranno infatti di accumulare l’energia prodotta in eccesso e di distribuirla nei momenti di maggiore domanda, contribuendo a stabilizzare la rete elettrica e riducendo la dipendenza dalle centrali a combustibili fossili.

L’iniziativa ha attirato anche l’interesse di importanti partner internazionali, come il Lancaster Group e Intertoll, i cui CEO, Jayendra Naidoo e Kushil Maharaj, erano presenti all’incontro di oggi al MIMIT. Tutte collaborazioni che evidenziano la dimensione globale del progetto e la sua “rilevanza strategica”.