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Penalisti in sciopero contro il pacchetto sicurezza: “Pericolo per tutti, punita anche la resistenza passiva”

Annunciati tre giorni di stop alle attività giudiziarie e alle udienze il 4, 5 e 6 novembre. Aderisce anche il Molise che protesta contro il disegno di legge 1660 fortemente voluto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che sarà a Campobasso il 30 ottobre. La sua presenza all’Università ha generato un forte movimento di opinione e c’è una mobilitazione per boicottare la cerimonia di apertura del nuovo anno accademico

Avvocati penalisti in sciopero il 4, 5 e 6 novembre anche in Molise: ad annunciare l’astensione collettiva dalle attività giudiziarie, udienze comprese, è Francesco La Cava, presidente della Camera penale di Isernia.
Con lui anche i colleghi Mariano Prencipe (Camera penale di Campobasso) e Roberto D’Aloisio (Larino): sono contrari al cosiddetto pacchetto sicurezza, il Ddl 1660 già approvato alla Camera e prossimo all’ok definitivo in Senato.

La notizia dello sciopero arriva a pochi giorni dalla visita del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che il 30 ottobre sarà all’Unimol di Campobasso per la cerimonia di apertura dell’anno accademico. Contro il suo programma di riforma della sicurezza con introduzione di nuovi reati c’è un vasto movimento di opinione, fatto anche da docenti universitari, che punta a boicottare l’iniziativa disertando la cerimonia.

Il 17 ottobre scorso la giunta delle Unioni delle Camere penali italiane (Ucpi) ha deliberato “l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 4, 5 e 6 novembre 2024” annunciando anche una manifestazione nazionale a Roma per il 5 novembre 2024 (ore 10 al centro congressi Roma Eventi Fontana di Trevi, in piazza della Pilotta n. 4) “per un confronto sui temi imposti dall’iniziativa normativa, al fine di sollecitare il Parlamento ad adottare tutte le opportune modifiche alle norme del pacchetto sicurezza in senso conforme alla Costituzione ed ai principi del diritto penale liberale, sensibilizzando l’opinione pubblica sul pericolo che simili legislazioni securitarie e illiberali possano incidere irreversibilmente sulla tenuta democratica dell’intero sistema penale”.
Per gli avvocati penalisti, infatti, il disegno di legge “rivela nel suo complesso e nelle singole norme una matrice securitariasostanzialmente populista, profondamente illiberale e autoritaria, caratterizzata da uno sproporzionato e ingiustificato rigore punitivo nei confronti dei fenomeni devianti meno gravi ed ai danni dei soggetti più deboli, caratterizzandosi per l’introduzione di una iniqua scala valoriale, in relazione alla quale taluni beni risultano meritevoli di maggior tutela rispetto ad altri di eguale natura, in violazione del principio di ragionevolezza, di eguaglianza e di proporzionalità” questo leggiamo nella delibera di qualche giorno dell’Ucpi.
Tra i punti maggiormente contestati nel pacchetto il reato di “rivolta in istituto penitenziario”. Ricordiamo anche che i rappresentanti delle Camere Penali periodicamente effettuano visite nelle carceri monitorando le condizioni di vita dei detenuti.

visita carcere campobasso

L’introduzione di questo nuovo reato (che si sommo alle disposizioni di legge già presenti nel nostro ordinamento) punisce anche “condotte dichiaratamente inoffensive come la resistenza passiva”, la disobbedienza, insomma. Ecco perché a parere delle Camere penali siamo di fronte a “un pericoloso arretramento, in quanto introduce una norma evidentemente contraria ai principi di ragionevolezza, di proporzionalità e di offensività, e che si espone, a causa della sua complessiva indeterminatezza, ad una utilizzazione e ad una applicazione arbitraria stante l’inammissibile generico riferimento al contesto nel quale la condotta si consuma”.

Per il presidente della Camera penale di Campobasso, Mariano Prencipe, aderire convintamente all’astensione sarà utile per per segnalare alla collettività “il pericolo che tutta la comunità corre a fronte di una legge che laddove approvata minerebbe in radice i diritti costituzionali di tutti i cittadini arrivando persino a punire penalmente le forme passive di protesta”.