Logo
Molise obeso, il nutrizionista: “Sì, colpa dei cibi industriali ma si fanno solo 1500 passi al giorno”

Il nutrizionista termolese spiega come la sedentarietà e l’abuso di alimenti calorici, inclusa anche la cucina tradizionale, stiano contribuendo a minare la salute dei giovani molisani. Coldiretti, insieme agli esperti, invita a riscoprire una dieta più bilanciata e a chilometro zero per invertire la rotta

In Molise, le buone abitudini alimentari sembrano sempre più lontane. Nonostante l’Italia si collochi ai vertici europei per il consumo limitato di cibi ultra-processati — appena il 14% delle calorie giornaliere, contro una media europea del 25% — la regione molisana registra un preoccupante aumento di persone in sovrappeso o obese. Tra il 2022 e il 2023, ben il 34% dei molisani è risultato in sovrappeso, e il 17,9% in condizione di obesità.

A spiegare le radici di questo problema è il nutrizionista termolese Silvio Nanni, una voce autorevole che da anni osserva da vicino la salute e le abitudini soprattutto dei più giovani. “Mi sorprende poco questo quadro, perché, accanto alla cattiva alimentazione, riscontro ovunque una sedentarietà dilagante,” dichiara Nanni, che opera tra Molise e grandi città come Roma e quindi ha diversi parametri di valutazione. Ma il primo aspetto che rimarca è che “i giovani tra i 25 e i 30 anni fanno in media 1500 passi al giorno. Non è sostenibile per custodire uno stile di vita sano”.

Nanni individua, in base ai numeri, una dimensione sociale e culturale che non funziona. Nel Molise, i giovani hanno poche opzioni per il tempo libero: “Al di là delle palestre, manca una vera cultura dell’attività fisica e delle alternative costruttive dopo la scuola o il lavoro. Di conseguenza, molti ragazzi trovano svago nel cibo, nell’alcol, e in un consumo sempre più preoccupante di sostanze come cocaina e marijuana. Certo, questi fenomeni esistono ovunque, ma in città come Roma, almeno, esistono più possibilità per impiegare diversamente il tempo e quindi più scelte che permettono di adottare comportamenti salutari”.

Nanni sfata poi un mito: quello della cucina tradizionale, spesso vista come esempio di salubrità. “La nostra cucina tipica è buonissima, ma non è leggera: è molto grassa e calorica. Una volta era adatta a chi lavorava duramente nei campi, ma oggi, con il lavoro sedentario, diventa rischiosa se non si bilancia con il movimento. Abitudini alimentari così possono davvero danneggiare la salute se si rimane fermi quasi tutto il giorno.”

Secondo Nanni, la soluzione sta nel “muoversi e mangiare meno ma bene.” Almeno 10.000 passi giornalieri per chi non frequenta la palestra, evitare farine raffinate e alimenti ultra-processati, prediligere prodotti freschi e di stagione. “L’ideale è nutrirsi di cibi integrali, limitare gli zuccheri e i grassi saturi, consumare più pesce azzurro e carni bianche, ma soprattutto mantenere un rapporto sano con il cibo” dice.

In sintonia con le parole del dottor Nanni, Coldiretti invita i molisani a fare la spesa nei mercati di Campagna Amica, dove è possibile acquistare prodotti genuini e senza additivi. A Campobasso, in piazza Cuoco, e a Isernia, in via Umbria, ogni settimana si trovano le eccellenze locali che rispecchiano una cultura gastronomica semplice e salubre.

La sfida, come suggerisce Nanni, è chiara: ritrovare un equilibrio tra nutrizione e movimento per dare ai giovani molisani un futuro più sano.