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Molise Acque chiede chiusure notturne anche a Termoli e dintorni, Balice: “Solo una raccomandazione”

Il problema delle sorgenti riguarda tutto il Molise, ieri anche Termoli e altri 10 comuni bassomolisani hanno ricevuto una nota da Molise Acque che spiega che l’azienda ridurrà la portata di quasi il 20 per cento. “Nessun obbligo di chiusura notturna, Acea non ci ha comunicato nulla”, così il sindaco Balice. Termoli, a differenza di Campobasso, ha un salvagente contro le emergenze idriche che si chiama invaso del Liscione il cui impianto di potabilizzazione è stato già attivato durante l’estate quando i turisti consumano più acqua.

Ventisei Comuni campani, quarantuno molisani, cinque Prefetture, due Regioni, l’Acquedotto pugliese e vari enti gestori hanno ricevuto ieri la comunicazione urgente di Molise Acque che disponeva la chiusura obbligatoria notturna – e se necessario anche diurna – delle reti di distribuzione già a partire dal 30 settembre.
Il decremento dell’erogazione di acqua dalle sorgenti del Matese è la causa di queste interruzioni volte a evitare che condotte e serbatoi si svuotino. L’oggetto della missiva, a firma del dirigente dei servizi tecnici di Molise Acque, Carlo Tatti, riguarda l’Acquedotto molisano destro (Amd), uno di quelli alimentato dall’acqua del Matese che finisce nel principale fiume molisano, il Biferno.

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Sempre nella stessa giornata una seconda nota è stata inoltrata da Molise Acque ai Comuni servita dall’Acquedotto molisano centrale (Amc).
Una sorta di alert per informare che “a partire dalla mattinata odierna (ieri 30 settembre, ndr) la portata immessa nell’Amc subirà una riduzione di 40I/s pari a circa il 19% rispetto l’attuale flusso idrico per compensare il continuo, progressivo e significativo decremento dell’erogazione di acqua dalle sorgenti del Matese. In considerazione di quanto si sta registrando la presente comunicazione riveste carattere di urgenza”.

Destinatari: Termoli ma anche Guardialfiera, Guglionesi, San Giacomo degli Schiavoni, Larino, Ururi, San Martino in Pensilis, Portocannone, Campomarino, Montenero di Bisaccia, Petacciato e Acea, la società privata che ha le chiavi dei serbatori del maggiore comune adriatico.
I centri elencati al momento non stanno vivendo situazioni analoghe, ad esempio, a quelle di Campobasso o Bojano dove da settimane la popolazione è alle prese con interruzioni notturne e talvolta anche diurne. Tanto che il sindaco Nico Balice conferma a Primonumero che a Termoli non è stata disposta alcuna chiusura notturna per evitare lo svuotamento dei serbatoi ma “sì, la riduzione della potenza del flusso idrico c’è, e vale anche per noi”.

Eppure Molise Acque parla di “obbligo” per i comuni in indirizzo di “effettuare chiusure notturne delle reti di distribuzione già a partire dalla notte del giorno 30.09.2024 per evitare lo svuotamento di condotte e serbatoi e se necessario anche nelle ore diurne in relazione alle esigenze degli utenti finali serviti dalle reti di distribuzione”.
Una formula standard o un invito perentorio ai Comuni di chiudere i rubinetti dei termolesi e dintorni? “No, nessun obbligo. Se chiusura fosse stata Acea ce lo avrebbe comunicato”.
In effetti il gestore Acea non riporta ancora nulla sul suo sito internet dove l’ultima comunicazione di interruzione idrica risale al 23 settembre. “Diciamo che per questi comuni c’è una raccomandazione anti-spreco, stante la riduzione del flusso”.

La conferma d’altra parte arriva anche dal primo cittadino di San Martino in Pensilis che spiega come ogni comune si regola in base al fabbisogno. Se dunque la mandata è sufficiente per soddisfare il fabbisogno della cittadinanza, non si chiude, anche perchè sennò dell’acqua andrebbe persa. Dunque no, nessuna chiusura al momento.

Pertanto, tornando a Termoli, il sindaco Balicerassicura sul fatto che, nonostante il minor apporto di acqua per Termoli, nella sua città non si dovranno chiudere i serbatoi. Eppure sia l’Acquedotto destro che quello centrale dipendono dalle sorgenti del Matese che si stanno prosciugando. Quindi come può avere questa certezza Balice? Probabilmente perché sa che in casi estremi c’è sempre l’acqua dell’invaso del Liscione per evitare chiusure.
Misura che, del resto, è stata già adottata a inizio estate quando, in previsione di un maggior afflusso di turisti e vacanzieri in Basso Molise, il presidente di Molise Acque Stefano Sabatiniannunciò di aver attivato l’impianto di potabilizzazione dell’invaso di Guardialfiera “al fine di integrare la quantità di acqua distribuita dall’Acquedotto Molise centrale”.
Era il 20 giugno del 2024. 

roberti consiglio regionale

Misura che ha confermato peraltro anche il Presidente della Giunta Regionale, Francesco Roberti, rispondendo oggi in Consiglio a una interpellanza sul servizio idrico integrato. Intervento in cui ha confermato l’attivazione del potabilizzatore del Liscione e ha rimarcato come Termoli non abbia problemi perchè ha un servizio idrico integrato (affidato ad Acea) a differenza di quasi tutti gli altri Comuni molisani. “Il vulnus di questa situazione è non avere coordinati tutti i sindaci per una soluzione condivisa. Per me, tutti insieme, dovevano applicare la chiusura notturna, anche se non al 100% perchè questo poi crea altri problemi”.

SinistraItaliana, in una nota a firma del segretario Notarangelo, ha invece stigmatizzato il comportamento recente dell’esecutivo regionale. “I vertici della nostra Regione si erano affannati in questi giorni a gettare (è proprio il caso di dirlo) acqua sul fuoco. Il peggio secondo loro era passato, mentre il presidente Roberti aveva addirittura  ridimensionato la faccenda a un problema prettamente campobassano, dovuto soprattutto – secondo lui – alle carenze infrastrutturali del Capoluogo. Cosa si inventeranno, ora, che Molise Acque ha appena annunciato chiusure notturne in altri ben 41 comuni molisani? Per un periodo indecifrato e senza escludere disagi anche nelle ore diurne?”.

Che il problema non riguardi le negligenze di alcune amministrazioni (leggasi Campobasso) lo ha sottolineato anche la consigliera regionale Alessandra Salvatore che ha rimarcato la necessità di interventi sulla rete e che non può essere certo un Comune – col suo ‘misero’ bilancio, a sobbarcarsi in toto. “Sicuramente c’è un problema a livello di sorgenti ma c’è anche una mancanza di coordinamento del sistema idrico, anzi una vera e propria guerra. E la Regione che fa?”.

Ma per Roberti, intervenuto per risponderle, “la Regione in questo processo non tocca palla, siamo intervenuti come Protezione Civile (con le autobotti, ndr) quando l’acqua è mancata in alcuni centri”. Ha invitato i Comuni – tutti – ad aderire alla Grim (“non tutti lo hanno fatto”) perchè a suo dire questo semplificherebbe le cose. “La Grim dovrebbe avere un referente in ogni comune, e avere – come avviene a Termoli – un sistema di telecontrollo e telegestione dei serbatoi”.

“Prendiamo atto – ha continuato – che c’è un problema a livello di sorgenti e che non basteranno le piogge di questi giorni. In Basso Molise si riattiverà il potabilizzatore. Ma ci saranno periodi difficoltosi” e ha annunciato l’intenzione di finanziare attraverso il FSC investimenti per “riscoprire altre sorgenti”.  (AD/RM)