Lavoratori e sindaci in presidio davanti ai cancelli Stellantis, 500 partiti per Roma per lo sciopero nazionale
Oltre 500 lavoratori sono partiti da Termoli per lo sciopero nazionale a Roma, mentre davanti allo stabilimento Stellantis i sindaci del Basso Molise e i lavoratori manifestano per difendere i livelli occupazionali e chiedono il rilancio del progetto Gigafactory
Manifestano con timore e preoccupazione ma anche con la determinazione di difendere il lavoro dei lavoratori Stellantis di Termoli, rimasti in presidio davanti ai cancelli dello stabilimento mentre oltre 500 loro colleghi, sindacalisti e rappresentanti istituzionali, partecipano allo sciopero nazionale a Roma. Dalla capitale si levano le voci di chi chiede soluzioni per il futuro dell’industria dell’automotive in Italia, ma a Termoli si lotta sul territorio, con il supporto delle sigle FISMIC, UGL e AQCF, per la difesa dei posti di lavoro e la stabilità produttiva dello stabilimento, fondamentale per l’economia della regione.
Le bandiere sventolano e le parole dei lavoratori riflettono una realtà complessa. “La paura di chiudere è fortissima”, spiega uno dei manifestanti. Il progetto della Gigafactory, inizialmente visto come un’opportunità di rilancio per lo stabilimento, sembra ormai sfumato, gettando un’ombra di incertezza sul futuro produttivo del sito. “Vogliamo continuare a produrre. Abbiamo le competenze per farlo, ma ci serve una transizione graduale e concreta verso l’elettrico. La Gigafactory di Termoli si deve fare”, sottolinea un lavoratore con trent’anni di esperienza.
Il sindaco di Termoli, Nico Balice, è in prima linea al fianco dei lavoratori. “Siamo qui per ribadire che non sono soli. Il presidio di Termoli è essenziale e va difeso in ogni modo, soprattutto attraverso una transizione che preservi i livelli occupazionali”, spiega Balice, indossando la fascia tricolore insieme ai sindaci dei comuni limitrofi come Montenero di Bisaccia, Petacciato, Campomarino, Montefalcone, Tavenna, Ururi, Montecilfone e altri.
Intanto a Roma, al corteo confederate di CGIL, CISL e UIL , ci sono anche il governatore del Molise Francesco Roberti e altri vertici istituzionali. “Questo è un momento decisivo per il futuro dello stabilimento e della nostra regione”, sottolineano i sindacati. Il senatore Costanzo della Porta, eletto con Fratelli d’Italia, ha scelto di rimanere in Molise e di partecipare al presidio a Termoli, davanti ai cancelli, per mostrare vicinanza alla comunità locale.
La battaglia per la Gigafactory non è ancora finita, secondo quello che i lavoratori dichiarano, e la mobilitazione dei sindacati e delle istituzioni rappresenta un segnale forte: la difesa dell’industria automobilistica e dei lavoratori è una priorità irrinunciabile per il Molise e per l’intero comparto nazionale. “Se chiude Termoli il Molise è finito” la sintesi dei commenti che accompagnano la manifestazione.

















