Costi della politica
|Nuove spese e vecchi catorci: la Regione Molise pensiona le auto blu e viaggia a noleggio
Assessori, Presidente del Consiglio e Governatore si spostano su veicoli moderni presi in prestito a suon di decine di migliaia di euro: il parco mezzi regionale è datato e non più adatto a esigenze di mobilità. Eppure, nonostante sia inutilizzato, continua a costare soldi per le assicurazioni. In più si paga anche un esperto per certificare in che stato sono le auto prima di decidere se venderle, rottamarle o cederle gratuitamente ad enti del terzo settore. L’assessore al Bilancio: “Giusto fare una ricognizione, ci saranno altre perizie”.
A pesare sui conti pubblici non ci sono solamente i quasi 50mila euro per 27 mesi di noleggio della Volkswagen Passat del governatore Francesco Roberti. Anche gli assessori della Giunta viaggiano con veicoli che non sono di proprietà della Regione Molise. E sempre in prestito è l’Audi elettrica del presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante.
Ricorrere a mezzi a noleggio è ormai la prassi per i nostri amministratori regionali: il parco auto della Regione, infatti, è datato. Anzi, di più: è un parco di ‘catorci’. Molte vetture – secondo una ricognizione che si sta facendo – sono addirittura inutilizzabili. Non vale la pena neppure ripararle e così gli spostamenti avvengono con delle auto più sicure e moderne.

Difende questa scelta l’assessore al Bilancio Gianluca Cefaratti, tirato per la giacca dal consigliere Roberto Gravina che ieri ha annunciato due interrogazioni per altrettante determine dirigenziali: la 5556 del 9 ottobre scorso e la 5485 dell’ 8 ottobre. Si tratta di atti che, a detta di Gravina, configurano il mancato rispetto degli impegni presi dal governo molisano di centrodestra nei confronti di quello centrale per la riduzione del disavanzo regionale.
La prima determina sotto la lente è quella che riguarda l’affidamento di un incarico per la redazione di una perizia estimativa per l’alienazione di 12 automezzi regionali appartenenti all’autoparco della Regione Molise. Prima di procedere alla loro dismissione – già accertata secondo il consigliere 5 Stelle – si è reso necessario ricorrere a un esperto per stimare il loro valore.
L’incarico è stato affidato allo Studio tecnico investigativo geom. Maurizio Vergalito, il quale ha proposto un compenso di 200,00 € (oltre IVA e contributi previdenziali) per ciascun mezzo valutato. Costo totale dell’incarico: 3.400 euro.
“Bene ha fatto il servizio regionale ad avviare questa ricognizione – ha detto l’assessore Cefaratti – anche altri veicoli saranno valutati perché il parco auto regionale costa anche se non lo utilizziamo. E’ vero che per il bollo non lo paghiamo (pagheremmo noi stessi), ma i mezzi, anche se parcheggiati su suolo privato, vanno assicurati. Per la perizia non avevamo professionalità interne a cui affidarci (oltre al valore di mercato bisogna anche capire in che condizioni sono le auto) e mi risulta anche che siano stati chiesti due preventivi optando per quello con un costo inferiore”.
Cefaratti ha anche aggiunto che “una volta accertato lo stato dei veicoli sarà più chiaro decidere cosa farne”. Dismetterli, infatti, può voler dire anche cederli gratuitamente a enti del terzo settore (“per non dover pagare i costi di mantenimento”) o, più semplicemente, rottamarli. Ma anche, e questo in qualche modo giustifica il ricorso a una perizia, vendere le auto, opzione possibile attraverso una gara pubblica. Avere una certificazione del valore ufficiale garantisce che la base d’asta sia corretta, evitando di vendere i veicoli a prezzi troppo bassi o troppo alti. Trattandosi poi di soldi pubblici e di beni di proprietà della Regione (quindi della collettività), è necessario rispettare procedure formali e legali. La perizia, quindi, serve come documento ufficiale per giustificare l’eventuale rottamazione o dismissione dei veicoli, evitando critiche o possibili sospetti di mala gestione dei beni pubblici.
L’affidamento allo studio tecnico Vergalito – leggiamo nella determina – è stato effettuato tramite procedura diretta (in base alle normative vigenti non occorre gara pubblica per affidamenti di importi inferiori a 140 mila euro).
Ma l’interrogazione del consigliere Gravina riguarda anche la determina che approva il noleggio di un’auto Volkswagen Passat per la presidenza della giunta regionale del Molise. Il noleggio, della durata di 27 mesi, viene fornito dalla concessionaria Pasquarelli auto di San Salvo per conto della casa madre Volkswagen Leasing Gmbh e prevede un pagamento mensile di 1.777 euro tutto compreso.
Il precedente contratto di noleggio, più economico di oltre il 70 per cento, era scaduto il 30 giugno 2024 quindi la Regione ha individuato un nuovo veicolo di rappresentanza tramite il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (Mepa) con una spesa di 48.400,00 Iva inclusa, distribuita come segue: 5.400 euro per l’anno 2024, 21.500 euro per l’anno 2025 e altri 21.500 euro per l’anno 2026.
Ed è scaduto anche il contratto di noleggio per le auto degli assessori (che a detta dell’assessore al Bilancio è stato prorogato fino a dicembre di quest’anno). In questo caso il costo per 5 auto modello Kia Sportage è di € 31.424,94 (da gennaio a settembre 2022) come leggiamo sulla determina dirigenziale 8053 del 19 dicembre 2022.
Mentre non conosce nel dettaglio i costi di noleggio della ‘sua’ Audi elettrica il presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante, che come il governatore e gli assessori viaggia su un veicolo reperito sulla piattaforma Mepa “nel rispetto di tutte le norme”.
Nessuno ha mai detto il contrario, neppure Gravina stesso che ha sollevato interrogazioni legittime e importanti mettendo in evidenza l’apparente incoerenza tra le scelte di spesa della Giunta regionale e gli impegni di riduzione del disavanzo presi con il Governo centrale. Specie alla luce della recente bocciatura della Corte dei Conti sul Rendiconto generale della Regione per l’anno 2022.
Il tema del risanamento, oggi più che mai, è delicato, poiché impatta direttamente sulla capacità della Regione di mantenere servizi essenziali, soprattutto con i tagli previsti dalla Legge di Bilancio 2025.
Ecco perché l’esponente pentastellato si è tanto indignato ritenendo che la perizia per valutare il livello di ‘vecchiume’ delle auto blu, un tempo simbolo per eccellenza di status politico e oggi superate da leasing e noleggi a lungo termine, poteva essere evitata ricorrendo a strumenti gratuiti per la stima di veicoli comunque destinati alla rottamazione.
Per quanto riguarda il noleggio invece Gravina ha contestato la scelta di rinnovare il contratto di un’auto di rappresentanza con un aumento del 71,5% rispetto al contratto precedente.
Aumento confermato anche dall’assessore al Bilancio che ha però precisato che “non usano auto a noleggio né i consiglieri delegati, né il sottosegretario”. Una magra consolazione.
Ma la questione sollevata da Gravina mette anche in luce un problema più ampio di governance e di responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche, soprattutto in un periodo in cui i cittadini stanno già pagando il prezzo delle politiche di risanamento, come l’aumento dell’Irpef. La Regione, secondo Gravina, dovrebbe fare di più per dimostrare una gestione oculata e trasparente, che sia in linea con gli obiettivi stabiliti dal Governo e che garantisca che ogni euro speso sia davvero giustificato.
In sintesi, il messaggio è chiaro: in un momento di difficoltà economiche, l’amministrazione pubblica deve essere estremamente attenta a evitare spese inutili e a garantire che ogni risorsa sia utilizzata nel modo più efficiente e trasparente possibile.



