Intrappolati nella casa popolare dove c’è una impalcatura da 6 anni. Iacp: “I lavori riprenderanno”
Non è stata più terminata la riqualificazione della facciata del civico 21 di via Umbria, una palazzina di proprietà dello Iacp che da sei anni è ingabbiata dai ponteggi. Dall’istituto garantiscono che i lavori riprenderanno non appena sarà chiuso l’iter sulla perizia di variante, forse già a novembre, ma i condomini sono sfiduciati e c’è chi ora vorrebbe chiedere il trasferimento
Da più di sei anni i condomini di via Umbria, al civico 21, sono costretti a vivere con un ponteggio attorno alla palazzina Iacp di cui sono affittuari. Un tempo interminabile che equivale ad altrettanto interminabili disagi: paura per i topi che hanno accesso agevolato, luce scarsa, polvere, difficoltà ad utilizzare balconi e finestre. Insomma, un disastro, tanto che c’è chi da quegli appartamenti vorrebbe andare via “anche perché – dice – i lavori lasciati a metà hanno causato danni all’interno”.
Muffa e umidità stanno letteralmente ‘mangiando’ pareti e soffitti, come abbiamo potuto vedere coi nostri occhi nelle stanze di chi ci ha aperto la porta di casa sua qualche giorno fa. Oltre al danno, poi, c’è la beffa di vedere già conclusi i lavori nelle palazzine gemelle vicine a quella del civico 21.
Naturalmente la sfortuna non c’entra niente: se i lavori sono fermi è per una serie di ragioni che ci hanno spiegato allo Iacp dove oggi commissario è l’ex vice sindaco reggente di Termoli Vincenzo Ferrazzano.
Interpellato da primonumero il commissario ci ha messo in contatto con il direttore dei lavori il quale ha spiegato che “l’istituto è prossimo a firmare la perizia di assestamento”, procedura che si adotta quando il progetto iniziale cambia. La ditta che eseguirà i lavori sarà sempre la Its di Campobasso (cambiarla, dicono dallo Iacp, avrebbe allungato ulteriormente i tempi) che dovrebbe anche occuparsi della sistemazione dei marciapiedi.
Questa perizia di variante, però, è da settimane che viene annunciata ai condomini di via Umbria.Peccato che non ci sia ancora un solo operaio al lavoro sul cantiere. E considerando che da quando sarà rimontata l’impalcatura sul lato libero della palazzina ci vorranno almeno altri sei mesi per chiudere l’intervento, i condomini rischiano di arrivare alla prossima estate – se tutto andrà per il verso giusto – prima di poter spalancare balconi e finestre senza difficoltà.
Il tempo già trascorso e quello che, dallo Iacp, ancora prospettano dovrà trascorrere, dipende, in parte, anche dalla necessità di intercettare nuovi finanziamenti per pagare la ditta che farà i lavori a prezzi diversi da quelli inizialmente concordati: pandemia, inflazione e caro carburanti hanno inciso notevolmente sui prezzi dei materiali. Ecco perché oggi l’ente pubblico commissariato dovrà sborsare più soldi del previsto.
Ci sono poi non meglio precisate questioni irrisolte tra Comune di Campobasso e Iacp legate a questioni di competenza e al contratto di quartiere, la misura ministeriale per la riqualificazione delle periferie urbane (tra cui quella di San Giovanni dei Gelsi) dove le case dell’Istituto sono numerose. E ce ne sono alcune in attesa di interventi (pensiamo a quelle di via Romagna, per esempio, che rientrano nel contratto).
Il civico 21, poi, ha vissuto una difficoltà dopo l’altra: prima della pandemia vennero notate delle lesioni che sono state risanate (da un’altra ditta edile) con l’inserimento di micropali nelle fondazioni. Anche per questo le altre case sono state consegnate e questa no.
Ma i residenti non si spiegano ugualmente come mai la facciata della loro palazzina non sia stata ancora riqualificata: va detto che il Contratto di quartiere è stato un intervento di svariati milioni di euro. I primi lavori sono iniziati più di venti anni fa e l’ambito in cui ricadeva il fabbricato in questione è stato forse quello che ha avuto la sorte peggiore perché oggetto di diversi cambiamenti in corso d’opera e in balia di una ditta che hanno disatteso il contratto.
Insomma, sono lavori sono iniziati male e che, si spera, non finiscano peggio.






