Accade a Campobasso
|Francesco realizza un sogno: in campo con i Lupi. La forza dell’inclusione fa esplodere la curva
Con il capitano Antonio Di Nardo al suo fianco, Francesco ha vissuto un momento di pura emozione, dimostrando che il calcio è molto più di un gioco: è un linguaggio che abbatte barriere e crea legami indissolubili. A tifare per lui i compagni dell’Istituto comprensivo “F. D’Ovidio – N.Guerrizio”. Emozionante il lungo applauso dei tifosi
Oggi, in un Molinari vibrante di emozione e spirito sportivo, il piccolo Francesco, con disabilità motorie, ha realizzato il sogno che custodiva da moltissimo tempo: calcare il rettangolo di gioco insieme ai suoi amati eroi rossoblù.
Il destino ha scelto le ore 15:00 di un sabato di ottobre per il suo momento speciale, in cui ha potuto fare ingresso sul campo verde, accompagnato dall’abbraccio di tutta la squadra del Campobasso e di un’intera comunità pronta a sostenerlo.
Non era solo: insieme a lui, sugli spalti, c’era il tifo appassionato dei suoi compagni dell’Istituto Comprensivo “F. Ovidio – N. Guerrizio”, che, con uno striscione dedicato, gli hanno urlato il loro affetto: “W Francesco il nostro lupetto!”.

E lui, la mascotte speciale di questa giornata memorabile, ha avanzato fiero e orgoglioso al fianco del Capitano Antonio Di Nardo.
Ed eccoli quindi mentre camminano verso il centro del campo e il pubblico li saluta con una standing ovation. Nei pressi delle panchine c’è il nonno di Francesco, che si commuove. Felice di vedere realizzato il sogno di suo nipote.
Ma poi ci pensano gli applausi scroscianti di tutto lo stadio a celebrare questo momento che è di rara bellezza. La curva, pulsante di entusiasmo, ancora una volta dimostra che il calcio è molto più di un gioco: è un linguaggio universale che abbatte barriere e crea legami indissolubili.
Il Campobasso Fc firma oggi – sabato 26 ottobre – il messaggio del calcio nella sua forma più pura: un campo aperto a tutti, un luogo in cui ognuno può trovare spazio, calore, e sostegno. Oggi vivere un sogno è toccato a Francesco. E anche noi abbiamo vissuto un po’ della sua felicità.






