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Traffico di cocaina, ramificazioni in basso Molise: due arresti e tre obblighi di dimora fra Termoli e Guglionesi

L’inchiesta – iniziata il 23 settembre scorso – dopo l’interrogatorio preventivo eseguito nei giorni scorsi a carico di alcune delle persone indagate, questa mattina ha portato all’esecuzione delle misure cautelari a carico di molisani. Sono accusate di aver costituito una rete di distribuzione di stupefacenti nell’area della costa molisana

Continua la stretta sul traffico di cocaina nel Basso Molise con la seconda fase di operazione “Sed”. Questa mattina, cinque persone, in Molise, sono state colpite da misure cautelari: un arresto in carcere, uno ai domiciliari e tre obblighi di dimora.

Gli indagati, residenti tra Termoli, Guglionesi e San Giacomo degli Schiavoni, sono accusati di essere parte di una rete dedita alla distribuzione di cocaina nella zona, come confermato dalla Direzione Investigativa Antimafia e dalla Dda di Bari, che stanno coordinando l’inchiesta.

Dia

L’inchiesta, avviata nel 2020, ha già dato risultati significativi con una prima fase conclusa il 23 settembre scorso, che ha portato all’arresto di dodici persone. L’accusa principale è di aver costituito e gestito un’organizzazione criminale finalizzata al traffico di cocaina, destinata a rifornire il mercato illegale delle province di Foggia, Barletta-Andria-Trani, del Basso Molise e dell’Abruzzo.

Le misure applicate questa mattina sono scattate dopo l’interrogatorio preventivo (come previsto dalla Legge Nordio) che si è svolto il 30 settembre scorso.

Tra il luglio 2020 e il novembre 2021, l’organizzazione avrebbe immesso sul mercato oltre 20 chili di cocaina purissima, equivalenti a circa 83mila dosi, per un valore stimato di 6,6 milioni di euro. Durante le indagini sono stati sequestrati più di 10 chili di stupefacenti, corrispondenti a circa 45mila dosi, con un elevato grado di purezza (tra il 42% e l’87%). Gli investigatori hanno inoltre rinvenuto due ordigni artigianali, il cui potenziale offensivo è stato descritto come estremamente pericoloso.

Oltre alle misure cautelari, è stato sequestrato un patrimonio illecito accumulato dagli indagati, per un valore di circa 800mila euro, costituito da beni mobili, immobili, conti correnti e società. Questo si aggiunge al sequestro del settembre 2022, quando la Dia ha confiscato ulteriori 100 grammi di hashish e beni per un valore di 200mila euro.

L’inchiesta, che ha già colpito duramente l’organizzazione, mette nuovamente in evidenza il ruolo del Basso Molise come area strategica per il traffico di droga. Gli investigatori stanno lavorando per chiudere il cerchio attorno a un sistema che, con ogni probabilità, non ha ancora rivelato tutte le sue ramificazioni.