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Acqua, i molisani la pagheranno più cara. Roberti: “Inevitabile aumento tariffe, Comuni troppo indebitati con Molise Acque”

Seduta monotematica in Consiglio regionale sull’emergenza idrica molisana che è soprattutto finanziaria: Molise Acque avanza milioni di euro dai Comuni ed è “tecnicamente fallita” come ha detto il governatore Roberti in aula. La sua proposta è quella di chiedere ai sindaci morosi di fare una piano di rientro per restituire liquidità all’azienda regionale che ha anticipato denaro per mantenere pubblico il servizio. Sullo sfondo l’inevitabile aumento delle tariffe che potrebbero diventare le più care d’Italia. Critiche le opposizioni: “Il centrodestra ha fallito e scarica sui molisani”

Sono destinate a lievitare le future bollette dell’acqua dei molisani che rischiano di vedersi applicare le tariffe idriche più alte d’Italia.
E’ quello che è emerso durante la seduta monotematica di oggi, 8 ottobre, in Consiglio regionale dove è stata discussa l’emergenza idrica. Emergenza che, ormai è chiaro, è soprattutto finanziaria.
Molise Acque è piena di debiti: ha anticipato milioni di euro per portare l’acqua nelle case dei molisani e ora non ha più liquidità per coprire i costi di funzionamento delle sue infrastrutture. “Tecnicamente è fallita” ha detto il governatore Francesco Roberti pochi minuti prima della votazione della mozione del centrosinistra che è stata bocciata dall’aula di Palazzo D’Aimmo con undici voti contro, sette a favore e tre astenuti.
E’ toccato al consigliere regionale Angelo Primiani illustrare la mozione presentata con Andrea Greco e Roberto Gravina (M5S), Massimo Romano (Costruire democrazia), Alessandra Salvatore, Vittorino Facciolla e Micaela Fanelli (Pd). Una mozione che, in estrema sintesi, chiedeva investimenti per poter ammodernare la rete idrica e semplificare la governance per tornare a programmare ed evitare le emergenze come quella che attanaglia tantissimi comuni della regione e il capoluogo molisano dove nessuno ricorda, in trent’anni, una tale frequenza di chiusure dei serbatoi notturne e, purtroppo non di rado, anche diurne.

LA MOZIONE

“Sebbene il sistema idrico integrato sia stato introdotto per garantire una governance più efficiente, i molisani subiscono gli effetti di mancati interventi strutturali sulla rete, oltre che dei problemi gestionali tra i vari player del settore.
Parliamo di gravi inefficienze che, ad oggi, si traducono nella dispersione media di 53 litri di acqua su 100, a causa di una rete obsoleta da sostituire: un paradosso, in una regione ricca di sorgenti come il Molise. E nonostante gli investimenti del Pnrr previsti, gli interventi sono insufficienti a risolvere il problema delle dispersioni idriche, soprattutto se pensiamo che per risanare le perdite al momento si stanzia un decimo delle risorse necessarie. Ecco perché una soluzione per noi passa per l’utilizzo di parte del Fondo di Sviluppo e Coesione, attraverso un Accordo di programma quadro per intervenire sulle reti idriche.
C’è poi la situazione finanziaria di Molise Acque che pur vantando crediti nei confronti di diversi comuni, ha maturato oltre 40 milioni di euro di debiti nei confronti dei fornitori energetici, un aspetto che mette a rischio l’intera tenuta del servizio, senza una precisa strategia di intervento della Regione. A ciò, si aggiunge il cortocircuito tra l’Azienda speciale regionale e la società consortile Grim: ora nessuno sa bene chi doveva o deve far cosa e i cittadini pagano.
Per tutti questi motivi – questo è stato spiegato in aula dalle opposizioni prima del voto – abbiamo chiesto alla maggioranza un piano di investimenti strutturali per ammodernare le reti idriche e una riforma della governance del sistema integrato, affinché il Molise possa finalmente sfruttare al meglio una delle sue risorse naturali più preziose. Sono temi sfidanti che meriterebbero coraggio e lungimiranza: caratteristiche che il centrodestra ha dimostrato ancora una volta di non avere. Mentre la ricetta del presidente Roberti è aumentare la tariffa al massimo possibile previsto da Arera, e a pagare saranno ancora i molisani”.

consiglieri regionali minoranza

L’INTERVENTO DEL GOVERNATORE

Pur apprezzando la “disamina precisa” fatta dal consigliere Primiani “che delegherei alla materia se non avessi già un delegato (Massimo Sabusco, ndr), il presidente Roberti ha bocciato la mozione del centrosinsitra “perché non risolve il problema anche se tutto quanto avete detto è vero. A pochi sfugge che Molise Acque è indebitata perché nel fornire il servizio si è fatta carico di anticipare somme ingenti per pagare le bollette dell’energia elettrica (che serve a far funzionare le pompe di sollevamento, per esempio ndr)”.

In alcuni casi i Comuni hanno impugnato gli aumenti tariffari richiesti. Lo ha fatto, per esempio, il Comune di Campobasso sostenendo che l’azienda speciale non poteva adeguare le tariffe in maniera retroattiva. Ma quella col capoluogo non è l’unica situazione spinosa: ci sono Amministrazioni che andrebbero in disavanzo se estinguessero il loro debito, c’è il caso di Bojano che rivendica la proprietà delle sue sorgenti. E poi c’è stato, per decenni, un diffuso malaffare. Un vizietto tutto italiano di scroccare l’acqua con gli allacci abusivi.
“Anche a Termoli avevamo questo problema, io da sindaco ricordo bene quando le persone venivano in Comune perché gli era stato chiuso il contatore dell’acqua, ma la situazione è cambiata quando è arrivata Acea”.
Termoli, vale la pena ricordarlo, ha aperto le porte al privato e pagato di più l’acqua perché ha ottenuto in cambio la fine dei disservizi con la sistemazione delle sue condotte e serbatoi. In pratica Acea ha fatto gli investimenti ottenendo in cambio il suo profitto di gestore. E quindi Grim, la società che gestisce il servizio idrico integrato fondata dai Comuni molisani (quasi tutti hanno aderito) a Termoli, di fatto, non esiste.
Con soddisfazione di Roberti che in aula ha messo in dubbio la capacità di Grim di gestire appalti e fare gli investimenti milionari che sarebbero necessari per la riduzione delle perdite che è l’altro problemone a monte delle inefficienze del servizio pubblico. “Con Grim avremo reti idriche degne di questo nome tra vent’anni”.
Poi, in conclusione: “Tutto ciò che è pubblico costa meno solo se tutti pagano, bisogna accettare la verità e non possiamo pensare, oggi, di estinguere o condonare il debito di Molise Acque altrimenti arriverà la Corte dei Conti a chiederci di giustificarlo”.
La proposta del presidente Roberti a questo punto è stata quella di convocare i sindaci per proporre di fare un piano di rientro che riporti in equilibrio i conti disastrati dell’azienda regionale Molise Acque. “E’ vero che nella redazione del loro bilancio inseriscono anche quello che avanzano dai Comuni, ma sanno benissimo che non vedranno mai quel denaro. Se la sentono i sindaci di fare un piano di rientro per Molise Acque? Naturalmente non bisognerà penalizzare i Municipi virtuosi, non si può punire chi si è comportato bene, ma la tariffa inevitabilmente sarà aumentata per restituire liquidità a Molise Acque che ha anticipato per le forniture e ora deve rientrare. Penso che sarà un percorso lungo e servirà anche una certa dose di coraggio per portare al parametro massimo previsto da Arera le tariffe idriche. La musica deve cambiare perché se vogliamo pagare meno bisogna pagare tutti. La Regione non è la Cassa del Mezzogiorno”.

roberti consiglio regionale

DISPERSIONE ALTA, BOLLETTE BASSE

E’ di 226 euro la spesa media in Molise, nel 2023, per la bolletta dell’acqua. Il Molise è la regione più economica ma con una dispersione idrica ancora elevata, che si attesta sul 55% nella sola provincia di Campobasso. Emerge dai dati (2023, ultimi disponibili) dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva diffusi in occasione della Giornata mondiale dell’acqua.

Una famiglia molisana nel 2023 ha speso mediamente 226 euro, a fronte di una media nazionale di 478 euro. La cifra è invariata rispetto al 2022 ma in aumento del 54,5% negli ultimi 5 anni.

L’incremento maggiore, di circa il 16%, si registra a Vibo Valentia, mentre ad Isernia la bolletta è praticamente raddoppiata rispetto al 2019. Frosinone resta in testa alla classifica delle province più care con una spesa media annuale di 867 euro mentre Milano e Cosenza conquistano la palma di capoluoghi più economici con 184 euro. La Toscana è la regione più costosa (con 732 euro), con ben 8 suoi capoluoghi nella top ten delle province più care.

Il XIX Rapporto sul servizio idrico integrato, a cura dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, presentato nel corso dell’evento “Cara acqua, una risorsa da risparmiare e tutelare”, esamina le tariffe per il servizio idrico integrato applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2023 in riferimento ad una famiglia tipo composta da 3 persone e a un consumo annuo di 182 metri cubi.

Per quanto riguarda la dispersione idrica nei capoluoghi di provincia, la media è de 36,2% e raggiunge il 42,2% come territorio complessivo italiano. In alcune aree del Paese (soprattutto Sud e Isole) si disperde più della metà dei volumi d’acqua immessi in rete. in Molise si passa dal 55,6% di Campobasso al 50,1% di Isernia.