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Il Molinari Avicor Stadium fa sognare. Quel rettangolo verde strega tutti gli avversari

Nonostante la sconfitta della Vis Pesaro, il tecnico Stellone e il centrocampista Pucciarelli non hanno risparmiato elogi all’impianto sportivo di Campobasso. Il responsabile del terreno, Goffredo Iorio, e il suo collaboratore Antonio Barattini sono stati indirettamente omaggiati per l’eccellente qualità del campo, definito da Pucciarelli “da altre categorie”. Stellone ha sottolineato come il Molinari anche con la sua atmosfera rappresenti le basi ideali per un futuro ambizioso.

Certezze. Ogni tifoso ne ha due: la sua squadra e il rettangolo verde. Quello del Molinari Avicor Stadium, non è soltanto un semplice campo di gioco.

Tutti conoscono il lavoro, la dedizione e la cura maniacale che quotidianamente trasformano il manto erboso del Molinari in una meraviglia unica, forse tra le migliori dell’intero Paese. E la vera sorpresa, si avverte quando a calcare quel terreno sono gli avversari, che, senza eccezioni, rimangono a bocca aperta. Ogni volta, la stessa reazione: stupore e incredulità.

A guidare questa perfezione ci sono due nomi che tutti, a Campobasso, ormai conoscono: Goffredo Iorio, responsabile del terreno di gioco, e il suo fidato collaboratore, Antonio Barattini. Sono loro i veri artefici di questo capolavoro. Artisti di un prato che stando alle cronache, in serie C, per ora, non conosce rivali.  Un’opera invidiata da tutte le squadre che calcano il Molinari.

Giovedì sera, la Vis Pesaro ha provato l’amaro sapore della sconfitta, ma per il tecnico Roberto Stellone e il centrocampista Manuel Pucciarelli, la vera sorpresa è arrivata proprio dal campo.

Stellone, noto per la sua onestà e per un occhio attento ai dettagli, si è lasciato andare a un complimento che ha il sapore di una sentenza: “Lo stadio di Campobasso e quella cornice di pubblico così importante… Questa società ha tutte le carte in regola per puntare in alto.”

Parole pronunciate quasi con meraviglia, come se il Molinari avesse rapito per un attimo il suo sguardo, spostando l’attenzione dal risultato sul campo a quel tappeto verde che sembra una tela perfetta.

Anche Pucciarelli, con alle spalle anni di Serie A, non ha potuto fare a meno di lodare l’eccellenza del Molinari: “Il vostro campo è bellissimo. Giocare su un terreno così ti fa pensare ad altre categorie. Ho calcato campi di Serie A e non sono tutti così. Anche l’atmosfera è speciale, me la ricordavo già da quando, 17-18 anni fa, venni qui a giocare.” Parole che risuonano come una conferma: il Molinari non è solo un campo da calcio, ma un simbolo di ambizione e orgoglio.