Idonei ma non beneficiari: 900 mila euro in più per le borse di studio universitarie. “Ce l’abbiamo fatta”
Esulta il consigliere regionale Massimo Romano che ha ottenuto l’approvazione in aula della sua mozione in favore di studenti meritevoli con un basso reddito: aggiunti 900 mila euro per il diritto allo studio. “Una pagina bella di questa legislatura, un piccolo esempio pratico di buona politica”.
Erano risultati idonei per ricevere la borsa di studio universitaria. Ma a causa dell’esiguità delle risorse stanziate dalla Regione Molise quell’occasione era sfumata per centinaia di studenti meritevoli.
Ora la situazione è mutata: il Consiglio regionale ha appena approvato la mozione presentata dal consigliere Massimo Romano (Costruire Democrazia) aggiungendo altri 900 mila euro per lo scorrimento delle borse di studio per l’anno accademico 2023/2024.
Una notizia ottima per i beneficiari, all’incirca 200 giovani studenti, e delle loro famiglie che non sono in grado di sostenere le spese per il percorso accademico: tasse, libri e anche affitto e bollette per i fuori sede non sono alla portata di tutti. Ecco perché la borsa di studio, riconosciuta a chi rispetta i criteri del reddito e del merito, talvolta è l’unica chance per laurearsi. Purtroppo le risorse non soddisferanno tutte le richieste pervenute, ma una fetta ampia sì.

“Ce l’abbiamo fatta – ha esultato Romano che dopo la mozione aveva anche presentato una interrogazione -: la Regione Molise ha finalmente deliberato lo stanziamento aggiuntivo di 900mila euro per ampliare la platea dei beneficiari che pur risultando idonei non erano stati finanziati per esaurimento delle risorse finanziarie. Una pagina bella di questa legislatura, un piccolo esempio pratico di buona politica, a sostegno del diritto all’istruzione degli studenti meritevoli: mozione presentata il 28 febbraio, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 9 aprile; interrogazione successiva presentata il 18 settembre, determina dirigenziale di stanziamento delle somme adottata tre giorni dopo, il 21 settembre. Una risposta concreta e tangibile per tornare a sperare e credere in una politica utile, contro la rassegnazione causata da troppi esempi di tragica inadeguatezza e autoreferenzialità della classe dirigente.
Questa è fatta, ora andiamo avanti su tutto il resto”.



