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Furia Braglia sul rosso a Baldassin:”Ha chiesto: sei pazzo? Non gli ha detto ‘imbecille’. Scelta illogica”

Tra i protagonisti del match, spicca la prestazione di Alessandro Pellitteri, giovane talento rossoblù che ha impressionato per maturità e personalità. Braglia lo ha elogiato apertamente: “Pellitteri ha fatto una partita sontuosa, un ragazzino che ha giocato come un veterano. Sono molto contento di lui.”

Una sconfitta ingiusta e amara quella subita dal Campobasso contro la Torres, ma la squadra molisana ha finalmente mostrato il carattere che i tifosi desideravano vedere da tempo. I rossoblù hanno giocato con determinazione e coraggio, guidati da un Piero Braglia che ha saputo infondere grinta e spirito combattivo ai suoi uomini. Il risultato finale, però, è stato condizionato da due episodi arbitrali discutibili: l’espulsione di Baldassin e un rigore che ha regalato la vittoria ai sardi.

L’incontro, valido per la quarta giornata del Campionato di serie C 2024/2025, ha visto il Campobasso affrontare una delle formazioni più forti del campionato, la Torres, candidata alla promozione in Serie B. Nonostante il valore degli avversari, i molisani hanno gestito il match con autorevolezza, pur giocando gran parte del secondo tempo in inferiorità numerica.

La rabbia di Braglia e la delusione per un risultato immeritato. Nel post-partita, il tecnico del Campobasso, Piero Braglia, non ha nascosto la sua amarezza per come la gara sia stata compromessa da decisioni arbitrali discutibili. “Abbiamo giocato una grande partita, la squadra ha lottato fino alla fine, e non meritavamo assolutamente di perdere. L’espulsione di Baldassin è stata assurda, una decisione che non riesco a capire. L’arbitro ha voluto fare il protagonista, ma non sono loro i protagonisti, lo devono essere i ragazzi in campo.”

L’espulsione di Baldassin ha lasciato tutti di stucco. Il centrocampista, ammonito per un’azione fallosa sulla tre quarti avversaria, ha ricevuto il cartellino rosso per aver rivolto all’arbitro una domanda: “Ma sei pazzo?”  che è stata “una normalissima reazione di sorpresa, non di insulto – ha detto Braglia  – Non lo ha offeso, ha solo espresso una reazione a caldo. Eppure è stato espulso. Quando giocavo io, certe cose erano all’ordine del giorno, ma quando sei un professionista, lo sai e lo capisci che in campo non ci sono robot bensì uomini. Che giocano e danno il sangue. Sta a chi gestisce le regole su quel rettangolo di gioco capire se una reazione è maleducata. E quella di Baldassin non lo è stata affatto.  Ma con quella scelta, quel direttore di gara, ha falsato il match”.

Un Campobasso combattivo: segnali di crescita importanti. Nonostante l’episodio chiave, il Campobasso ha mostrato segnali incoraggianti. Braglia, da tempo impegnato a costruire una squadra competitiva, si è detto soddisfatto della prestazione, pur sottolineando la necessità di continuare a lavorare. “Io ho parlato sempre di decimo posto e continuerò a farlo. Ma per raggiungerlo servono i risultati. Dopo la sconfitta contro la Pianese, i ragazzi hanno reagito, hanno lavorato duramente, e oggi si è visto. I conti li faremo alla fine, ma vedo una squadra che cresce.”

In attacco, i rossoblù hanno creato diverse occasioni, ma la sfortuna e la poca precisione sotto porta hanno impedito di concretizzare. “Abbiamo giocatori di qualità,” ha aggiunto Braglia, “come Di Stefano, Riccardo Forte, Spalluto… gente che in passato hanno dimostrato il loro valore con diversi gol a stagione. Non credo che siano diventati improvvisamente dei bischeri. Io sono sicuro che torneranno a fare la differenza con il loro compito.”

L’elogio ai giovani e l’importanza del carattere. Tra i protagonisti del match, spicca la prestazione di Alessandro Pellitteri, giovane talento rossoblù che ha impressionato per maturità e personalità. Braglia lo ha elogiato apertamente: “Pellitteri ha fatto una partita sontuosa, un ragazzino che ha giocato come un veterano. Sono molto contento di lui.”

Il tecnico ha poi voluto rimarcare un concetto chiave a chi in conferenza stampa gli ha chiesto se non fosse il caso di suggerire ai ragazzi di essere più calmi: “Non cominciamo eh!!!! A me interessa che la squadra giochi con carattere. Non mi preoccupa un’espulsione o una squalifica, perché quando qualcuno è fuori, un altro prende il suo posto. Quindi va bene così. Io non accetto è la passività. Meglio essere espulsi per aver lottato che restare fermi in campo come morti.”

Una sconfitta che brucia, ma la strada è quella giusta. La sconfitta contro la Torres lascia l’amaro in bocca, ma il Campobasso ha dimostrato di essere sulla strada giusta. Braglia, con la sua esperienza e il suo temperamento, sta forgiando una squadra combattiva, capace di mettere in difficoltà anche le formazioni più attrezzate del campionato.

“I conti li faremo alla fine,” ha ribadito il tecnico, “ma se continuiamo a giocare così, i risultati arriveranno. Ora dobbiamo pensare a riprendere i punti altrove, ma la cosa più importante è che la squadra non molli mai.”

Il Campobasso ha dimostrato cuore e carattere, e se continuerà su questa strada, presto i risultati daranno ragione a Braglia e ai suoi uomini.