Famiglie in ritiro al santuario di Santa Giusta: un’occasione per riscoprire l’amore coniugale
Tanti gli sposi che hanno scelto di dedicare il giorno del riposo settimanale per fermarsi, pregare e celebrare l’amore. La relazione di Giovanna Abbagnara, giornalista e scrittrice sui passi dell’amore coniugale, la santa messa presieduta dal vescovo Gianfranco De Luca, hanno fatto della giornata un appuntamento prezioso per dare nuovo slancio al cammino di pastorale familiare
Un vento fresco ha accolto le prime coppie giunte al Santuario Madonna di Santa Giusta, nel cuore della località di Palata. Questa giornata, dedicata alla riflessione e alla crescita delle relazioni coniugali, è stata coordinata da don Elio Benedetto, parroco del Santuario e figura di riferimento per la pastorale familiare nella comunità, insieme a don Gianfranco Mastroberardino, don Costantino Di Pietrantonio e don Angelo Castelli.
L’evento è coinciso con la celebrazione liturgica dedicata alla Vergine, simbolo di amore e dedizione. Le coppie partecipanti hanno avuto l’opportunità di immergersi in un’atmosfera di spiritualità e condivisione, in un contesto di pace profonda.
La relatrice Giovanna Abbagnara ha aperto i lavori evidenziando l’importanza di insegnare agli sposi “la grammatica della coniugalità”. “Le piccole regole di convivenza possono trasformare la vita comune in un’esperienza di amicizia autentica e reciproca”, ha spiegato. Abbagnara ha anche richiamato l’attenzione sul fatto che, sebbene molti sposi credano di avere già una solida base di conoscenze, spesso le relazioni si scontrano con mancanze di comunicazione e ascolto genuino.
Il tema centrale della giornata è stato il passaggio dalla mentalità dell’”io” a quella del “noi”, necessaria per costruire una famiglia che prosperi nel bene comune. Attraverso momenti di riflessione e dialogo coniugale, le coppie sono state invitate a riconsiderare le proprie esigenze individuali e a costruire insieme un percorso condiviso.
Durante la Celebrazione Eucaristica, il vescovo Mons. De Luca ha incoraggiato le famiglie a “scendere in profondità” nelle proprie relazioni, a lasciarsi trasformare dall’amore di Gesù. “Dobbiamo vivere da risorti”, ha affermato il vescovo, sottolineando la necessità di una comunità ecclesiale impegnata nel sostenere gli sposi lungo il loro cammino coniugale.
Un momento di particolare forza si è avuto durante la preghiera del Rosario e il pranzo comunitario, dove i partecipanti hanno condiviso non solo cibo, ma anche esperienze e riflessioni. La giornata si è conclusa con l’auspicio di portare avanti il messaggio di amore e dedizione che ha pervaso ogni momento dell’incontro, sottolineando la famiglia come cuore pulsante di una società dal volto umano.
“Questa giornata è un frammento luminoso della nostra storia di comunità”, ha dichiarato don Elio, “da cui possiamo e dobbiamo ripartire per costruire relazioni autentiche e durature”. Il profumo della santità, quello dell’amore vero che genera e si diffonde, ha rinnovato le speranze e le aspirazioni delle famiglie partecipanti, segnando un nuovo inizio nel loro cammino coniugale.








