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Capracotta guida il Molise verso la ricomposizione fondiaria: un modello per l’Appennino

Il convegno ha messo in evidenza la crescente frammentazione delle superfici agricole e il suo impatto negativo sulla competitività delle imprese agricole e zootecniche

Sabato scorso, Capracotta ha ospitato un convegno che ha portato alla luce una questione tanto locale quanto di respiro nazionale: la progressiva frammentazione delle superfici agricole e il suo impatto sulla competitività delle imprese agricole e zootecniche. Uncem Molise, con il suo presidente Candido Paglione, insieme a Marco Bussone, presidente nazionale, si è detta pronta a lavorare fianco a fianco con i Comuni montani per affrontare questa sfida cruciale, che rischia di condizionare pesantemente l’economia delle aree rurali.

La soluzione? LeAssociazioni fondiarie. Questo strumento, già promosso con successo in Piemonte, punta a unire terreni frammentati, spesso abbandonati, per restituire valore e produttività a superfici agricole che rischiano l’irrilevanza. Non solo: si mira a recuperare anche le terre di cui i proprietari non sono più rintracciabili, un problema noto come “proprietà assenteista”, che contribuisce al degrado del paesaggio rurale e all’abbandono delle attività agricole e pastorali.

L’obiettivo di Uncem è chiaro: creare un modello di ricomposizione fondiaria che, partendo dal Molise e dall’Appennino, possa essere replicato a livello nazionale. “Non ci si può permettere di lasciare che la questione resti fuori dall’agenda politica, anche se difficilmente ne farà parte,” affermano Paglione e Bussone. Tuttavia, loro puntano sui percorsi “dal basso”, spingendo i Comuni ad agire concretamente e creare le condizioni per rilanciare il territorio. Capracotta, in questo senso, non si tira indietro e sta già lavorando su soluzioni che possano far fronte a questa emergenza.

La sfida, comunque, non si ferma qui. Il convegno ha posto le basi anche per un confronto più ampio che guarda al futuro della Politica Agricola comunitaria post-2028. Per il Molise, è un’occasione per assumere un ruolo guida, dimostrando che dalle piccole comunità montane possono nascere grandi progetti capaci di innescare un cambiamento duraturo.

uncem

Nel frattempo, l’urgenza rimane. L’abbandono del territorio agricolo rappresenta una minaccia reale per la sopravvivenza di interi settori economici e, più in generale, per l’equilibrio delle comunità rurali. Uncem, però, non si lascia scoraggiare e continua a proporre soluzioni innovative per riportare in auge la terra.

“Il Molise deve fare da apripista“, sostengono Paglione e Bussone, convinti che solo con una visione condivisa e strumenti concreti si potrà davvero invertire la rotta.