A Parma vince il Molise: rivoluzione della pizza e sorgenti d’acqua attirano oltre 100mila visitatori
Il boom è stato la pizza. Nessuno lo avrebbe immaginato, perché non è un piatto della tradizione molisana ma la versione presentata dall’azienda Cofelice ha conquistato il cuore di molti, diventando il piatto simbolo di una regione capace di valorizzare le proprie eccellenze. E poi, nonostante il problema siccità, si è puntato molto sulle sorgenti
Venti stakeholders molisani coinvolti al Salone del Camper di Parma, che si è svolto dal 14 al 22 settembre. Un angolo, quello del Molise, che ha catturato oltre 100mila visitatori. Ha visto partecipare alle degustazioni made in Molise oltre 5500 persone. Sono state distribuite 3300 bottiglie di acqua molisana, l’unica certificata, e 4748 dépliant illustrativi delle bellezze della nostra regione. Ad iniziare dalle sorgenti: quella del Biferno a Bojano, quella di Santa Maria e Giacomo a Santa Maria del Molise, quella di Sant’Onofrio a Chiauci, quella del Lago a Guardialfiera, quella di Monte Verde a Campobasso, quella di San Martino a Isernia e quella del Volturno a Castel San Vincenzo.
Sono i risultati di giorni trascorsi a divulgare e diffondere quanto ci sia ancora in Molise da scoprire. E sono stati presentati questa mattina dall’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo e Molise Acque. Al tavolo dei relatori, Remo Di Giandomenico e Stefano Sabatini. Assieme a loro, il titolare dell’azienda Gsm “che ha garantito la riuscita dell’evento sotto l’aspetto tecnico e logistico”, il presidente della proloco di Jelsi che a Parma ha portato il carillon della comunità jelsese, scultura realizzata con il grano che ha attirato l’attenzione di molti visitatori. E poi ampio spazio per tintilia doc, pane di Macchiagodena, tartufo, confetti e dolci e le farine del Molise con le quali l’azienda Cofelice ha sfornato centinaia di pizze che hanno ammaliato le migliaia di persone accorse allo stand.
Il boom è stato la pizza. Nessuno lo avrebbe immaginato, perché non è un piatto della tradizione molisana ma la versione presentata dall’azienda Cofelice ha conquistato il cuore di molti, diventando il piatto simbolo di una regione capace di valorizzare le proprie eccellenze. “Abbiamo creato una pizza con i nostri cereali, impastata con acqua molisana, olio locale, pomodoro fresco di Montagano, mozzarella nostrana e tartufo”, ha spiegato Cofelice. Un vero omaggio al territorio che ha ricevuto elogi da ogni parte. Tanto che, con entusiasmo, alcuni hanno proposto di produrre l’impasto in versione surgelata, per renderlo accessibile ovunque.
Oltre al successo della pizza, c’è stato grande interesse anche per l’innovativa coltivazione idroponica, un metodo che permette di far crescere piante in un ambiente chiuso e controllato, senza l’uso di terra e fitofarmaci. Questo approccio ecosostenibile risparmia acqua ed energia, promuovendo una produzione agricola rispettosa dell’ambiente. “Stiamo lavorando anche alla coltivazione di fragole e frutti di sottobosco,” ha aggiunto Cofelice, “con l’obiettivo di rifornire mense, gelaterie e pasticcerie locali.”
“Si sta lavorando – ha proseguito Cofelice – anche alla coltivazione di fragole e frutti di sottobosco per rifornire mense, gelaterie e pasticcerie. Ma soprattutto stiamo cercando di mettere a punto pizza e minestra cioè riprodurre in serra questo piatto tradizionale”.

Al netto del successo, Remo Di Giandomenico e Stefano Sabatini stanno guidando un’iniziativa che mira a preservare e promuovere questi siti naturali. Nonostante la sfida della siccità, Sabatini ha espresso ottimismo, sperando in un futuro rinvigorimento delle sorgenti grazie alle piogge e nevicate. “L’obiettivo è quello di creare un museo delle sorgenti” ha spiegato Di Giandomenico, “un progetto che renderebbe il Molise secondo solo al Veneto in Italia per la valorizzazione delle proprie risorse idriche”.




