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|Troppi detenuti in carcere, Asrem diffidata dall’associazione Coscioni: “Sovraffollamento al 129 per cento”
Le direzioni generali delle Asl italiane invitate a far rispettare le condizioni igienico-sanitarie delle case circondariali con visite ispettive e segnalazioni ai ministeri: in Molise tra le situazioni più critiche per il sovraffollamento, peggio di Campania ed Emilia Romagna.
C’è anche l’azienda sanitaria del Molise tra le 102 Asl italiane diffidate dall’associazione Luca Coscioni per la tutela del diritto alla salute della popolazione carceraria. Il testo, inviato il 9 agosto scorso alle direzioni generali delle città che ospitano i 189 istituti penali italiani, punta a far adempiere ad Asrem e tutte le altre “al proprio compito” e di voler provvedere” alla effettuazione di idonei sopralluoghi presso le strutture penitenziarie di sua competenza, al fine di apprezzare obiettivamente le circostanze relative alle effettive condizioni di igiene e delle esigenze di profilassi, impegnandosi altresì ad informare, come è nelle proprie facoltà istituzionali, i competenti Ministeri della Salute e della Giustizia, nonché a fornire tutti i servizi socio-sanitari ai detenuti e di attivarsi immediatamente qualora tali servizi non rispettassero gli standard imposti dal legislatore e oggetto di plurime contestazioni da parte degli organi giurisdizionali”.
Tra le facoltà delle Asl c’è anche quella di visite ispettive nelle carceri.
La cellula molisana dell’associazione nata a marzo del 2024 ha aderito alla battaglia anche perché la situazione molisana è preoccupante: troppi detenuti a fronte dei posti disponibili. Stando ai dati pubblici sul sito del Ministero della Giustizia, al 31 luglio 2024, tra le case circondariali di Isernia, Larino e Campobasso il sovraffollamento è al 129 per cento. Si tratta, in proporzione alla popolazione carceraria, di una delle percentuali più elevate: basti pensare che la Campania ha un sovraffollamento del 120%, l’Emilia Romagna del 124%. Ci eguaglia il Lazio, peggio del Molise solo Veneto (135%) Friuli Venezia Giulia (143%) Lombardia (140%) e Puglia (144%).
Il tema è tornato prepotentemente di attualità anche per il numero record di suicidi in carcere: alla fine del mese di luglio erano già 64 i detenuti che si erano tolti la vita. E avere celle troppo piene non favorisce certo il reinserimento di queste persone che fanno i conti con condizioni igienico-sanitarie fuori norma, “con la presenza di pulci e cimici nelle celle, nidificazione di piccioni negli spazi aperti non puliti, pessima qualità del servizi igienici, spesso condivisi con zone cottura in celle sovraffollate, scarsa o inadeguata ventilazione dei locali, scarsità d’acqua e/o mancanza di acqua calda, mancanza di docce nelle celle, docce in comune con muffe e locali insalubri, zone destinate al passeggio non adatte a creare condizioni di riparo dagli agenti atmosferici (caldo estivo, freddo invernale) e che a questo già drammatico dato devono aggiungersi i sette rappresentanti della polizia penitenziaria che si sono suicidati per motivi legati al loro lavoro, appesantito e reso frustrante dalla cronica mancanza di personale”.
Il sovraffollamento carcerario continua a rappresentare una delle principali emergenze del sistema penitenziario italiano, con il Molise che registra un tasso di occupazione del 129%, una percentuale che riflette la gravità della situazione anche a livello nazionale. In particolare, la Puglia guida la triste classifica con un sovraffollamento del 144%, seguita dalla Lombardia con il 143% e dal Friuli-Venezia Giulia con il 140%. Situazioni altrettanto critiche si riscontrano in Veneto (135%) e Lazio (129%), mentre la Campania e la Liguria, entrambe al 120%, e l’Emilia-Romagna al 124%, evidenziano come il problema sia diffuso lungo tutto lo Stivale. Regioni come la Sicilia (104%), l’Abruzzo (101%) e il Piemonte (109%) mostrano un sovraffollamento leggermente meno drammatico ma comunque significativo. Alcune regioni, come la Sardegna (83%) e la Valle d’Aosta (80%), presentano tassi inferiori, ma queste eccezioni non mitigano la necessità di interventi urgenti. In un contesto dove le condizioni igienico-sanitarie sono spesso precarie, con episodi di violenze e suicidi tra detenuti e personale penitenziario, l’assenza di misure strutturali e di riforme adeguate sta aggravando una situazione già al limite.
I DATI DEL SOVRAFFOLLAMENTO
• Regione Puglia – 144% (4.037 uomini e 220 donne)
• Regione Lombardia – 143% (8.349 uomini e 464 donne)
• Regione Friuli-Venezia Giulia – 140% (651 uomini e 27 donne)
• Regione Veneto – 135% (2.513 uomini e 131 donne)
• Regione Lazio – 129% (6.409 uomini e 433 donne)
• Regione Molise – 129% (355 uomini)
• Regione Basilicata – 125% (460 uomini)
• Regione Emilia-Romagna – 124% (3.541 uomini e 172 donne)
• Regione Campania – 120% (7.200 uomini e 331 donne)
• Regione Liguria – 120% (1.268 uomini e 66 donne)
• Regione Umbria – 119% (1.531 uomini e 69 donne)
• Regione Calabria – 110% (2.918 uomini e 67 donne)
• Regione Marche – 110% (905 uomini e 21 donne)
• Regione Piemonte – 109% (4.186 uomini e 160 donne)
• Regione Sicilia – 104% (6.497 uomini e 252 donne)
• Regione Abruzzo – 101% (1.602 uomini e 88 donne)
• Regione Toscana – 99% (3.059 uomini e 85 donne)
• Regione Trentino-Alto Adige – 91% (426 uomini e 46 donne)
• Regione Sardegna – 83% (2.128 uomini e 50 donne)
• Regione Valle d’Aosta – 80% (146 uomini)


