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Trova un buono di 5mila lire durante i lavori di ristrutturazione, oggi vale 91mila euro ma nessuno rimborsa

Si tratta di un cittadino di Roccavivara che assieme ad altri 19 contribuenti con il patrocinio legale dell’avvocato Francesco Di Giovanni del Foro di Roma, ha citato in giudizio Poste Italiane e il Ministero dell’Economia. L’udienza si terrà il prossimo 12 dicembre al Tribunale civile della Capitale.

Poste italiane e Ministero dell’Economia e delle Finanze, sono stati citati in giudizio per non aver rimborsato alcuni risparmiatori italiani che avevano acquistato molti anni prima buoni postali in lire e Titoli di Stato di vario importo e valore.

A chiedere chiarimenti all’autorità giudiziaria sono 20 cittadini, tra cui un 76enne di Roccavivara, primo firmatario, dell’atto, L’udienza è stata fissata, davanti al Tribunale civile di Roma, il prossimo 12 dicembre.

I contribuenti si sono ritrovati con buoni postali che negli anni hanno fruttato, tra interessi, rivalutazione e capitalizzazione, per un importo odierno totale complessivo di circa 15 milioni di euro.

Tra questi c’è il molisano Oreste, nipote di uno zio emigrato a Buonos Aires, che alla morte gli ha lasciato una casa in paese. Durante i lavori di sistemazione dell’immobile, Oreste, in un baule con un doppio fondo, trova questo buono postale del valore dell’epoca di 5mila lire. Oggi dovrebbe quindi incassare una somma di 91mila euro. Ma per Poste e Ministero dell’Economia quel buono sarebbe prescritto.

Di parere contrario l’avvocato Francesco Di Giovanni del Foro di Roma che si occupa, tra le altre cose, su scala nazionale del rimborso di buoni postali e Titoli di Stato in lire. Il legale, che tutela gli interessi di tutti e venti e i firmatari, spiega che l’articolo 2935 del codice civile recita testualmente “la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”.

“In tutti i casi illustrati – continua il legale – ci troviamo difronte a ritrovamenti recenti che rappresentano il giorno di inizio decorrenza della prescrizione decennale.  Prima del ritrovamento, infatti, i risparmiatori non avevano contezza del loro diritto che, ovviamente non potevano esercitare”.

In Italia ci sono oltre mezzo milione, tra buoni postali e Titoli di Stato ancora in circolazione.  “Un vero tesoro nascosto che resta nelle casse delle Poste e dello Stato italiano privando illegittimamente i piccoli risparmiatori italiani di un loro diritto garantito dalla Carta costituzionale”.